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BookSprint Edizioni Blog

29 Mag
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Intervista all'autore - Roger Sylvestre Ongolo

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Una vita ordinaria di una persona che affronta le avversità della vita con coraggio e tenacia.
Accetto volentieri che tutto è possibile, che non è molto importante per me da essere considerato il più grande sogno e non sono il più forte. Apprezzo gradualmente la mia di vita che cerco di migliorare. Mi auguro sempre incontri da scrivere e sempre più per il bene, della libertà, dei diritti, di giustizia, la pace e l’uguaglianza. La parte migliore che può essere la pagina fondamentale per l’esistenza di ogni persona.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Al mattino presto.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Saviano Roberto.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La nostra percezione delle energie per creare cose che possono condividere altre persone è sempre più misteriosa da essere una cosa personale che non si spiega.
Lo scrittore è un mediatore culturale. Non ho la ragione esordiente di dire come nasce una opera che non diviene come tale solo a cose fatte. Tengo a comunicare questa marginalità.
Penso che l’ispirazione sia un’esplorazione del pensiero come direbbe Alfred de Vigny “Les Destinées”.
"Subiamo stoici il destino” ed è sublime.
Alfred Victor de Vigny 1797 -1893 Parigi - Les destinées 1864.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto. La capacità di scrivere cresce direi. La formazione influisce come anche l’ambiente sociale e culturale. Molti fattori incidono sulla motivazione e la consapevolezza di essere una persona che ha le competenze adatte subisce questa influenza. Per me è evidente che la mia formazione multiculturale è stata di aiuto. Il senso dell’osservazione segue il metodo di insegnamento o nel contesto di studiare le lingue in varie parti del mondo ciò ha permesso a me di scrivere sempre.
Per lo più è meno la storia anche diversa della mia vita ciò che di conseguenza permette di scrivere. Penso è sempre un impegno che è stato uno strumento per trasmettere emozioni, messaggi e le idee ad altri che poi sono davvero essenziali per comunicare.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Sorge naturale una domanda di riserva cioè come presentare l’idea di scrivere, a questo punto più di una evasione dalla realtà è un modo di raccontare la realtà. Lo stile e il genere di racconto cambiano l’approccio.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Credo di essere una pagina su mille se lo sviluppo delle relazioni che vedo emergere nel libro. C’è un distacco spontaneo di me e le righe che scrivo. La cosa è sorprendente ma è un meccanismo quasi automatico. Tanto che appena finisco di scrivere non so dirmi quanto in questa pagina c’è di me.
Lo stile poetico è purezza di creatività. Istantaneo,
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Le ultime immagini che ho segnate sulla memoria da una osservazione fatta mentre camminavo, andavo a guardare dove sono stato al momento che mi è venuta l’ispirazione di scrivere, il testo, mi sembrava di sognare. Si tratta di una scelta decisa mentre ero in contemplazione, contemporaneamente ero presente sulla scena e l’unica cosa assente erano le parole. Ho visto ciò che ho vissuto in questa cosa strana, la sensazione che si è trasformata nei sentimenti che ho espresso, le figure sono reali, l’immaginazione a spinto l’ispirazione seguimi fino in fondo.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Gli intimi di sempre amici fidati e la concorrenza naturale, le ragazze del mio team critico familiare pieni di curiosità di sapere e vedere. Sono tutti intransigenti e severissimi. Glie ne sono molto grato mi aiutano a capire come funziona.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sii. Tra le opzioni e le sfide che premono per la sorte del mondo è innegabile che l’Ebook si posiziona al centro di molte opportunità; la stampa dei libri sollecita la produzione della carta da Stampa, un fattore incisivo per il degrado dell’ambiente. Il pianeta ha bisogno di equilibrio questo implica scelte ragionate al massimo. Ora anche la scuola sperimenta di spostare l’insegnamento su digitale e così possiamo credere di fare una rivoluzione irreversibile. Navigando in rete abbiamo tutto a portata di mano e le persone non si muovono più tanto per cercare ma di trovare soluzioni adeguate e disponibili. Tutto il sapere sembra disponibile per fare incontrare tutti e per tutto.
L’Ebook è la metafora della crisi della creatività letteraria e sarà sempre in mezzo alla strada tra gente e gli obbiettivi culturali. Io non esito a scegliere. Il mondo ci guadagna e meno discussione a studiare le strategie ovunque si voglia leggere si può. Se non fa scomparire il libro stampato, è più economico e cancella quasi la distanza tra lo scrittore e i lettori che si ritrovano nei loro forum Gli intsempre più organizzati. È questo il bene.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ottimo progresso tecnico della Ricerca e della comunicazione.
Aiuterà davvero molto a condividere la conoscenza è una svolta alla dimensione delle aspettative di molti. Penso alle categorie come le persone diversamente abili con deficit di capacità della vista o le persone anziane. Un enorme vantaggio anche ad imparare bene le lingue sotto la guida di una pronuncia corretta.
Senza contare il rispetto delle regole di studio che richiamano la concentrazione, è ovvio si guadagna tempo e energia ad ascoltare nella discrezione una voce che legge per trasmettere quanto è scritto. Risveglio de l’attenzione e dell’emozione. Apprezzo molto questa innovazione. Può aiutarti molto ad esplorare i libri.
 

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