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BookSprint Edizioni Blog

23 Ago
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Intervista all'autore - Gianmarco Andreuccetti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere per me è un lavoro come un altro e come tutti i lavori vi traggo soddisfazione nel vederlo compiuto, in genere scrivendo sono quasi sempre riuscito a vedere l'opera finita.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Mi riconosco moltissimo nel protagonista del romanzo, lo potrei definire un mio alter ego, una specie di Bignami della mia esistenza, il protagonista del libro però non sono io nella realtà, dove ho fatto moltissimi altri lavori e soprattutto ho perso un sacco di tempo.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Ho iniziato a lavorare a questa idea di romanzo nell'estate del 2011, avevo 38 anni e mi sentivo davvero poco bene, troppo depresso, l'ho abbandonato più volte per poi riprenderlo e finalmente finirlo, giungere alla fine è stato liberatorio, anche perché non avrebbe potuto avere altri finali.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Trovargli un titolo è stato il lavoro più facile da me svolto.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Su di un'isola deserta vorrei con me Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, leggerlo ogni tanto mi darebbe un senso a quello che vivo; dovendo però scegliere uno scrittore come compagno di (s)ventura ne vorrei uno capace di adattarsi al tipo di vita che incombe, un avventuriero capace tipo Francisco Coloane, Bruce Chatwin o Robert Louis Stevenson, troppo facile fare il nome di una scrittrice... ne uscirebbe innamorata, ma quando?



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo al 100%, non possiedo nemmeno un e-book.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Scrivere non è stata una scelta, mi è sempre venuto naturale, il diventare uno scrittore mi auguro sia la necessità successiva che da sempre inseguo, anche se spesso s'incontrano difficoltà nel lavorare le idee, oppure nel vederle realizzate da una casa editrice.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Volevo scrivere un romanzo giallo, tutto qui, sono poi finito nel descrivere le vicende di un disgraziato ispettore privato che con il trascorrere dei giorni mi rassomigliava molto e sono rimasto poi bloccato per parecchio tempo; la folgorazione per riprenderlo e concluderlo mi è sopraggiunta nel ritorno a casa dopo una decina di giorni di vacanza nel Sud Italia in barca a vela, fatta insieme ad alcuni amici, mettermi a scrivere al computer e concludere il tutto fu semplicissimo, sarei potuto andare avanti per molto altro tempo ancora ma mi auguro che userò il resto per un altro libro.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

A questo punto è una liberazione non lo nascondo, soffro moltissimo per le opere incompiute, ho questa malattia da sempre e la cura a volte non la trovo.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La prima persona che lo ha letto è stata mia madre, volevo una reazione immediata e la mamma si sa non ti fa aspettare troppo, l'ha letto in fretta e poi ha ripreso le sue di letture, ma lei in genere lo fa con tutti i libri, dopo è stata la volta di mio padre, a lui è piaciuto.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

L'audiolibro m'interessa poco, resto ancorato al vecchio sistema della carta con il nero su bianco.

 

 

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