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BookSprint Edizioni Blog

14 Apr
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Intervista all'autore - Sara Castelli -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
I ricordi della mia rocambolesca infanzia sono liquidi e sfumati. In quest’ambito fare una sintesi della mia esistenza è davvero riduttivo
. Sono cresciuta con i nonni materni che non erano né buoni, né cattivi. Alla fine degli anni sessanta, ignorando l’importanza della formazione scolastica mi mandarono all’istituto Professionale vicino casa. Divenuta adulta, assecondai l’attitudine che mi spingeva ad approfondire la scienza umanistica e frequentai percorsi di studio inerenti le discipline olistiche. Sono nata in quella zona rurale della piana milazzese che prima d’essere rubata dal cemento era circondata da un tappeto vegetale di gelsomini. Ancor prima, secondo la narrazione Omerica, in quell’area Ulisse incontra il ciclope Polifemo che stava pascolando i buoi del dio sole. Myle così chiamata dai Greci che la colonizzarono nel 716 a.C. conta oggi 32 mila abitanti che aumentano d’estate per via dei turisti che la invadono per il suo splendido mare, anche perché da Milazzo ci si imbarca, per raggiungere le sette perle Eoliane.
 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Farei una bella lista, ma rispondo alla domanda dicendo che il “Gabbiano Jonathan” è una metafora dolce, romantica e significativa Insegna il valore della libertà e il superamento degli ostacoli che l’uomo deve affrontare con impegno e volontà. Insieme al “Piccolo principe” che lessi da adulta, entrambi rappresentano gli spunti per accedere alla consapevolezza; una modalità che aiuta a evolvere umanamente e spiritualmente.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Personalmente non capisco come si possa rinunciare ad avere tra le mani un libro le cui pagine profumano della linfa degli alberi. A me conforta molto sapere di avere dei libri in casa che considero come amici. Mi piace tenerli a vista nella libreria di casa, e attingervi per assecondare il mio stato d’animo di quel periodo. Rivedere le pagine, evidenziare alcuni concetti mi aiuta a fare chiarezza con i miei sentimenti. Le parole di un libro parlano al nostro cuore. Ci ricordano che dopo la notte più buia il sole torna a splendere proponendoci un ventaglio di nuove possibilità. Bisogna anche ammettere che l’e-book consente ai lettori con disturbi visivi di poter graduare la grandezza dei caratteri consentendo loro una lettura più distensiva. Quindi benvenuta la tecnologia!
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
L’uno non esclude l’altro. Ma nella seconda ipotesi, vedo risaltare la caratteristica del mio archetipo zodiacale. Ai nati del Toro non bisogna fare mai premura. Abbiamo bisogno di tempo per ponderare la scelta delle nostre decisioni. Avevo sedici anni quando mi cimentai a fare la segretaria in uno studio legale e gli avvocati, notando la mia attrazione per i tasti di una “Olivetti 82” laccata di nuovo, mi affidarono intere istanze da copiare. Qualche anno più tardi, un amico che lavorava in una radio locale mi propose di prestare la voce per alcuni spot pubblicizzando vermi e mulinelli da pesca. Il direttore, ch’era speaker del giornale mi affidò la ricerca dei fatti di cronaca che imparai a stenografare mentre parlavo con gli operatori del Pronto soccorso e/o agenti del Commissariato di Polizia. Sembra verosimile che l’attitudine allo scrivere, sopita per lungo tempo, trovò riscontro quando decisi di assemblare le pagine volanti di un ipotetico diario, con le quali realizzai la pubblicazione de “La Zingara e la Clessidra”
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Questo libro nasce da una specie di pungolo che ha solleticato la mia coscienza. Sa bene chi mi legge, che il filo conduttore dei miei lavori e l’introspezione volta alla crescita consapevole. In tutti i miei scritti prevale il sentimento umano dove spesso la gioia e il dolore diventano osmosi. Il sentirmi estranea, frammentata e dissociata dal contesto Universale della creazione mi avvilisce. Il lavoro su me stessa per “illuminare” la mia Ombra ebbe inizio interessandomi di buddismo e studiando l’analisi Bioenergetica di Alexander Lowen. Scoprire che sul finire del quattrocento, il concetto di fisiognomica era ben chiaro a Leonardo da Vinci, è stata la molla a farmi scrivere questo libro…
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Consapevolizzare che non siamo scissi dalla creazione. Siamo figli di quel brodo primordiale che scoppiando generò stelle, pianeti, mare, rocce e fiumi. I miti, i simboli e gli archetipi sono strumenti per avanzare nella pienezza della propria vita. Dobbiamo farci questo regalo. Comprendere che siamo parte della totalità, siamo lo specchio in miniatura del macrocosmo.
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccola o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Un sogno sopito, dal quale mi sono svegliata tardivamente.
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
All’origine vi è la festa elegante ed originale del compleanno della nobildonna Justinie. Ai dodici invitati era stato assegnato il posto a tavola con il simbolo del proprio segno zodiacale. Atea e gnostica come io mi definivo in quel tempo, non immaginavo di dovermi suggestionare davanti all’arazzo raffigurante l ”Ultima Cena di Leonardo. Scoprire poi che aveva “scolpito” gli stati emotivi in ogni personaggio del Cenacolo, stimolò la ricerca…
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Assolutamente mai! Scrivere è antidoto agli aspetti psicologici che ci assillano.
 
Il suo autore del passato preferito?
I miei autori del passato, sono anche quelli del presente. Tra i molti, Isabelle Allende, Tiziano Terzani, Oriana Fallaci. Mi piace molto lo stile sfacciatamente onesto di Anais Nin, la scrittrice francese dei primi del novecento. Attraverso i suoi diari ho “respirato” i sentimenti degli intellettuali parigini di quel tempo di cui lei amava circondarsi. Leggendo Memorie di Adriano, ho scoperto Marguerite Yourcenair. Mi ha fortemente ispirato, ed ho riportato la sua verve talentuosa, tra pagine del “Convivio Astrologico…”
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Senza dubbio una modalità rivoluzionaria che rende felice un’alta percentuale di utenza. Permette al viaggiatore di attingere alle sue ricerche da qualsiasi strumento informatico. Un valido ausilio che migliora la vita ai non vedenti che ora riescono a godere della flautata voce romantica che legge loro un romanzo d’amore, oppure quella più ferma e incisiva di un saggio, documentario, thriller, etc.

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Venerdì, 14 Aprile 2023 | di @BookSprint Edizioni

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