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BookSprint Edizioni Blog

14 Feb
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Intervista all'autore - Laura Petreccia -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è la pittura della voce, e narrare le cose che prima abbiamo camminato e poi narrato te le fa apparire cruciali e imperdibili, in una geografia che non è quello dei compassi, delle mappe, delle carte nautiche, delle bussole, ma del cuore, dell'anima.
Ho sempre pensato che la scrittura nascesse dall'urgenza di dire qualcosa che ci si porta dentro e che prima o poi, non si può più tacere. L'urgenza di dare corpo a quelle parole che si affollano e si impongono.
L'urgenza della condivisione e del dono.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Probabilmente quanto questo libro legge la persona, forse è più corretto. Il fenomeno dell'experiential crossing. Mi riferisco al rapporto che il lettore intraprende con i personaggi di un libro. Secondo alcune ricerche intraprese dal Guardian insieme all'università du Durnham, molti dei lettori non si limitano a leggere storie, ma ricrea mondi e personaggi in modo attivo. Questo significa che anche una volta che il libro viene posato, la voce di un personaggio rimane in testa al lettore.
La vita è reale solo quando io sono. Tutto il mio passato e tutto quello che ancora mi aspetta esigono che io sia ancora. Urge la necessità di liberarsi di un evento traumatico, riscattarsi dal passato, cancellare fantasmi per trasmettere un messaggio di speranza.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere quest'opera ha significato porre attenzione sullo stigma nel come affrontare il veleno contro le malattie mentali. Stigma significa marchio, etichettatura negativa. Chi soffre di una malattia psichiatrica è spesso colpevolizzato. Una reazione che aumenta la sofferenza e allontana i pazienti dalle cure.
È la condanna sociale, la colpevolizzazione, il sostenere che questi disturbi non hanno rimedio e sono pericolosi per chi ne soffre come spesso per le loro famiglie, significa vergogna, senso di colpa, necessità di isolarsi. O sparire.
Non esiste più la pazzia, in realtà, è stata districata da tempo in tante distinte malattie, depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, panico, distimia, anoressia, schizofrenia.
Ognuna con una propria diagnosi e con una conseguente terapia. Più o meno efficaci, come sono le terapie dei problemi. fisici.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stessa per deciderlo tra varie alternative?
La scelta è stata coerente, non ha avuto alternative. A maggior ragione per tutti i pregiudizi diffusi, le persone aspettano di stare molto male per andare dallo psichiatra e spesso, se non si parla di guarigione, si accontentano di un miglioramento, si adattano a stare meno male.
Tanti malati si chiudono in casa. I bambini avviati alle cure in ritardo.
Lo stigma è fare associazioni sbagliate sulle malattie mentali. è ignoranza, non conoscenza della realtà vera.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Ogni scrittore è un'isola deserta. Che libro portare sull'isola deserta? Dovendo scegliere, Calvino. Ma la devozione a una sola opera mi mette ansia, la letteratura dev'essere perturbante ed offrire sguardi diversi. Un'isola che normalizza tutto, toglierebbe eccitazione.
Porterei con me proprio Italo Calvino, la sua antologia delle Fiabe Italiane, in ognuna di quelle fiabe c'è la matrice delle mie narrazioni: è la mia infanzia, le mie paure. Nella solitudine dell'isola, senz'altro tornerebbe ad assalirmi, e allora avrei una regressione infantile. tornerei agli anni delle fiabe e degli orchi, al periodo in cui tutto si può immaginare.
L'infanzia contiene la possibilità di trasfigurare la realtà alla massima potenza. Ho paura di crescere nel senso che ho paura di perdere la la voglia di immaginare. Più invecchi, più diventi concreto.
 
Ebook o cartaceo?
Gli strumenti digitali ampliano i nostri orizzonti di lettura, senza nulla togliere al cartaceo. per me l'ebook è un supporto importante alla divulgazione dei libri stessi, dell'arte, della lettura e dello studio.
Il fascino del libro cartaceo è un elemento positivo dei libri di carta. Tenere un libro in mano e sfogliarlo, qualsiasi sia il suo argomento, è sempre una bella sensazione tattile ed olfattiva, che aggiunge valore e fascino all'opera. Ci sono libri le cui edizioni hanno e acquistano valore nel tempo. Non puoi modificare o correggere il testo., di un libro. L'ebook ha una sua leggerezza, non è ingombrante, ha portabilità, puoi portare in una borsa tutta la tua libreria, ha prezzi bassi, sollievo per gli occhi, l'utilità di poter cambiare illuminazione, grandezza del testo, non puoi prestarli. Odio prestare tutto ciò a cui tengo, e lì soprattutto, perché spesso non vengono restituiti. Non si sgualciscono. puoi sottolineare senza rovinare il libro. Oltretutto puoi scaricare il file di testo in pdf di ogni ebook con tutte le frasi sottolineate.
Esistono vantaggi sia per i libri cartacei che per gli ebook. Io credo che non bisogna demonizzare né gli uni né gli altri. L'importante è leggere!
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
La mia è una storia legata alla Comunicazione, al valore della Parola, Parola declinata in tutto il suo senso.
Quando si scrive, non ci si può solo accontentare di gettare a casaccio le parole sulla carta. E allora non tollera gli strafalcioni, la fretta, la mancanza di cura.
Si scrive per lasciare una traccia. per dire quello che conta veramente. Per trovare le parole adatte, per colmare un vuoto. Per farsi capire. Per non lasciare che il tempo cancelli i ricordi.
Scrivo perché le parole danno un senso a quello che vivo e che percepisco. Permettono di ritrovare il filo perso. Aggiungono un tassello al puzzle dell'amore. Anche quando urlano la collera o il dolore. Anche quando rileggendole ci deludono. Anche quando nessuno ha voglia di ascoltarle...
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea nasce dal contesto in cui ho svolto attività lavorativa. Ho insegnato al Liceo Pedagogico, e delle Scienze Sociali, "Niccolini Palli", a Livorno. i progetti spesso si sono intersecati in questo settore, seppure gli indirizzi di formazione spaziassero anche nel Musicale, Teatro e Linguistico.
Abbiamo toccato la realtà del disagio mentale, attraverso stage e periodi di Alternanza Scuola Lavoro, presso le strutture sanitarie. Un aneddoto legato alla scrittura del romanzo, lo potrete leggere nel frammento "Passeggiata alla fontanella". Sono frammenti di vita che ho condiviso con loro e mi hanno fatto comprendere l'importanza della terapia, e della professionalità messa in campo. Un piano a lungo termine, per alcuni e che per altri si è risolto con la loro guarigione.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Un libro è una gestazione, è come un figlio. Può essere il libro della maturazione, della svolta, che si è aperto ad una nuova narrazione, e che mi appartiene. Ma è un momento in cui, si dona, si condivide con gli altri un frammento di vita personale. Insieme possiamo fare grandi cose, perché il mondo del futuro è nella comunità. Possiamo curare molte ferite,
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Il libro non è stato ancora letto, se non dalla casa editrice Book Sprint che ne ha curato la pubblicazione.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
I romanzi su vinile, nastro e cd dono un lontano ricordo. Oggi la narrazione gira su piattaforme od abbonamento. Oggi l'audiolibro è una realtà diffusa, sono almeno 10 milioni gli italiano che hanno almeno un audiolibro nell'ultimo anno. Come si può paragonare l'ascolto di un libro alla lettura di una pagina? I due sistemi sono molto diversi, hanno i propri vantaggi. Tra i vantaggi c'è il fatto di sentirsi raccontare delle storie, come quando eravamo bambini. Il segreto sta nell'accettare un intermediario abbandonarsi al racconto e al potere della voce. La dimensione esperienziale personale è però tutto, la conversione può essere un tradimento.

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