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20 Gen
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Intervista all'autore - Corrado Corradi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Beh, in quarta di copertina c'è un sunto stringato ma preciso della mia vita e il libro stesso parla di un pezzo, forse il più pregnante, di essa. Non escludo tuttavia di passare a descrivere l'altra parte, quella più ampia, iniziata nel 1965 quando da bambino, al seguito dei miei genitori, sono emigrato in Marocco ove ho trascorso infanzia e adolescenza e mi sono fatto giovanotto per poi rientrare in Italia proprio per fare il soldato. La parte che mi vede in armi è già nota con questo libro, ma ad essa è succeduta quella del passaggio agli OO.II.SS. che mi hanno spedito a pascolare nei paesi del mondo arabo islamico dove, "in terram infidelium" ho provvidenzialmente incontrato alcuni, chiamiamoli così "maestri spirituali", in realtà preti in carne e tonaca che con il coraggio del miglior soldato, testimoniavano e continuano a testimoniare il Nazareno e che sono riusciti a recuperarmi a Lui, a Gesù, io che guardavo al Vangelo con sufficienza perché ero infatuato dal Bahagavad Gita. Un altro incontro (casuale?) ha marcato la parte ormai vissuta (mi si passi il gioco di parole) della mia vita... l'incontro con una donna, musulmana, che diventerà la mia compagna e con la quale, eros a parte, ho assunto che spiritualmente ci divide tutto ... eppure continuiamo da 7 anni a star bene assieme... paradigma di come si può realizzare un dialogo interreligioso: sancire con franchezza le profonde diversità e non rinunciarvi, ossia evitare di depauperare una fede a favore dell'altra per ricercare un sincretismo a tutti i costi.

 

Quando ho deciso di diventare scrittore? Francamente, non so neanche se l'ho deciso! Se c'è una scelta che non riesco a situare temporalmente e nemmeno a definire se sia stata improvvisata o meditata, è proprio questa (ma in generale, tutte le mie scelte sono indefinite). Un giorno, non so indicare una data, mentre ricordavo la mia trascorsa vita di soldato, ho iniziato a scrivere: "dietro un folto cespuglio addossato alla recinzione...". Immagino che le esperienze più pregnanti costituiscano una sorta di "caldaia del vulcano" che prima o poi qualche piroclasto lo deve espellere.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

La mattina verso le 10.00 dopo la corsetta sulla spiaggia, la colazione, la lettura di alcuni giornali e lo studio di un Canto della Divina Commedia; spesso anche verso il tramonto.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Jean D'Ormesson, accademico di Francia, firma della prestigiosa "Les pleyades"... un vegliardo acuto, intelligentemente tradizionalista e cattolico.



4. Perché è nata la sua opera?

E chi lo sa? Bisognerebbe interrogare i meandri della mia psiche la quale è quanto di più riservato esista ... fidanzata di un fidanzato gelosissimo di essa: "io sol uno". (D.A. "Divina Commedia" Canto II)



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Totalmente. Senza il trasferimento in Marocco e la frequentazione della comunità italiana ed internazionale; senza la mia esperienza militare e, successivamente, quella trascorsa presso gli OO.II.SS.; senza il mio peregrinare per il mondo arabo-islamico e l'incontro con quei preti dei quali ho fatto cenno prima ... la "caldaia vulcanica" non avrebbe avuto piroclasti da espellere. Per essere più "ficcante" riporto il seguente ringraziamento che forse costituirà l'incipit di un prossimo libro: "Al destino che Iddio santissimo ha posto nelle mie mani. Alle coincidenze sincroniche che hanno costellato la mia vita e che sospetto appartengano alla dinamica dell’amore di Dio che tutto volge in bene (anche il male). Ai miei genitori che mi hanno imposto, donandomelo, il battesimo."



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Quello che maggiormente aborro della vita è evadere la realtà; sono convinto che questo atteggiamento sia il sostrato psicologico di tutti i Robespierre del mondo i quali non hanno esitato a far della terra un immenso cimitero pur di piegare la realtà alle proprie idee/aspirazioni. Prima di giudicare mi sforzo di togliermi le "lenti a contatto" dell'idealismo (aimè le porto anch'io) e mi sforzo di applicare il sano buonsenso dei nostri nonni che quanto a realtà la sapevano lunga.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto; l'ho scritto, l'ho firmato e controfirmato e addirittura ho lasciato intravedere alcuni aspetti intimi.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Nel libro ci sono i miei commilitoni vivi e morti; ci sono i miei amici più intimi e cari; tutti hanno contribuito per la loro presenza nei miei migliori pensieri. Uno su tutti ci ha creduto forse più di me e a lui ho dedicato la pagina del ringraziamento.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A quell'amico che ho provveduto a ringraziare per il fattivo supporto.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Non ne ho idea!



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

"Ai posteri l'ardua sentenza", non a me ... potrebbe essere un ritorno alla cultura tramandata oralmente.  

 

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Venerdì, 20 Gennaio 2017 | di @BookSprint Edizioni

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