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BookSprint Edizioni Blog

19 Ott
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Intervista all'autore - Adriano Rocca -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Ho cominciato a scrivere in età adolescenziale, più o meno quando frequentavo le superiori. Scrivevo testi, racconti. In quel periodo per me scrivere era essenziale perché valvola di sfogo
. Raccontavo le storie delle altre persone e del mondo che mi circondava e poi, tramutando le mie esperienze negative in scrittura, buttavo giù qualche riga e riuscivo in un qualche modo a comunicare quel che provavo. A lunga andare la mia scrittura, da pura forma di sfogo si è tramutata in qualcosa di diverso: in voglia di comunicare alle altre persone, ai lettori, quelle che erano le mie conoscenze in qualsiasi ambito.
La scrittura di questo libro nasce proprio con l'intento di trasmettere le mie nozione sull'esoterismo, e sull'antico mondo delle Rune, proprio a chi, come me, si avvicina a questo mondo e non sa da dove cominciare.
Da lettore ho sempre fatto fatica a trovare un testo che comprenda "le basi" per poter cominciare uno studio, un percorso culturale che può portare a numerose scoperte e ad un accrescimento personale.
Le emozioni che provo sono tantissime, per lo più quando scrivo un qualsiasi testo lo faccio sempre mettendomi nei panni del lettore: scrivo ma al contempo leggo. La sensazione di serenità che mi trasmette la scrittura è incredibile, a questo si associa il desiderio di uno scambio culturale e di una continua crescita personale.
Ad oggi non mi sento "arrivato" né mi ci sentirò mai: la cultura in generale è uno spazio talmente ampio che quella "fame" di conoscenza non può passare con una sola vita, quella che abbiamo a disposizione.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Le Rune nascono come un alfabeto, ma prima ancora che lo diventassero erano dei segni scritti su vari tipi di materiale con cui sacerdoti o pater-familias imprimevano le loro imprese affinché venissero ricordate di generazione in generazione. Ogni singola Runa rappresenta un aspetto storico di vita vissuta dei Norreni, e si parla di vita giornaliera. E così come vivevano la loro vita queste antiche società, più o meno si avvicinano molto alla vita che dobbiamo affrontare quotidianamente anche noi.
Scrivendo delle Rune è come se avessi fatto un excursus storico della mia vita. Non posso dire che in questo libro ci sia molto di me, posso di certo dire che molto di quello che c'è scritto può rappresentare la vita comune di molte persone, e che quindi, può rappresentare anche la mia.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Dopo anni di studio e di scoperta storica/archeologica si arriva ad un punto in cui bisogna fermarsi e cercare di "riassumere" quanto appreso. Questo è stato l'inizio della scrittura di questo testo. Prima ancora di scriverlo mi son posto varie domande, tra cui, perché scrivere un libro che tratta proprio questo argomento?
La risposta è stata quasi immediata. Al momento, con tutto rispetto degli altri Autori, non esiste un unico libro che riassuma in sé storia, mitologia, divinazione e pratica. Alcuni trattano in maniera approfondita di storia, altri di archeologia, altri ancora solo di tecnicismi. E allora mi son chiesto: una persona che vuole avvicinarsi alla cultura Norrena, cosa deve sapere? Come in questa età moderna si cerca, attraverso la Fede, di dare un sano stile di vita a tutte quelle persone che vogliono credere in qualcosa di più grande rispetto a loro, perché l'essere umano necessita di questo, una guida spirituale, di qualsiasi genere, religione e tipo essa sia; al contempo la cultura Norrena, da molti dimenticata o ignorata non fa altro che dare un’”indicazione" sulle varie strade di vita da intraprendere e da seguire. Mettere nero su bianco le mie conoscenze su questa tematica ha avuto per me due obiettivi: condividere e divulgare. Nel primo caso si tratta di uno scopo puramente accademico, raggruppare anni di studio in un solo testo (al momento) e cercare in maniera semplice di dare quante più informazioni possibili. Nel secondo caso il mio obiettivo "di vita" possiamo chiamarlo, è stato e sempre sarà quello di divulgare un sapere e una credenza molto arcaica ma che, come già accennato prima, si rispecchia in maniera straordinaria nella vita quotidiana di oggi giorno, pur essendo passati migliaia di secoli. Spero veramente di dare un'alternativa di "stile di vita" ai miei lettori, o comunque anche solo mettere a conoscenza le persone che tra le tante culture esistenti ad oggi nel mondo esiste anche la cultura Norrena.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stesso per deciderlo tra varie alternative?
In realtà la scelta del titolo è stato un po' un gioco di parole e al tempo stesso un azzardo. Si parla di Rune, ma non solo di quello. Quindi mi son domandato, possiamo usare un termine univoco che sta ad indicare sì le Rune, ma anche come esse venivano usate, perché venivano usate, cosa rappresentavano non solo in magia e tutto ciò che ne concerne. Da questo ho pensato a materie simili.
Dal greco il termine "logos" significa per l'appunto "il discorso", per esempio il termine "Dermatologia" sta ad indicare lo studio, o più in generale, il "discorso" relativo al Derma, alla pelle. Ed allora, non esistendo un termine simile per lo studio o anche solo la "discussione" delle Rune, ho pensato al termine Runologia proprio lasciando intendere che questo libro non tratta solo delle Rune come mero strumento di divinazione bensì di tutto la storia che lega ogni singola Runa al passato, alla vita comune di molte persone vissute molto tempo fa, della loro religione, della loro società.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Ho sempre trovato le letture di Ken Follet molto interessanti perché questo autore di Thriller ha un modo di scrivere così preciso, facendo riferimento anche ad alcune cose vere nella comunità scientifica, che quasi ti catapulta in una realtà non troppo fantasiosa, ma al contempo interessante.
Mi immagino già in un'isola deserta ad intraprendere discorsi con questa fantastica persona e perché no, magari farmi raccontare qualche sua opera. Di certo non sentirei la mancanza del mondo esterno!
 
Ebook o cartaceo?
Per quanto io mi ritenga una persona "tecnologica" e quindi favorevole a nuove forme di lettura e di scrittura, devo dire che ho sempre adorato, e continuo a farlo, i libri in versione cartacea. Già il fatto stesso di aprire un libro appena acquistato e sentire quell'odore di carta ti fa già venire voglia di leggerlo. Per non parlare dei libri che mettiamo in libreria, che con il passare del tempo assumono quel colore "giallino" che sta ad indicare l'uso che si è fatto di quel libro, e che, più invecchia, e, così come noi, più diventa bello ed interessante da vedere.
Detto questo capisco chi per svariate esigenze preferisca l'Ebook, è sicuramente molto pratico e si può portare praticamente ovunque. In un tempo questo dove la frenesia vince quasi sempre sulla calma e sul relax, leggere un libro in una metropolitana, su un treno o su un via vai di mezzi pubblici se non altro non ci allontana dall'antica tradizione di "distrarsi" e "sottrarsi" al mondo per stare un pochino tra noi.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
È sempre stato un sogno nel cassetto quello di scrivere un libro che porti il mio nome, ma non l'ho mai fatto fino ad ora perché non mi sentivo sufficientemente preparato sull'argomento. Dopo anni di studi, che come scritto prima non conoscono fine, ho deciso appunto di trasmettere queste mie conoscenze ad altre persone cosicché un giorno potranno approfondire a loro volta l'argomento e trasmetterlo alle nuove generazioni aggiungendo quel qualcosa di loro ad una tradizione che si arricchisce di esperienze man mano.
A me è sempre piaciuto insegnare, ma non è lo scopo che mi sono posto quando ho iniziato a scrivere questo libro, non mi ritengo così presuntuoso. Lo scopo di questo libro è far conoscere le Rune e la loro storia a chi non ne ha mai sentito parlare, e, spero veramente di riuscirci!
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Da bambino facendo ordine nella stanza delle mie sorelle ho trovato un piccolissimo libricino sulle Rune e un sacchetto contenente le stesse. All'epoca per me erano segni senza significato ma al tempo stesso molto attraenti. Così cominciai a chiedermi cosa fossero ed iniziai un percorso di studi che oggi mi ha portato fin qui.
Ho avuto sempre dei mentori nella mia vita, in qualsiasi contesto, ma quando si doveva puramente studiare lo si faceva in gruppo. E proprio durante una sessione di studio in questi gruppi, alcuni non capivano il significato di alcune Rune, non riuscivano a percepirne il significato storico e divinatorio che celavano e così mi son messo a spiegare loro la giusta ottica per vedere oltre un simbolo. Con il passare degli anni e grazie a quell'esperienza ho poi tenuto per conto mio, ma prima ancora per conto di associazioni culturali, dei corsi sulla divinazione con le Rune, ma sentivo che ogni volta terminata una lezione, per quanto bella possa essere stata l'esperienza, una parta di quel che dicevo si smarriva.
Allora scrivere questo libro è nato proprio per questo, per illustrare un'antica civiltà senza che nessuna parola venga accidentalmente rimossa o dimenticata. In quel caso basterà rileggerlo!
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Non sono un esperto di giardinaggio, ma più o meno credo che le sensazioni siano simili.
Si aspetta il periodo adatto per iniziare la semina, e poi ci si prende cura del terreno anche se non vediamo niente nell'immediato. Poi man mano che si continua a prendersi cura del terreno iniziano a sbocciare i primi fiori o le prime piante. A quel punto penso che un giardiniere possa ritenersi orgoglioso e soddisfatto.
Per la stesura di un libro credo sia simile. Si butta giù tutto ciò che più o meno è già organizzato nella testa e lo si tramuta in parole scritte. Quindi si inizia a seminare. Poi man mano che l'opera prende forma ci si prende cura di tutto. Di come è stato scritto, degli errori, del messaggio che alcune frasi vogliono dare, ecc. Quando poi quest'opera viene pubblicata, beh, non so, cosa fanno i giardinieri quando crescono le loro piante? Si fumano una sigaretta su una sdraio in una giornata di sole e contemplano il loro sforzo che ha preso finalmente forma?
È la mia prima pubblicazione, ma credo che più o meno accadrà questo!
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Parenti ed amici più che altro. Ed è stato di grande aiuto perché ogni persona ragionando con la sua testa mi ha dato una visione globale di ciò che andava migliorato nel libro. Questo lavoro di squadra mi ha portato a concludere il mio primo testo.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Essendo un giurista credo che a livello di diritti umanitari la frontiera dell'audiolibro sia una conquista molto importante che si è fatta a livello tecnologico. Qui sto parlando chiaramente di tutte quelle persone affette da varie disabilità che fino a qualche anno fa non potevano, o comunque con gran fatica, avere lo stesso diritto a divagare con un libro.
Fatta questa premessa che ritengo molto importante, ovviamente l'audiolibro è una frontiera che si apprezza in altri contesti e che oggi sembra essere molto apprezzata. A differenza dell'Ebook qui mi trovo un pochino meno scettico poiché leggere delle parole, degli scritti in generale, o sentirli da una voce adatta credo che sia più o meno la stessa cosa, rilassante allo stesso modo.
Oltretutto, e qui mi rivolgo a tutte quelle persone che trovano i libri un pochino noiosi da leggere, questa è una grande agevolazione perché non bisogna far altro che ascoltare. È un po' come quando i nostri nonni ci raccontavano le favole davanti ad un camino, si crea quella magia che lettura, diretta o indiretta che sia, sa dare ai lettori. Che sia un libro di ricette per la cucina, piuttosto che un testo storico, o normativo, o anche una favola, letta o raccontata credo sia egualmente efficace!

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