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24 Mag
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Intervista all'autore - Marisa Pasculli Casieri

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere è, per me, la necessità di far emergere ciò che il mio io, colto da stupore, fascino, grandi emozioni, ha catturato, vagliato ed immagazzinato. Nel caso particolare della stesura del mio libro, quando sono giunta ad esternare quanto avevo accantonato, mi sono sentita pervadere dalle più svariate emozioni, che via via nel corso degli anni hanno interessato i miei diversi stati d'animo. Sono balzati, così, gioie, dolori, turbamenti, inquietudini, ansie, trepidazioni...




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Il romanzo è autobiografico e, pertanto, rispecchia interamente la mia vita reale.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere quest'opera mi ha dato l'opportunità di mettere in risalto, grazie alle mie esperienze personali, il grande sentimento dell'amore che, se alimentato regolarmente, può trasformarsi in essenza vitale e duratura sì da permettere a chi ne viene lambito di amare a sua volta e divenire fonte preziosa che s’irradia su svariati fronti.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Mi è risultato semplice scegliere il titolo in quanto avevo una visione chiara dei contenuti che, pur diversificati, avevano un punto in comune: l'amore.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

In un'isola deserta vorrei con me soltanto questo mio libro. Nel silenzio più assoluto, leggendolo, mi calerei, nei meandri della mia stessa vita, per assaporare ancora le emozioni che mi hanno forgiata e rammaricarmi, sicuramente, del tempo che fugge e che dissolve ogni turbamento.



6. E-book o cartaceo?

Sono efficaci entrambi: l'e-book, grazie ai dispositivi mobili, è subito a portata di mano e, con la vita frenetica dei giorni d’oggi, lo si può leggere in qualsiasi posto ci troviamo; il libro cartaceo, a parer mio, soddisfa l’appassionato della lettura che fa del libro da leggere un vero compagno da ritrovare scrupolosamente alla sera sul proprio comodino.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non ho mai pensato di intraprendere una carriera di scrittore, ho solo sentito l’esigenza di dare sfogo alle emozioni accumulatesi negli anni. Ho cominciato in età adolescenziale a scrivere poesie e poi, in età matura, a mettere insieme i tasselli che hanno dato vita al mio libro.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Con l'età matura, avendo perso, ormai, entrambi i genitori e, ripercorrendo le tappe della vita vissuta insieme, sentivo dentro di me una forza che mi spingeva ad esprimere e rendere vivido il loro ricordo, in segno di profonda gratitudine nei loro confronti. Durante la stesura del mio libro, mi ha fatto sorridere il pensiero di dover riportare un episodio legato alla mia infanzia che è rimasto indelebile nella mia mente. Il mio papà era affettuoso, ma nello stesso tempo austero e con un semplice sguardo riusciva a farsi ascoltare dai suoi figlioli. Un giorno la mamma aveva preparato le favette fresche con i tubettini ed a me le favette non piacevano. A tavola io ero riuscita a scansarle tutte e a mangiare solo i tubettini. Pensavo di non essere osservata, ma il mio papà che aveva seguito ogni mia mossa, appena ebbi posato il cucchiaio nel piatto mi disse: "Brava, piccola, hai mangiato i tubettini ad uno ad uno, ora mangerai le favette ad una ad una!" Senza fiatare, mi ritrovai ad "ingoiare" le favette proprio "ad una ad una".



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È sicuramente entusiasmante vedere ultimato il proprio libro, ma penso che si possa essere soddisfatti del lavoro portato a termine se l'autore giunge al traguardo con la consapevolezza di essere riuscito a trasmettere qualcosa di positivo.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La prima persona che ha letto il mio libro, ultimato da diversi anni, è stata mia sorella, più grande di me, passata da circa due anni ad altra vita. Amava anche lei l'arte del comporre e dello scrivere. Aveva fatto appena in tempo a rielaborare il suo manoscritto quando il Signore l'ha voluta con sé.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

L'audiolibro mi entusiasma! Oggigiorno l'uso crescente degli smartphone consente di ascoltare in qualunque momento un audiolibro stimolando, a mio avviso, attenzione ed interesse. Mi è sempre balenata l'idea di registrare io stessa il mio romanzo. Chi meglio dello stesso autore può dar voce al proprio libro, manifestando con la giusta tonalità di voce tutte le proprie emozioni?





 

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Venerdì, 09 Giugno 2017 | di @BookSprint Edizioni

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