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07 Apr
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Intervista all'autore - Franco Romano -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato a Roma, dopo il diploma sono entrato nell'Accademia Militare di Modena e ho proseguito i miei studi a Torino e a Genova. Come ufficiale dell'Esercito sono stato impegnato in numerose missioni in Italia e all'estero.
Terminato il servizio attivo mi sono dedicato ad attività di carattere sociale e ho fondato un'associazione " Centro Ricerca e Studi Nord Ovest" che si occupa di formazione e di organizzazione per la Gestione Etica e Solidale delle organizzazioni pubbliche e private. Organizzo incontri e conferenze sui vari temi di conflitto sociale, presenti oggi nel nostro Paese.
Sono sposato e insieme a mia moglie gestiamo uno studio di medicina territoriale, ho tre figli tutti impegnati nel mondo del lavoro come professionisti. Non credo di essere diventato uno scrittore in senso stretto del termine, il mio desiderio è quello di poter testimoniare quanto vivo, osservo e condivido. Voglio vivere i miei giorni in modo propositivo, con la speranza di lasciare un messaggio basato sul rispetto e il buon vivere civile. In particolare il mio messaggio è a favore del mondo femminile ancora troppo discriminato e violato dall'arroganza e il pregiudizio di noi uomini.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Sono un disordinato e scrivo in modo istintivo, quindi ogni momento è buono per fare le mie riflessioni scritte.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Non ho preferenze, ogni autore che leggo sa colpire il mio immaginario e i miei sentimenti a secondo dei momenti e dei temi trattati. Scrivere è un impegno importante, sono necessarie doti di fondo non comuni e molta costanza. le pagine sono sudore, travaglio ed esaltazione.
 
Perché è nata la sua opera?
Sono un estimatore del mondo femminile e tifo per l'affermazione delle donne nella vita politico-sociale. Il futuro è donna e questa mia pubblicazione vuole essere una traccia di speranza affinché tutto questo possa accadere.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ho attraversato molti periodi della nostra vita sociale. Nel '68 avevo venti anni e ho visto nascere la nuova dimensione femminile con determinazione. Oggi tutto quello che siamo è legato a quel meraviglioso momento di risveglio morale e culturale. I nostri giorni, a causa di complesse situazioni sanitarie e geopolitiche sembrano regredire rispetto a processi di solidarietà e di crescita culturale messi in atto, in tutti questi anni, con impegno e sacrificio dalle forze socio-politiche. E', pertanto, il momento che ciascuno di noi faccia qualcosa per scongiurare il peggio, un nuovo oscurantismo dei valori e dei sentimenti.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe le cose.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Molto. Quanto scritto è legato, in parte, alle mie esperienze affettive. Amori giovanili, sentimenti in età più matura. Non si smette mai di amare e soffrire per amore.
Ho cercato inoltre di riferirmi anche a figure femminili di valore in campo culturale e sociale.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Mia moglie e le mie due figlie.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A nessuno.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Non credo, certamente potrà cogliere molti consensi, ma non potrà mai sostituire il fascino dello sfogliare pagine e pagine. Il libro ha un odore di autentico difficilmente sostituibile.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È un grande momento emotivo, soprattutto per entrare meglio fra le righe della poesia.

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