Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Nonno novantenne, tre figli, sei nipoti, oggi solo.
Nato nel 1933 in un piccolo paese agricolo della provincia di Como.
Liceo classico e corsi universitari di chimica ed economia.
Ex dirigente amministrativo presso un'importante industria farmaceutica.
Nei miei romanzi racconto le personali esperienze vissute sulle Alpi e
sulle Dolomiti durante gli anni di una lontana gioventù. Accanito sciatore.
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Nella tranquillità e nel silenzio delle ore antelucane.
Il suo autore contemporaneo preferito?
Reinhold Messner - Mauro Corona (ancora viventi)
Oriana Fallaci - Fosco Maraini (passati da poco a miglior vita)
Perché è nata la sua opera?
Ho voluto immaginare come sia possibile superare egregiamente la sofferenza provocata dalla fine di un rapporto sentimentale, nel silenzio, nella pace e nella solitudine di alte montagne.
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
La grande ricchezza di tempo disponibile come pensionato, mi ha permesso di rievocare e descrivere le esperienze più interessanti da me vissute sulle montagne, esperienze inesorabilmente finite nello scrigno della memoria.
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Direi ambedue le possibilità.
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Innanzitutto il piacere di raccontare la mia grande passione per le montagne e l'alpinismo, non disgiunto, tuttavia, dalla possibilità di ammirare ed amare
anche "l'altra metà del cielo".
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Senza dubbio l'interesse e l'approvazione di mia moglie, dei miei figli e degli amici compagni di innumerevoli ed indimenticabili escursioni.
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Parzialmente, forse.
Un libro cartaceo fra le mani dà sempre la sensazione tangibile di possedere una piccola indistruttibile opera d'arte
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non saprei... ma l'audiolibro ritengo sia qualcosa di effimero, una specie di 'usa e getta' senza la pretesa di durare nel tempo.
