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19 Gen
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Intervista all'autore - Luigi Squillante

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Penso che non sia semplice spiegare cosa si prova. Sono emozioni molto personali: scrivere parole, comporre delle frasi, completare le pagine dando un senso compiuto alla mia fantasia, partecipare fisicamente alle vicissitudini del protagonista, esaltarsi con lui, cadere con lui, nel bene e nel male. Molto facile cominciare, triste scrivere la parola fine. Di lui sai tutto anche i segreti più profondi quelli inconfessabili che neanche sua madre conosce. Quando finisci la storia e come liberarsi di un peso enorme che non sapevi di portare, ma lo sai che ti mancherà.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Credo di aver trasmesso al mio protagonista il senso della socializzazione. Mi sono rivisto quando molto giovane andavo avanti e indietro per L'Europa in autostop conoscendo gente molto particolare e molto ospitale. Ricordo una famiglia di Piacenza che mi ospitò per tre giorni senza chiedermi niente. Penso che oggi sarebbe un utopia.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere questo libro ha fatto crescere la mia autostima. Averlo portato a termine è stato motivo di orgoglio fisico è mentale a prescindere dal successo che avrà.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

No. Il titolo era ovvio forse una cosa quasi banale, l'unica incertezza era tra "L'uscita." o "L'entrata:" quindi molto simili tra loro.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Visto che è un isola deserta, chissà quanto ci dovrei stare quindi porterei l'intera serie de "La torre nera"scritta da il grande Stephen King. Roland il protagonista per me è un mito. Il viaggio che intraprende è semplicemente fantastico. Credo che fare un viaggio sia la cosa più bella che possa capitare ad un uomo, viaggiare con la mente costa anche poco, si può andare in qualsiasi luogo reale o meno.



6. E-book o cartaceo?

Capisco le opportunità che la rete può fornire in termini di costi e di comunicazione, ma per me la sensazione di un libro tra le mani, il suo peso, la sua consistenza non può essere sostituita da un coso elettronico di ultima generazione.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Mi viene da sorridere. Non ho mai preso in considerazione questa cosa. Ho una certa età, non ci si può reinventare da un giorno all'altro. Ho cominciato questo libro in maniera leggera lasciandomi trasportare con prepotenza. Per me il risultato è più che positivo. Vero è che sto già scrivendo un’ altra storia molto interessante di genere horror. Quindi chi vivrà...



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Come il mio protagonista sono un po’ miope e di sera fatico a leggere i cartelli stradali. Mi trovavo in tangenziale e ho saltato la mia uscita. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: "Dove mi porterà la prossima uscita?" Ho cominciato a fantasticare arrivando molto lontano.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Una sensazione indescrivibile. Vedere le pagine elettroniche diventare qualcosa di tangibile con un profumo di carta stampata, sfogliare le pagine, passare il dito sulla superficie liscia della copertina, sapere che è il "TUO" libro è una cosa che non si può spiegare. Credo che sia come chiedere a due innamorati: “cos'è l'amore?" risponderebbero semplicemente: “tutto”.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Naturalmente mia moglie. Sono riuscito a meravigliarla. Vi posso assicurare che non è cosa da poco riuscire a meravigliare la propria moglie dopo 37 anni di matrimonio. Mi sono detto che potevo provarci. Ho trovato nella BookSprint il partner ideale e mi ci sono buttato.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Sinceramente credo che in determinate situazioni potrebbe essere un ottima cosa. Ma non per me. Come già detto io è l'elettronica non andiamo molto d'accordo. Ho una piccola nipotina, non vedo l'ora di leggergli personalmente le prime fiabe.

 





 

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