Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Poggiardo e ho vissuto a Zollino fino ai miei 28 anni, quando poi mi sono sposato e ora vivo a San Cesario di Lecce con mia moglie e i miei due bambini di 1 anni e 3 anni.
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Sicuramente “Padre Ricco, Padre Povero” di Robert Kiyosaki che è stato il libro che mi ha fatto appassionare della lettura e mi ha aperto la mente in un modo incredibile.
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Personalmente continuo a preferire il cartaceo, perché penso che l’ebook può essere più pratico, leggere dal digitale ti espone alle continue distrazioni. Preferisco dedicare un’ora al giorno alla lettura senza dispositivi elettronici nei dintorni.
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La prima volta che pensai di scrivere un libro avevo 24 anni e avevo iniziato la scrittura di un romanzo che poi non portai a termine. Mi ero prefissato di scrivere due o tre pagine al giorno e anche se quel testo per ora è incompleto, è stato per quello che ne son rimasto innamorato.
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Questo libro è nato perché quest’anno per me ha rappresentato un punto di svolta, perché ho abbandonato un’azienda che, ahimè, aveva preso una direzione sempre più orientata alla mera vendita di prodotti standardizzati e preconfezionati, allontanandosi totalmente dalla mia idea di consulenza e analisi dei bisogni e delle esigenze dei clienti. Ora riesco a parlare ad imprenditori e professionisti con soddisfazioni estremamente interessanti perché riesco ad avere argomenti di rilievo che passano dalla pianificazione alla gestione fiscale all’ottimizzazione delle risorse.
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio è nel titolo in realtà, perché il libro parla di come si possono ridurre le imposte senza troppi giochetti strani ed in modo del tutto legale sfruttando quello che la normativa ci mette a disposizione.
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura è una cosa che da sempre mi ha incuriosito. Per l’esattezza avevo 24 anni la prima volta che pensai di scrivere un libro. Era un romanzo che volevo scrivere, una storia che però non ho mai portato a termine, perché prendeva spunto dal me ragazzo. Poi ho fatto tanti di quei cambiamenti negli anni che non mi sono più concentrato su quella storia che rappresentava per me quello che ero e il mio pensiero, con un finale che probabilmente sarebbe stato la realizzazione dei miei sogni che avevo da ragazzino. Ora ho scritto un libro molto più pratico e concreto in linea con il lavoro che faccio ma non escludo che l’amore per la scrittura mi riporti a concludere quel romanzo.
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Per scrivere questo libro mi son confrontato con commercialisti e consulenti del lavoro approfondendo i temi più delicati e questo per me è stato un modo per accrescere le mie conoscenze e metterle nero su bianco. Ricordo soprattutto questi episodi di confronto che ho avuto durante la stesura del libro.
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, a differenza del romanzo di cui parlavo prima, questo era un progetto ben definito, con degli obiettivi precisi.
Il suo autore del passato preferito?
Da sempre, Pirandello!
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Come per la domanda sull’Ebook, preferisco ancora il cartaceo. Mi piace molto ascoltare i podcast ma per quanto riguarda i libri rimango ancora affezionato alle pagine da sfogliare
