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BookSprint Edizioni Blog

20 Ott
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Intervista all'autore - Samuel Vinciguerra

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Non so bene come spiegarlo: è un insieme di emozioni, ma allo stesso tempo sono consapevole che mi sto prendendo l'impegno di scrivere un libro e di portarlo a termine. Ogni volta che mi metto davanti al computer e comincio a scrivere, si attiva un conto alla rovescia nella mia testa che mi fa capire l'importanza di finire il libro entro la data che ho stabilito. Inoltre, nella maggior parte dei casi non ho uno schema da seguire, ma semplicemente mi invento la storia mentre la scrivo. In questo modo l'avventura che scrivo la vivo in prima persona. Naturalmente tengo molto al lettore, ecco perché cerco sempre di inserire una morale nei miei libri.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Poco. Non mi riconosco neanche nel mio personaggio. L'unica cosa che ho dimostrato della mia personalità scrivendo questo libro è che sono convinto dell'esistenza di un creatore, come affermano le ultime righe del libro. Il mio carattere è quasi tutto inventato. Sono però presenti alcuni miei amici che ho voluto inserire nella storia. Personaggi che sono presenti in altri libri che ho scritto.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Non è stato né facile né difficile. Per me è stato come viaggiare realmente nella storia che scrivevo. Ammetto che in alcuni periodi scrivere era molto difficile per me, perché stavo superando dei brutti momenti, ma piano piano sono riuscito a portare a termine l'obbiettivo di terminare il libro. È quello a cui puntavo. Non posso dire che scrivo perché ho un talento, perché non posso paragonarmi agli scrittori che ammiro molto anche per un solo libro in particolare. Semplicemente scrivo per hobby. Allo stesso tempo, però, mentre scrivevo questa storia molte volte mi sentivo immerso in essa nel vero senso della parola, tanto che appena finivo di scrivere un capitolo mi sentivo molto meglio.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo l'ho scelto ancora prima di iniziare la storia: non ci ho pensato molto sopra, anche perché neanche adesso riesco a trovarne uno migliore.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Uno dei molti libri che mi porterei è senza dubbio "La Fabbrica di Cioccolato" di Roald Dahl. La sua storia è così ben strutturata che mi ha colpito al volo appena l'ho letta. Mi piacerebbe portare con me anche altri libri, ma devo dirne solo uno e non pento della mia scelta.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo! Sempre cartaceo! Non nascondo il fatto che l'e-book è molto utile ai giorni d'oggi, ma come si fa a non usare il cartaceo?



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Per me non è una carriera ma semplicemente un hobby e ce l'ho dall'età di otto anni circa. In quel periodo ho avuto un incidente: sono rimasto sotto una macchina. Mentre ero in ospedale mi hanno regalato un libro di Geronimo Stilton, ma in quel periodo non mi piaceva leggere. Così lo tenni nascosto dentro il mio cassetto non appena mi mandarono a casa. Dopo qualche giorno, però, quando non avevo niente da fare lo tirai fuori e cominciai a leggerlo: da quel momento uno dei miei obbiettivi principali fu quello di pubblicare un libro e finalmente ci sono riuscito!



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Nasce dalla base comune di un insieme di storie scritte nell'arco di un anno da me e il mio amico Gabriele, che nella storia viene chiamato col nome di Gabry. Non ricordandomi più le storie originali, ho deciso di inserire in questo libro gli elementi comuni che li caratterizzavano: un gruppo di protagonisti, viaggi nello spazio e amicizia. Un aneddoto di questa storia è sicuramente il finale, che rispecchia in tutto e per tutto quello raccontato nell'ultimo libro della Bibbia: un finale felice in cui il genero umano, ritornato perfetto, abiterà per sempre sulla Terra trasformata in un paradiso, dove sofferenze, malattie, persone malvage e morte non ci saranno più.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Non so descriverlo: è favoloso! È un sogno che diventa realtà, non avrei mai immaginato che fosse successo veramente. Ringrazio di cuore la Book Sprint Edizioni per aver reso possibile tutto questo.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Nessuno ha mai letto questo libro prima della pubblicazione, anche se ho dato la possibilità ad alcuni amici di farlo, ma non l'hanno mai letto per via di moltissimi impegni e per questo non li biasimo. La prima persona che ha letto il primo libro che ho scritto, però, che non è questo, è stata una mia amica molto matura di nome Anna che ama leggere e che mi ha dato molti consigli.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Anche se non ascolto i libri, sono convinto che è molto utile per quelle persone che fanno mille cose in una sola volta come mia madre e per questo ascoltare un libro o una rivista diventa facile e rimane impresso nella memoria. È anche utile ai ragazzi o per quelle persone che viaggiano molto: possono ascoltare un libro o una rivista in auto, in treno, in aereo e in autobus. L'audiolibro è la musica della letteratura.

 


 

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Martedì, 20 Febbraio 2018 | di @BookSprint Edizioni

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