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16 Mar
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Intervista all'autore - Gianfranco Barbareschi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato e cresciuto a Milano dove vivo tuttora.
Sono diplomato ragioniere e sono felicemente sposato da 54 anni.
Ho due figli, un maschio e una femmina e due nipoti, anch’essi un maschio e una femmina.
Ho lavorato per 33 anni all'ufficio personale di una media industria metalmeccanica e, successivamente, per venticinque anni come titolare di uno studio che si occupa di elaborazione paghe e contributi.
Tra i 18 e i 21 anni scrissi alcune poesie e un racconto, che rimasero nel cassetto per oltre 50 anni, finché Vito Pacelli mi convinse a pubblicarli.
Nacque così il mio primo libro a seguito del quale si risvegliò in me la passione per la scrittura...
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Poiché di giorno lavoro scrivo di sera dopo cena.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Sono tanti, perché leggo molto, specialmente in vacanza.
Da ultimo sto leggendo la Carla Maria Russo.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Lo spunto me lo diede un episodio accadutomi e narrato nel primo racconto; da lì sono seguiti gli altri brevi racconti e poi i due più lunghi
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
I miei genitori e i miei parenti sono sempre stati dei grandi lettori e mi hanno trasmesso l'amore per i libri.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe le cose; lo spunto proviene dalla realtà e, quando scrivi, vivi in un mondo a parte, fuori dalla realtà che ti circonda.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Poco per quanto riguarda gli episodi e molto per quanto riguarda il modo in cui si sviluppano le varie trame.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno in particolare.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie e ai miei figli.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Credo molto negli ebook, anche se penso che non potranno mai soppiantare il piacere feticistico di maneggiare un libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non ho idee particolari; credo siano molto utili per gli ipovedenti.
A me non piace ascoltare il libro letto da altri.
 
 
 
 
 

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