2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non mi sento uno scrittore, come negli anni passati non mi sentivo un pittore, anche se la mansarda in cui abito è letteralmente tappezzata di quadri che scandiscono l'evoluzione delle tecniche da me utilizzate. Quando scrivo? Non ho degli orari stabiliti, anche se le intuizioni più interessanti, le ho appena sveglio, nelle prime ore del mattino. Poi si concretizzano durante il giorno, quando le sento "mature" e la trasformazione in parole, in frasi, diventa una necessità impellente.
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Ho letto quasi tutti i libri di G. Pansa. Mi piace il suo stile giornalistico e diretto; mi piace inoltre l'emozione che comunica quando rivive gli avvenimenti del passato, in particolare quelli della sua famiglia e della sua città.
4. Perché è nata la sua opera?
Dal titolo sembrerebbe un libro di fantascienza. In effetti ho semplicemente collocato in una dimensione fantasiosa dei temi a me cari, presenti anche in altri libri che non sono stati ancora pubblicati: la critica alla società moderna e la visione utopica di una società alternativa, fondata su base comunitaria. Rappresenta quindi una continuità rispetto a temi già trattati precedentemente, anche se collocati in ambientazioni completamente diverse.
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ritengo fondamentale l'esperienza lavorativa effettuata a fianco dei giapponesi: ho appreso la cultura della qualità e la supremazia del gruppo sull'individuo. Così penso che siano stati utili i più recenti contatti avuti con la comunità di Damanhur, per apprezzarne i principi metafisici ed organizzativi.
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
"Chi non sa vivere, si rifugia spesso nell'utopia" È il sottotitolo di un mio libro, che avrei potuto benissimo utilizzare anche in questo e che sinteticamente risponde a questa domanda. La descrizione di una realtà sicuramente utopica e difficilmente realizzabile, in un contesto fantasioso , rappresenta anche la conseguenza di una visione critica di una realtà, come vissuta personalmente. D'altra parte, ritengo che l'uomo, dopo un secolo che ha visto la fine di tutte le utopie, si debba dare nuovi progetti, nuovi obiettivi, se vuole evitare l'autodistruzione di questo pianeta.
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Non ho mai letto libri di fantascienza, né mi ha mai appassionato questa materia. È probabile quindi che gli "esperti" in materia possano trovare molti errori ed inesattezze. Ma questo ambiente mi è servito solo per collocarvi e descrivere una società alternativa, fondata su basi comunitarie e per considerarla una società "quasi perfetta", espressione di un progetto divino. Idee, queste, che rappresentano un ulteriore evoluzione di quelle da me espresse nei precedenti libri, anche se collocate in ambienti completamente diversi.
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno in particolare, anche se le teorie espresse da Biglino nei suoi libri, mi hanno offerto notevoli spunti.
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
L'ho fatto leggere ad un amico, appassionato di fantascienza. Mi ha fatto due osservazioni: la prima relativa alla scelta di alcuni nomi, la seconda inerente al contenuto, in particolare alla conclusione che lascia in sospeso molti punti sull'esito finale. Per questo motivo, ho incominciato a scrivere un secondo libro che rappresenta la continuazione di questo e che spero di completarne la stesura entro la fine di quest'anno.
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?
Sicuramente l'evoluzione dell'informatica va in questa direzione, ma credo che il piacere di sfogliare un libro sia ancora impagabile.
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Se è vero che un libro deve dare più emozioni possibili, perché allora non pensare anche al video libro ed al libro interattivo, dove l'autore lascia in sospeso l'esito finale ed i lettori siano coinvolti direttamente nel suggerirne la conclusione?