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BookSprint Edizioni Blog

17 Ago
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Intervista all'autore - Alfredo Pezone

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono napoletano, nato e residente nel quartiere di Fuorigrotta, quello dello stadio San Paolo. Da piccolo giocavo a calcio proprio fuori allo stadio in strada e la strada è un grande palcoscenico dove quotidianamente tanti attori recitano commedie diverse. Tanti di quei passanti sono entrati nei miei libri. Vivendo a due passi dalla RAI la mia infanzia è stata segnata da piccole apparizioni in TV che anticipavano le mie future performance. Napoli è un libro aperto dove si incrocia di tutto ed ogni famiglia è un teatro stabile. Sono contento di essere nato qua.




2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Nel “Cuntastorie scalzo” ho inserito una poesia di Gianni Rodari. Tutti i suoi testi sono adatti per bambini, adolescenti, e adulti. Nei suoi libri trovi tutto : intelligenza, comicità, solidarietà, amicizia, riflessione, allegria, speranza. Io adoro questo grande scrittore, pedagogista e poeta. Mi sento di indicare : “Fiabe e fantafiabe” o “I libri della fantasia”. Io li rileggo in continuazione rimanendo sempre un po' adolescente. Non bisogna abbandonare il bambino che è in noi. I Bambini sono sicuramente più saggi.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Purché si legga... Non possiamo negare i progressi e la tecnologia. Personalmente adoro il cartaceo che mi consente di sottolineare e scrivere sul testo. Non vedo una perdita del testo cartaceo a vantaggio dell'eBook direi un pareggio. Ricordo ancora quando io e mia moglie ci siamo scontrati ed insieme ci siamo ritrovati a raccogliere i nostri libri... siamo ancora insieme... Il tablet si sarebbe disintegrato.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Tutte e due. Ricordo il primo libro che il maestro delle elementari mi fece portare a casa. Lo sento nelle mie mani ancora oggi con la sua copertina di carta d'imballaggio. Un vero e proprio colpo di fulmine. Tuttavia le parole vanno si analizzate ma coltivate con amore, lette e rilette. Leggi un libro a 15 anni poi a 30, poi a 60...lo amerai come la prima volta. La scrittura è per me un amore completo fatto di un colpo di fulmine ed in seguito coltivato, curato.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Il desiderio di far divertire ma anche di lasciare spazio al pensiero. Questi racconti entrano nelle scuole e nei circoli culturali ma io non cerco l'applauso. Voglio segnalare che certe cose orribili ancora accadono e gridare per la libertà e la vita, per la dignità, per qualcosa in cui credere... la speranza.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Anteporre agli orrori e alle cattiverie l'entusiasmo della vita. Nel racconto “Il bosco di Orso che ride...”, dove tempo e denaro non esistono, non servono, si chiede al lettore”... se è disposto... a sembrare stupido per Amore...per l'avventura di essere vivo. A rischiare tutto per trovare i sogni in fondo al suo cuore.” Il cuntastorie griderà ancora, finché avrò fiato e quante cose sono rimaste da dire.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

A questa domanda frequente dò sempre la stessa risposta: “scrivo perché non so disegnare”. Più che un sogno credo che in ognuno di noi ci sia un artista e un pirata. Spero tanto che da ognuno di noi venga fuori l'artista e non il pirata.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Prima di pensare al libro cercavo di far nascere fogli volanti di nuova generazione. L'incontro con una bambina che conosce il racconto “ La bambina, il palloncino ed uno spicchio di luna” mi ha fatto momentaneamente accantonare il mio progetto. La cosa straordinaria di questa piccola donna è che aggiunge, allarga, taglia dei pezzi al racconto. Ho trovato la cosa fantastica perché e proprio quello che spero che accada quando scrivo. Ho riscritto ed impostato il libro pensando a quella bambina... non c'è niente che possa farmi più piacere.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Mai, neanche una volta. Avevo ben preciso il percorso da seguire. Mai iniziare un lavoro per poi non portarlo a termine. Durante la stesura vedevo le storie come sui fogli volanti del medioevo con colori e disegni. Magari in una futura edizione si potranno realizzare.



10. Il suo autore del passato preferito?

Dino Buzzati e Cesare Pavese per gli italiani ma ho letto e riletto con piacere “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry mentre Edgar Allan Poe ha certamente segnato la mia adolescenza. Ci tengo a precisare però che se tu mi dessi un tuo scritto, racconto o poesia, lo leggerei con lo stesso entusiasmo dei mie autori preferiti.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Come cuntastorie, appellativo che ho scelto perché mi sembrava troppo grande il termine di scrittore, ritengo positivo ascoltare ma, anziché adoperare due cuffie o ascoltare da un microfono poco umano, preferisco sempre la narrazione a viva voce perché consente all'ascoltatore di entrare nel racconto, di interagire e diventarne parte. Preferisco guardare negli occhi la persona che prendo per mano e invito a fare un viaggio con me attraverso le pagine di un mio libro.


 

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