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BookSprint Edizioni Blog

25 Mag
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Intervista all'autore - Antonio Insardi

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato in un bellissimo Paese, collegato sul cocuzzolo di un Colle (che mi fa ricordare l '- ermo colle - dell'Infinito del grande Giacomo Leopardi) ; con la sua chiesa, - di fronte casa mia - abbracciata al campanile che ci dà i 'melodiosi ' rintocchi delle ore. (Anche questo, mi ricorda la Torre Antica, dove vive - Il passero solitario - sempre del Leopardi). Il mio Paese, dove sono nato e cresciuto, si chiama Colfelice, in provincia di Frosinone, in piena Ciociaria.
Ai tempi miei, le piazze erano 'grezze' con polvere, breccia e punte di rocce spianate. Sono circondate dalle abitazioni unite le une alle altre, come una cordata di scalatori, in cerca delle vette tra le nuvole. Le strade sono in discesa e composte da scaloni di pietre, lungo le quali mi divertivo a guardare i rivoli d'acqua dopo la pioggia. Altro divertimento: guazzare a piedi nudi nella melma che si formava. Negli anni ottanta, l'Amministrazione Comunale, volle 'vestirlo' con nuovi abiti: l'asfalto oggi ricopre le piazze di allora e sono state artisticamente lavorate con disegni e colori moderni.

 

2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Ce ne sono tanti. Come la vedevo già da ragazzo, l'avventura mi attirava e anche i sentimenti e leggevo il libro CUORE, le AVVENTURE DI PINOCCHIO, i romanzi di Jules Verne (scrittore francese, creatore del romanzo scientifico, e precorse genialmente alcune moderne realizzazioni tecniche: DALLA TERRA ALLA LUNA - che sto rileggendo dopo tanti anni - fu lo spunto del viaggio verso la Luna del 1969, con una navicella spaziale, lui il viaggio lo fece fare a una palla di cannone, lanciata ad una velocità ultrasonica. I FIGLI DEL CAPITANO GRANT - VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI (col Capitano Nemo e il sottomarino Nautilus - IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI - e altri…


 

3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
È l'era moderna che cerca di cambiare in tutto il passato, non tanto ci riesce ed è un bene, perché dimenticare il passato fa commettere gli stessi errori e di errori nel presente già ce ne sono tanti, troppi, in tutti i settori della vita di questa nuova società, diventata gaudente e indifferente. Il libro cartaceo non morirà mai, perché ci piace sentire tra le mani il dorso del libro, averlo in mano e poterlo portare con noi ovunque, anche a letto. L'eBook, anche su 'tablet', è sempre una cosa fredda, non ha il calore della carta, non ha il peso del contenuto; anche un libro 'filmato, non dà gusto alla lettura. L'elettronica è una buonissima e bellissima invenzione; il telefonino lo considerei come un 'salva vita', per chi si perde in località sconosciute, può chiamare ovunque si trovi…


 

4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
I colpi di fulmine sono solo celesti, fracassoni e pericolosi. La scrittura, non un’amante, ma un'amica che ti accompagna e ti tiene preso, man mano che i pensieri finiscono sulla carte. Prima d'incamminarsi assieme, bisogna pensarci, fare un può di 'corte' ai ricordi, cercare di convincersi della loro bontà, anche l'utilità, almeno ché non si voglia allontanare o ammazzare la noia, scrivendo senza avere in testa un 'tema' preciso, che si voglia svolgere, per farne uscire fuori un racconto o un romanzo e secondo anche i sentimenti che ci animano in quel momento, quando prendiamo la penna per vergare quello che abbiamo in testa. Cominciando a scrivere incontriamo l'amica che ci accompagna in sordina, per non farci perdere il filo…


 

5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La realtà della vita, non nuda e cruda come si presenta, ma alleggerita con un po’ di fantasia, di invenzioni, che la realtà stessa ci consiglia. Perché lo spunto di ogni scrittura ce lo dà la realtà - vera o inventata - La vita scritta dei personaggi del passato, non è basata tutta sulla realtà del momento. Come ho già scritto, da ragazzo mi piaceva l'avventura. Ed ecco l'avventura di ANDREA che vive in montagna, con tanta voglia di andare a scuola e deve fare qualche sacrificio; LUIGINO, sfortunato nei suoi giochi; ALESSIO, troppo moderno e dà poco peso ai giocattoli: questo nuovo millennio, come quelli del passato che avevano una loro caratteristica, questo ha quella del 'consumismo…


 

6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Molto importante, ed è quello che oggi manca sempre di più: leggere, leggere, leggere; gli Italiani non leggono! lo dicono tutti, lo si legge ovunque, lo si sente anche in tv quando presentano un nuovo libro… con la speranza che qualcuno lo legga. E questo perché: il tablet, l'ipad, il telefonino, occupano oggi grandi e piccini che lo posseggono già da quando cominciano ad andare a scuola e sanno, se in caso serve, chiamare i genitori o gli amici. Conoscono più il telefonino che l'abbecedario o sillabario (quello che usavamo noi circa 90 anni fa, col pallottoliere). La lettura, oltre ad essere un buon momento per passare quel tempo libero che abbiamo, serve anche ad aprire la mente…


 

7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
No. Da piccolo avevo altro da fare, anche se mi trovavo in mezza a persone istruite - come si diceva allora -. All'istruzione, veramente non ci pensavo affatto. Cercavo il gioco, il divertimento, la libertà e l'aria pura. Se non giocavo da piccolo, quando avrei mai potuto giocare ? Confesso: quando, a sei anni, fui costretto a vestire il grembiule di scuola nero e prendere la cartella e 'rinchiudermi' in un ambiente come un'aula, non più gioco, non più divertimento , mi sentii perso e, il primo giorno, con la scusa di andare al bagno, non rientrai in classe e andai in cerca di amici per giocare. L'obbligo della scuola e la paura dei carabinieri che mi venivano a prendere, mi misi paura e non marinai più la scuola. Anzi, col passare dei giorni mi appassionai a quel sistema semplice di insegnamento che richiedeva di riportare su un quaderno quello che la maestra scriveva alla lavagna, cominciando con i 'cerchietti per la 'o' e le asticine per la 'i' e così via. Mi appassionai alla scrittura e oggi ho una bellissima 'calligrafia' . Il 'piacere' di scrivere mi è venuto dopo, alla fine della seconda guerra mondiale, nella quale capita e fui anche richiamato nel 1943, a diciotto anni, col pericolo di essere messo al muro e fucilato. Incappai due volte nel rastrellamento dei tedeschi. Mi piaceva tanto leggere e dalla lettura passai a scrivere i primi raccontini: vita di ragazzi e di giovani come me. Nel '70 feci stampare il mio primo libro intitolato "I SOGNI" e parlavano di guerra; poi ho continuato nell'80 con "IL CICLISTA": piccoli racconti…


 

8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Se parliamo di questo libro e di questi racconti, sempre dopo la guerra, l'incontro con una 'maestrina' alle prime armi, insegnava in una scuola di campagna, un paesetto, sotto la montagna, aveva cominciato con la prima elementare. Camminando assieme, dopo il suo lavoro, si parlava del più e del meno e poi lei mi raccontava dei suoi alunni. Qualcuno all'inizio piangeva per non separarsi dalla madre, altri venivano ben volentieri e prendere il tutto come un gioco. C'è chi veniva dalla montagna, chi abitava nel paesetto e chi in classe portava di tutto per giocare: macchinine, scarabei. Mi disse di uno che aveva portato una ila, la ranocchietta. Lei, a prima vista si mise paura e poi visto che il ragazzino la teneva in mano tranquillamente, volle accarezzarla e quella saltò via dalla mano del ragazzo che la rincorse e poi la perse di vista: si era salvata da qualche brutta fine...


 

9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Quando mi veniva un'idea, - anche adesso - , mettevo subito degli appunti su vari fogli, gli numeravo e li mettevo da parte. Dopo aver raccolto tante idee, le sviluppavo fino ad arrivare alla FINE. usciva fuori il racconto. Non mi sono mai fermato lungo le varie stesure. Se comincia arrivo sempre alla fine, anche se ci vuole del tempo per completarlo. La volontà di scrivere c'è sempre e da quando sto in pensione, di tempo ne ho tanto e lo dedico ai nipoti, alla lettura e alla scrittura. Riesco a leggere due libri al mese e leggo di tutto. realtà e fantasia e anche 'fantascienza'. Le letture mi danno le idee che poi sfrutto…


 

10. Il suo autore del passato preferito?
Già l'ho nominato e lo leggevo anche da ragazzo: Jules Verne. Le sue avventure sono fantastiche, perché è tutta fantasia, (che somiglia alla realtà: le tante cose che possono succedere) fervida al massimo, all'ennesima potenza. Da ragazzo, 14 /15 anni avevo letto "DALLA TERRA ALLA LUNA" e "VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI” . Ho anche la foto di quel - barbuto sonnacchioso come si presenta in questa fotografia.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi fa pensare all'antichità, quando ancora non esisteva la scrittura e tutte le storie venivano raccontato; così avviene con l'audiolibro: lo si vede e lo si sente, ma non lo si legge, non si può rileggere un passaggio che ci è piaciuto più degli altri, non ci si può soffermare su qualche bella, stupenda scena descritta. C'è poco gusto nell'ascoltare, come se stessero leggendo il 'telegiornale'. A chi piace, penso ci si diverte anche; ma che gli resta dopo! Per me, è sempre meglio un libro, cartaceo, stampato che ho sotto gli occhi e che posso chiudere e aprire quando voglio… Anche questa è una libertà… 


 

 

 

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Sabato, 25 Maggio 2019 | di @BookSprint Edizioni

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