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16 Mag
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Intervista all'autore - Giovanni Quattrini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono un uomo di 50 anni, lavoro in azienda di servizi pubblici locali, sono laureato con massimo voti in Sociologia. Sono sposato da 29 anni con Isabella, e ho una figlia di 15 anni Elisa, viviamo in una casa in campagna sul parco del Conero in una natura meravigliosa, abbiamo anche un cane e un gatto. Non ho deciso di diventare scrittore, da sempre scrivo poesie…



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non c'è un periodo definito, tuttavia la sera e il dormiveglia la mattina sono i momenti più proficui.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Kent Haruf autore della trilogia della pianura e Anselm Grun



4. Perché è nata la sua opera?

Perché volevo sapere se quello che scrivo e che sento può valere anche per gli altri.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Siamo sempre il prodotto dl contesto sociale in cui viviamo, tuttavia la poesia è qualcosa che in qualche modo è sempre attuale come i Salmi della Bibbia scritti più di 2500 anni fa, la poesia attualizza e svela l'uomo a se stesso da sempre, e in fondo nell'anima l'uomo è sempre uguale a se stesso, desidera sempre le stesse cose...



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere poesie è un bisogno insopprimibile di mettere in parole l'impronta più profonda che la vita ci lascia nell'anima, può essere realtà o sua evasione.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto me stesso è nelle mie poesie, anzi ogni poesia è una parte di me stesso tanto da provare pudore e timore nella sua pubblicazione: pudore perché la parte più profonda di me è messa in mostra senza difese; timore perché con la lettura da parte degli altri è come se questa parte non fosse in qualche modo più mia…



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Non qualcuno ma qualcosa... la ricerca di una felicità impossibile e la speranza che la sofferenza del vivere sia trasfigurata nell'amore.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A nessuno in modo integrale.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io credo nel corpo del libro credo che abbiamo bisogno di un contatto fisico con lui come di un buon amico a cui ritornare la sera sorseggiando un bicchiere di vino.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Per la poesia è importante la parola citata di modo che si oda la voce con la stessa declinazione che l'anima ha avuto nello scegliere la parola scritta.


 

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