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27 Mag
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Intervista all'autore - Cristina Sette

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nata e cresciuta in Valle d'Aosta, dove vivo tuttora. Non ho mai deciso di diventare scrittrice, scrivo e basta. Mi spiego meglio: fin da ragazza ho sempre amato e sentito il bisogno di scrivere, ma non mi sono mai considerata una scrittrice intesa come una scrittrice in carriera. Fatico ancora adesso a considerarmi una scrittrice, nonostante questa sia la mia seconda pubblicazione. Diciamo che mi piacerebbe diventare una scrittrice, una brava scrittrice, ma per ora mi considero solo un'aspirante tale!


 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Quando riesco a ritagliarmi un po' di tempo. Fino a qualche anno fa scrivevo appena potevo, soprattutto la sera e la notte, che sono i miei momenti della giornata preferiti e maggiormente creativi. Negli ultimi anni scrivo quando riesco, sempre preferendo il buio e il silenzio della sera/notte, ma non sempre mi è possibile. Ultimamente purtroppo ho una scrittura molto scostante a causa degli impegni di vita prioritari a questo. Se potessi scriverei ogni giorno per almeno tre ore, un'ora prima di cena e due ore dopo.

 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Devo ammettere che non leggo praticamente niente di autori contemporanei, ma se dovessi sceglierne uno direi Guillaume Musso, letto possibilmente senza ricorrere a traduzioni, ovvero in francese.


 
4. Perché è nata la sua opera?
Questa piccola raccolta di racconti ha in comune il desiderio di spiegare in qualche modo un fenomeno scientifico sotto forma di fiaba. Avevo sentito parlare di un concorso con questa "mission" e mi era sembrata una sfida interessante e intelligente. In particolare “Galaverna” nasce per prima: ho avuto l'idea del tema dal meteorologo di Geo, Filippo Thiery, che in una puntata della trasmissione ha spiegato la differenza tra brina e galaverna. Onestamente non ricordavo questa distinzione e mi è sembrato un ottimo spunto da cogliere. “La principessa dell'alba”, invece, nasce per spiegare in modo del tutto inventato il fenomeno delle eclissi. La storia ruota attorno alla figura di Aurora, che è nata grazie all'idea di un amico: è stato lui, a seguito di una conversazione telefonica in cui riflettevamo sulla luce del sole e la sua intensità, a lanciare l'idea di scrivere un testo su una ragazza che faticasse a sopportarla. Prendendo spunto da questa sfida e unendo l'intenzione di inventare una spiegazione al fenomeno delle eclissi, è nato questo secondo testo. “Galaverna”, dunque, trasmette vere e proprie nozioni scientifiche, anche piuttosto precise, mentre “La principessa dell'alba” ruota più sul personaggio di Aurora, inventando totalmente una storia dietro alla presenza di sole e luna nel cielo.


 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
In un modo o nell'altro io scrivo di me, in alcuni testi in modo palese, in altri nascosta dietro a vari personaggi. E io sono quella che sono anche per il contesto sociale in cui ho vissuto e vivo. Dunque mi sento di dire che il contesto sociale ha influito molto e continuerà a influire. Soprattutto negli ultimi racconti e romanzi, che ho scritto e che ho in programma di scrivere, emerge in modo molto forte la natura montana in cui sono nata e cresciuta, le realtà di paese con le loro bellezze e criticità, gli spazzaneve e le varie macchine agricole che sono tipiche del mio paese.


 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è un modo per sognare e poter vivere, seppur per il tempo di una lettura, i sogni. Per i primi tempi i romanzi erano solo sogni, senza nulla di reale, poi via via si sono mischiati con personaggi o situazioni reali. Ultimamente attingo dalla realtà per trasformarla in sogno, in cui sono io padrona di decidere come andrà avanti. Non ho ancora mai scritto di realtà nuda e cruda: mi è stato chiesto più volte, ma per ora non sono ancora pronta per farlo. Lo farò, forse, più avanti.


 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Nello specifico di questi due racconti, c'è molto di me. Chi mi conosce non faticherà certo a riconoscermi sia in Galaverna che in Aurora. Galaverna rappresenta la parte di me che ama la montagna, il freddo, la neve, la solitudine dei boschi e allo stesso tempo il desiderio di essere amata e realizzata. Aurora racchiude in se stessa il medesimo desiderio di essere amata e accettata, facendo emergere chiaramente una mia caratteristica, oserei dire difetto: non sopporto le luci intense, né quella diretta del sole né quella delle luci artificiali troppo forti. Quegli occhiali da sole che porta Aurora, sono gli stessi che indosso io ogni volta che esco di casa!


 

8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Le mie opere sono frutto della mia creatività e non condivido mai la stesura con qualcuno. Come ho detto sopra, però, “Galaverna” è nata a seguito di una spiegazione di Filippo Thiery, mentre “La principessa dell'alba” grazie a un'idea che mi ha dato un amico.

 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Io ho un "lettore ufficiale", un carissimo e specialissimo amico al quale faccio leggere tutto quello che scrivo. Lui è un po' il mio filtro, in un certo senso il mio editor, che mi aiuta a correggere e migliorare i testi criticandoli come meglio ritiene.


 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Spero di no, se questo comporta la scomparsa dei libri. Io scrivo tutto al computer, ma quando devo rileggere o leggere preferisco assolutamente la carta. L'ebook è più economico, salvaspazio, comodo e anche ecologico se vogliamo guardarlo in un'ottica di risparmio di carta, ma quanto perde in qualità! Un libro tenuto tra le mani non potrà mai equipararsi a un ebook letto su un qualsiasi dispositivo elettronico. Credo che ebook e libri possano tranquillamente convivere pacificamente senza pestarsi i piedi a vicenda: che ognuno possa scegliere come leggere a seconda delle proprie preferenze!


 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi sembra molto bella, soprattutto per chi non ha la possibilità o il tempo di leggere. Personalmente non sceglierei un audiolibro a un libro, ma mi sembra un'ottima idea da continuare a sviluppare e da ampliare sul mercato.


 

 

 

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Martedì, 18 Giugno 2019 | di @BookSprint Edizioni

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