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08 Apr
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Intervista all'autore - Lucia Paoletti -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata e cresciuta a Pisa, la mia infanzia è stata serena, nonostante il mio essere figlia unica mi ha talvolta fatto sentire sola. Forse proprio per questo mi sono spesso rifugiata nella scrittura, inventando storie e personaggi che fossero i miei compagni di avventura, un sostituto dei fratelli e sorelle che non ho mai avuto.
Insegno filosofia e psicologia, mi piace stare in compagnia, gli studenti sono per me una grande risorsa, una ricchezza ed un modo per vedere il mondo da un’altra prospettiva. Ma a volte ho bisogno di solitudine per fare chiarezza.
Ho un difetto o forse una qualità: ho l'età anagrafica non in linea con quella psicologica, ho sempre voglia di fare "pazzie"
 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Ad un adolescente consiglio " IL LIBRO" qualunque esso sia, non importa l'argomento. Tanti anni fa lessi con i miei studenti un libro poco conosciuto " Un giorno a Pompei" di Alberto Manzi. La lettura ci portò alla domanda " Cosa è più importante essere o avere?"
Ogni libro, anche quello apparentemente meno significativo ci trasmette un messaggio che dobbiamo cogliere oltre le righe.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Sono favorevole alle innovazioni e al progresso in tutti i settori, l'eBook può essere una comoda alternativa, ma il libro resta IL LIBRO. L'odore, il tatto, anche quella piegolina che fai per tenere il segno diventano parte del nostro essere. Niente può sostituire il libro
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Colpo di fulmine, senza dubbio. Non credo negli amori ponderati. Esistono certamente, ma io vado d'istinto, la riflessione la lascio ad altri ambiti.
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La spinta deriva dal desiderio di raccontare un luogo e i personaggi che in quel luogo immagino possano aver vissuto. Un romanzo che si snoda fra passato e presente.
Il giardino dei mandarini è il filo che lega i personaggi nelle due dimensioni
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio, come spesso si ritrova nei miei romanzi, è la considerazione che ciò che appare spesso non è. L'ipocrisia, il perbenismo, il giudizio, fanno degli esseri umani degli attori sempre alla ricerca di emergere, sopraffare, schiacciare l'altro. Dimentichiamo che siamo formiche aggrappate ad un pezzo di roccia che gravita nell'universo, Da un momento all'altro può precipitare travolgendo tutte le nostre certezze.
La vita è un'equazione imperfetta, per quanto mettiamo in ordine i nostri calcoli esistenziali, può arrivare una variabile che cambia il risultato
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccola o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Un sogno nel cassetto fin da piccola. Con la scrittura non si è mai soli. La scrittura ci permette di amare, odiare, punire.
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Il libro è nato in un luogo, una villa diroccata, casolari, un giardino dove la vegetazione ormai ha il sopravvento selvaggio. Un luogo pieno di misteri, abbandonato, ma che ancora trasuda di vita. Ho visto muovere lì i personaggi. Tutto parte da quel luogo
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, anche se spesso mi sono presa delle lunghe pause. I personaggi diventano "reali" e mai li lascerei al loro destino, li devo accompagnare alla meta finale.
 
Il suo autore del passato preferito?
Luigi Pirandello e Giovanni Verga
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Può essere utile, consente di ascoltare un testo anche mentre facciamo altro, lo trovo utilissimo come strumento compensativo.

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