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18 Ago
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Intervista all'autore - Antonio Larivera

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nato in un paese del Molise, Castelmauro. Mio padre era in guerra prigioniero ed è tornato a casa nel 1946. La mia mamma è dovuta fuggire da Castelmauro quando avevo circa sei mesi di vita, per sfuggire alle razzie dei tedeschi; si è trasferita a Larino un paese che dista da Castelmauro circa 40 chilometri in cui abitava mia nonna paterna, è lei che ci ha ospitati nella sua casa. Non ero solo, oltre a me e alla mia mamma c'erano tre sorelle più grandi di me. Fin da piccolo ho sempre lavorato, cominciando in campagna, ho fatto il garzone in una falegnameria, ho lavorato in una masseria facendo svariati tipi di lavori. A 19 anni sono venuto in Piemonte e ho cominciato a lavorare in un'azienda telefonica. Ci ho lavorato fino all'età pensionabile. Successivamente ho cominciato a gestire (insieme a mio figlio) un circolo di tennis. Mio figlio è maestro ed io insieme a mia moglie l'aiutiamo nella conduzione della struttura.

Pur non avendo avuto la possibilità di studiare molto mi piace leggere durante le pause che questo lavoro ci riserva. La passione per la scrittura l'ho avuta un po' per caso. Visto la buona memoria che tutt'ora mi aiuta, ho pensato di scrivere la storia della mia vita raccolta in un libro "Storia di una vita qualsiasi" che mi ha stampato la Nuova Prhomos. Ho continuato a scrivere pubblicando "Beatrice e Nikita due storie quasi parallele", " Amori a lieto fine" e un giallo dal titolo "Grugliasco". Tutte le quattro opere sono di genere diverse. L'idea di parlare delle donne che si prostituiscono l'ho avuta osservando queste ragazze che durante il giorno si proiettano sulle strade vendendo il loro corpo.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Scrivo come ho già detto nelle pause pomeridiane o serali, e durante le poche ferie che facciamo.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Non mi interessa nessuno in particolare c'è ne sono molti bravi. Mi piacciono autori che non sono più fra noi come Giorgio Faletti e Oriana Fallaci.



4. Perché è nata la sua opera?

L'idea di parlare delle donne che si prostituiscono l'ho avuta osservando queste ragazze che durante il giorno si proiettano sulle strade vendendo il loro corpo.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Nulla in particolare.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Un modo per raccontare la realtà. Però mi piace anche la fantasia.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Direi molta fantasia.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Fondamentale no però per le prime correzioni sono stato aiutato da un'amica, ex collega di lavoro.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Alla mia amica che ha fatto le prime correzioni.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Personalmente preferisco il cartaceo, è un qualcosa che rimane ed è sempre a disposizione per rileggerlo o farlo leggere.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non mi esprimo in merito però è il frutto del progresso.

 

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Giovedì, 18 Agosto 2016 | di @BookSprint Edizioni

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