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06 Apr
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Intervista all'autore - Gaia Cardamone

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Non saprei a pieno descrivere cosa accade in me quando ho tra le mani una tastiera o carta e penna. Molto spesso mi concentro sul suono dei tasti che ticchettano ad ogni lettera o allo scorrere della penna sulla superficie della carta che viene impregnata dall'inchiostro. Sento come di potermi fidare di ciò che sono le mie parole e le mie opinioni, pensieri, sogni ed illusioni. Sento quel brivido che ripercorre la spina dorsale quando scrivo qualcosa che mi sta veramente a cuore. Scrivere è qualcosa di significativo, tutto quello che non dici con le parole di ogni giorno riesci a tramutarlo su carta ed esprimerlo una volta per tutte.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Direi ben poco, anche se su alcuni aspetti non è così. Lavorando su questo manoscritto, ho preferito non includere me stessa in ogni occasione possibile, ma ho scelto di dare vita ad altri animi e persone completamente diverse da me che potessero distinguersi dal mio essere. Sono certamente presenti dei riferimenti alle mie preferenze ma che in generale hanno condizionato un po' tutti, e anche il linguaggio adottato dai personaggi è sicuramente su alcuni aspetti identico al mio. Ma se dovessi parlare in generale, c'è ben poco di me nel mio libro.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Credo di aver iniziato a scrivere quest'opera prendendola come un metodo di sfogo delle emozioni interne e represse. Ma col passare delle parole e dei capitoli ho capito che non era così. Grazie ad ''Ora ti Racconto'' ho imparato anche ad esprimermi meglio nel parlato quotidiano. E quindi devo un grosso grazie alla mia musa ispiratrice che mi ha portato al compimento di quest'opera anche con un progresso personale alle spalle.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Direi che è stata una vera e propria lotta, ho iniziato quest'avventura senza sapere minimamente come intitolarla. Mi sono affidata al caso e ho continuato un viaggio senza sapere dove terminasse. Inizialmente era previsto un titolo molto diverso dall'attuale, ma è andato cambiato un sacco di volte durante la produzione. Fino a che sono arrivata in una situazione di stallo in cui non sapevo minimamente cosa fare, ma come si suol dire il momento adatto è all'improvviso e l'illuminazione mi venne così, inaspettatamente. Nacque così ''Ora Ti Racconto''.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Parlando di libri sceglierei l'intera saga di Harry Potter. Un vero e proprio capolavoro donataci dalla Rowling. Adoro il suo mondo magico e la sua interpretazione del vivere in un posto così diverso e pieno di emozioni allo stesso tempo. Parlando di scrittori, non saprei proprio decidere. Potrei sbizzarrirmi nello scegliere Alda Merini o Woody Allen o anche il grande S. Hawking. Non saprei proprio decidere perché riuscirei a trovare del bello e del brutto in ognuno che mi farebbe cambiare opinione continuamente.
 
6. Ebook o cartaceo?
Devo dire che l'ebook è una grande innovazione in campo di editoria, si riesce a ripercorrere quasi tutti gli aspetti di un libro cartaceo. Ma se dovessi scegliere non accantonerei affatto l'idea di un bel libro classico tra le mani.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Questa è una bella domanda! Io non ho intrapreso la carriera da scrittore, è lei che mi ha travolto. Da quando ho avuto la brillante idea di iniziare questo lavoro credo di essermene ossessionata. Ora non riesco più a smette di pensare e pensare a nuove idee e progetti da realizzare. Non so bene perché io sia così appassionata alla scrittura e tutto, ma credo di aver scoperto un mondo nuovo e voglio viverlo più che mai.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di questo libro nasce dal nulla. Precisamente in uno di quei giorni in cui non accade nulla e che vorresti proprio succedesse qualcosa che stravolgesse completamente la tua vita. Nel mio caso fui davvero fortunata riguardo a questo. La prof era appena rientrata in classe con un malloppo di temi, fatti per un compito in classe, e lì si sentiva la tensione di scoprire quale fosse il voto ecc... Arrivò il mio momento, tutta quell'ansia che fino a prima sentivo dentro di me si amplificò quando la prof mi fece prendere un colpo con il suo sguardo pungente. In realtà nascondeva una magnifica notizia, era un vero e proprio capolavoro e avevo preso il massimo dei voti. Mi elogiò innanzi a tutta la classe, parlando del mio lavoro e leggendone qualche rigo. Da lì fino a quando mi sedetti al mio banco sentii un fremito dentro di me e poi una sorta di universo che mi esplodeva dentro. Successivamente iniziai a scrivere il mio libro prendendo spunto dal mio tema, fatto quel giorno in classe.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Tanta felicità. Si prova qualcosa che non si può contenere in delle semplici parole dette senza il senno di poi. Credo si senta una sorta di soddisfazione mista a pura esaltazione. Una felicità incondizionata che pare ti sia negata da un sacco di tempo, forse troppo. Quando finalmente riesci ad elaborare il tutto capisci che sei arrivata in un punto cruciale: continuare questa strada che sai ti porterà alla felicità oppure rinunciare sapendo che se andrà così bene inizieranno dei problemi. In poche parole, inizialmente ti senti al settimo cielo e poi pian piano vai realizzando cosa significa veramente la parola felicità: un benessere che viene solo passando attraverso un periodo buio, sterile e che alla fine ti darà pace.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Non credo ci sia una persona vera e propria che abbia letto tutto il mio libro. Sono molto gelosa delle mie idee e spesso per tutta questa gelosia preferisco tenermele per me. Ma questa volta ho saputo lasciar andare la presa e sono riuscita a far leggere qualche trancio di scritto agli amici e ai parenti.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo che sia una grandissima opportunità in grado di estendere il privilegio di ''leggere'' un libro anche a chi non ne ha la possibilità: come i non vedenti. Spero che si prenda più in considerazione questo settore e che raggiunga livelli alti, così da permettere a tutti di poter gustarsi una sana e bella lettura.
 
 
 

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Sabato, 06 Aprile 2019 | di @BookSprint Edizioni

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