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20 Ott
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Intervista all'autore - Franco Mannini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?


A dire la verità sulla mia vita ci sarebbe da raccontare molto, per la quale, nonostante avergli dedicato un libro necessiterebbe aggiungere dell'altro a complemento, anche se, grossomodo, il concetto di base condito dagli aspetti più salienti che la riguardano è stato efficacemente reso. Ciò che ha pilotato principalmente gli eventi dirottandoli verso l'attuale situazione indubbiamente lo è stata la mia spiccata emotività e sensibilità decretando l'inevitabile disadattamento nell'ambito sociale nel condurre a breve a un ingente crisi esistenziale.

Il risultato ottenuto si riassume semplicemente nella fragilità del mio essere con cui mi sono ritrovato ad affrontare la vita. Mentre la speranza in un futuro migliore, oltre ogni negatività direttamente scaturita da ciò, ha fatto si che il discorso sia potuto andare avanti senza mettere fine al tutto anzitempo pur essendoci andato comunque vicino. Non è stato possibile coronare i miei principali sogni nell'ambito reale quando invece la mia espressione ha trovato ruolo e agio nella parola scritta.

 

 

 

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?


Non esiste un momento preciso e determinato in cui mi dedico alla nobile arte ma ogni attimo è buono affinché il mio pensiero abbia modo di scorrere indelebile su un foglio e divenire così parola scritta.

 

 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?


Contemporaneo non direi poiché leggo e rileggo con la stessa passione da sempre i grandi autori del passato tra cui cito tra questi Tolstoj, il mio preferito!

 

 

4. Perché è nata la sua opera?


La mia opera nasce per prima cosa da un bisogno innato di mettere tutto nero su bianco ma vuole essere anche particolarmente una denuncia ai mali della società a partire dai componenti più deboli che li subiscono. Non confido nella giustizia di oggi paradossalmente assurda in un mondo comunque infelice e difendo i valori reali da quelli iniqui del nostro tempo.

 

 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?


Non a caso i miei testi trasudano di verità e uno scrittore nasce sempre a mio parere dal tempo in cui ha vissuto.

 

 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?


Scrivere è semplicemente scrivere e reale comunque può essere benissimo anche un pensiero di un qualcosa che non è o che non è stato.

 

 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?


In quello che scrivo direi che c'è tutto me stesso a scapito pure dei miei interessi nel ben apparire agli occhi di chi legge.

 

 

8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?


La mia psicologa mi ha spinto in parte a realizzare l'opera ma la cosa covava da tempo come farina del mio sacco.

 

 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?


Alla mia psicologa.

 

 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?


Non saprei poiché il fascino del libro stampato rimane comunque un fattore che non si potrà a mio parere mai sottovalutare.

 

 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?


Può essere rilassante ma io personalmente preferisco la lettura.

 

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Venerdì, 24 Ottobre 2014 | di @BookSprint Edizioni

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