Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Torino, dove vivo ancora oggi. Da ragazzo ho trascorso molti anni con mia nonna paterna a Castagnole delle Lanze, un piccolo paese in provincia di Asti, che ha segnato profondamente la mia infanzia con i suoi ritmi tranquilli e le tradizioni di famiglia.
Ho completato sia gli studi che il mio percorso lavorativo a Torino, città che mi ha visto crescere e costruire la mia vita. Oggi, però, il mio tempo è diviso tra diversi luoghi che amo: le montagne del Piemonte, dove trovo pace e contatto con la natura, e il mare della Toscana, con i suoi paesaggi aperti e il fascino rilassante delle onde.
Ogni luogo ha un significato speciale per me: Torino rappresenta le mie radici e il mio passato, le montagne mi offrono un rifugio e una pausa, e il mare è il luogo dove mi ricarico e trovo ispirazione. Mi sento fortunato a poter vivere questa varietà di esperienze e a mantenermi connesso sia alla mia storia che alla bellezza del presente.
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Agli adolescenti di oggi consiglierei sicuramente il mio libro, Il Capitano Sayren. Però, scherzi a parte, ci sono molti libri che meritano di essere letti. Per esempio, nella fantascienza di Isaac Asimov, consiglierei titoli come Io, Robot o Fondazione, due opere che stimolano l'immaginazione e la riflessione sul futuro dell'umanità.
Un altro libro più semplice ma affascinante è La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl, una storia ricca di fantasia e insegnamenti. Oppure Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, un classico che parla al cuore con semplicità e saggezza. Per gli appassionati di avventure mozzafiato, Viaggio al centro della Terra di Jules Verne resta una scelta intramontabile.
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’eBook?
Penso che la perdita del libro cartaceo a favore dell'eBook non sia così grave. Oggi i giovani preferiscono avere tutto in un portatile, anche per la scuola. Tuttavia, c'è una grande perdita nel fascino del libro cartaceo: il profumo della carta stampata, il gesto di sfogliare le pagine, magari leccandosi la punta del dito. L'eBook offre sicuramente vantaggi in termini di comodità e portabilità, ma la magia di un libro fisico, che coinvolge più sensi e crea un legame speciale con la lettura, non può essere completamente sostituita dalla tecnologia.
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura per me è un amore nato gradualmente, ma che ha avuto il suo colpo di fulmine. È accaduto quando ho scoperto che mettere nero su bianco pensieri, emozioni e ricordi poteva trasformarsi in un viaggio unico, capace di farmi vivere nuovi mondi e staccarmi dalla realtà. È un sentimento che cresce ogni volta che inizio una nuova storia, ma che conserva sempre l'entusiasmo e l'energia di quel primo incontro.
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Quello che mi ha spinto a scrivere Il Capitano Sayren sono stati i ricordi dell'infanzia, la nostalgia del tempo che passa, gli amori con un pizzico di malizia dovuta all'età e, sicuramente, i sacrifici fatti. È stato un desiderio di fermare in parole tutto ciò che ho vissuto, cercando di dare forma a emozioni che altrimenti sarebbero rimaste solo nella memoria. Scrivere è stato un modo per rivivere quei momenti e per esplorarli più a fondo.
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio di Il Capitano Sayren penso sia semplice: i valori dell'uomo, con un occhio di attenzione alla tecnologia, che non sempre ci aiuta a vivere meglio. In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, credo sia importante ricordare che ciò che rende l'essere umano davvero speciale sono le sue qualità e i suoi valori, che vanno al di là delle innovazioni tecnologiche.
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Il sogno nel cassetto di scrivere era inconscio, fin dalle scuole elementari scrivevo piccoli racconti e poesie. Tutto è iniziato grazie alla mia maestra, che ci aveva fatto scrivere dei pensieri per la madre di una bidella che purtroppo era deceduta. La mia poesia aveva fatto scalpore. Da quel momento ho scoperto che scrivere può trasmettere emozioni, e poco per volta mi sono ritrovato a scrivere sempre di più. All'inizio lo facevo per me stesso, perché mentre scrivo viaggio con nuovi pensieri e mi perdo in nuovi mondi, staccandomi dalla realtà.
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Certo, l'episodio iniziale, la vita al cascinale e tutto ciò che la circondava: il pozzo con la catena e il secchio con il burro, i contadini che giravano per casa aiutandosi fra loro, e gli animali della fattoria, come il cagnolino, le galline con i pulcini, la capra e le mucche. Non potrò mai dimenticare il mercato che si teneva una volta alla settimana, con suoni e profumi che non ho mai più ritrovato.
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Veramente, quando scrivo, non mi pongo mai la domanda "quando finirò questo libro e come lo farò finire?". Io scrivo e basta. Mi aiuta la fantasia, i ricordi del mio passato o semplicemente quello che vedo per la strada. Il libro prende forma scrivendo, e a volte è il contrario: portarlo a termine diventa quasi un dispiacere, perché si conclude un'altra meravigliosa avventura.
Il suo autore del passato preferito?
Il mio autore del passato preferito è senza ombra di dubbio Isaac Asimov, anche se un buon libro di Pirandello lo si legge sempre volentieri.
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che la frontiera dell'audiolibro sia una bella cosa, soprattutto per i non vedenti. Mi fa ricordare i dischi in vinile a 45 giri che ascoltavo da bambino, con le fiabe. Era un'esperienza unica, che permetteva di immergersi in un mondo di storie senza bisogno di leggere. L'audiolibro, in un certo senso, porta avanti quella tradizione, ma con le comodità della tecnologia moderna.
