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BookSprint Edizioni Blog

23 Mar
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Intervista all'autore - Vania Simeoni

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Ho iniziato a scrivere il mio primo libro durante il periodo del lockdown quando eravamo chiusi in casa ed io ero da sola con i miei amici animali, cani e gatti. Ho raccolto appunti, ricordi, dolori fisici e psicologici ed ho iniziato a stamparli sul mio pc. Come nascevano le parole e scaturivano le emozioni, sia fossero gioia, dolore, rabbia, inquietudine, ribellione le mettevo giù sulla carta ed era come se mi trovassi di fronte ad un terapista che non era una figura fisica e vivente ma ero io, allo specchio, ed è stato più facile, diventava una liberazione.
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Sicuramente molto ma ho avuto la sfrontatezza di delegarla ad una figura alternativa staccandomi pure emotivamente nel farlo.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Sicuramente una liberazione emotiva. Scrivere un libro che ti permetta di realizzare i tuoi pensieri e vederli scritti costa una fatica immensa però pure liberatoria perché lo esprimi sulla carta e lo vedi, non è più semplice e pura fantasia, un sogno, un desiderio, si tocca quella tua realtà... di qualsiasi genere essa sia.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La cosa più semplice.... una frase che mio padre mi ha ripetuto sempre, un incitamento, una forza, il raggiungimento di una conquista.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Sicuramente "UN UOMO" di Oriana Fallaci. Sicuramente lei. Imperniava sui suoi scritti tutto quello che emotivamente, politicamente, culturalmente, socialmente raccoglieva nei suoi viaggi e nei suoi incontri.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo....non ci sono paragoni. La carta da toccare con le mani, girare, sentire, consumare.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho sempre scritto. Ho fatto attività sindacale quindi relazioni ed altro. Sono stata presidente di associazioni di volontariato quindi scritto articoli su handicap e cose che riguardavano attività ricreative. Oggi animalista convinta quindi scrivo per gli animali.... ma il libro si trascinava dietro esorcismi come questi che lo allontanavano per mancanza di tempo e forse perché anche per scrivere ci vuole "un momento" che deve essere sentito.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Attraverso il rapporto con mio padre. Il libro, quando doveva nascere, sarebbe nato attraverso di lui ed attraverso tutti i ricordi che mi trasmetteva che riguardavano la guerra e le sue vicissitudini.... nelle lunghe passeggiate fatte per Venezia con la mia manina dentro la sua.....e poi come un puzzle si è aggiunto il resto.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Difficile a credere... alla fine ce l'hai fatta e tocchi con mano quello che, con tanta fatica, hai comunque realizzato. Ringrazi anche chi ti ha spinto a raggiungere questo obiettivo, anche la casa Editrice, perché non è facile, non è assolutamente facile, almeno a scrivere quello che ho scritto io.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Una mia carissima amica.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Lo vedo come un aiuto prezioso, quasi uno strumento compensativo fondamentale per molte persone affette da patologie visive o motorie, non vedenti o ipovedenti....
 

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