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27 Lug
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Intervista all'autore - Elisabetta Preti

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Abito in provincia di Ravenna. Parlare della mia vita non è facile perché dal 1999 ho avuto tanti dolori, tante perdite, troppe, davvero troppe ingiustizie.Aziende espropriate, distrutte perché andavano bene, non come si tende erroneamente a credere, che se uno perde l'attività è perchè c'è la crisi o perchè era in perdita. L'esatto contrario invece, che ora si espande a macchia d'olio purtroppo e nessuno fa ancora niente, nonostante le numerosissime rimostranze che ho fatto personalmente. Diciamo che scrivere mi è stato di aiuto a pensare meno e ad avere più fiducia in me stessa.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Di solito nel pomeriggio.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Isabel Allende.



4. Perché è nata la sua opera?

Abbastanza per caso credo. Intanto tre anni fa, tramite il web ho visto che l'anime giapponese facente parte dei miei racconti è una miniera di tutto. Dossier, retroscena incredibili, fatti storici, analisi psicologiche, fan di tutte le età. A inizio 2015 ho scritto il primo racconto (in gergo fanfiction), poi sono andata sempre avanti.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Ho fatto studi letterari, anche se come lavoro mi occupavo della contabilità nella ditta di famiglia. Devo dire, che molti anni prima che iniziassi a scrivere racconti, quando buttavo sulla carta qualche pensiero generico, in molti dicevano che ero portata a scrivere e dovevo farlo seriamente. Non davo importanza alla cosa, erano delle paginette scarse tra l'altro, poi si vede che era destino, forse quelle parole erano profetiche.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Nel mio caso non lo so. Mi ispiro ai personaggi dell'anime cercando di non uscire troppo dalla loro reale personalità, poi è inevitabile che ci entra di tutto, anche esperienze mie, oppure spesso cito opere letterarie, luoghi turistici, teatro, questo può essere di utilità al lettore, secondo me.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Credo quasi tutto e quando leggo la storia più vecchia, mi rendo perfettamente conto che è vero quando dicono che noi cambiamo continuamente. Mi stupisco delle frasi, ora non le scriverei più, ma è un bene che restino così come sono, perchè è un ricordo, è qualcosa di te che non tornerà più e se non l'avessi scritto, l'avrei dimenticato.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sì, e sono citati nella dedica del libro.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia sorella, è lei che ha tanto insistito perchè io lo pubblicassi. N.B. Il mio non è un romanzo, ma sono racconti.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Tutte le novità sono qualcosa di bello e utile.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non sono ancora a conoscenza della cosa. Per me, il libro vero è quello di carta, che lo scegli personalmente in libreria, che ha quel suo odore particolare, diventa il tuo compagno dell'estate, a volte è stato miracoloso a risolvere problemi esistenziali, altre ha sparso una magia unica... e tanto, tanto altro.  

 

 

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Sabato, 29 Luglio 2017 | di @BookSprint Edizioni

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