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07 Ott
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Intervista all'autore - Alberto Grosso

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

È un bisogno. Ho il vizio di scrivere. Qualunque genere anche traduzioni dal latino. Mi sono i9nteressato alle Georgiche di Virgilio, ormai dimenticate. Mi sento coinvolto specialmente nella narrativa. Ho scritto anche delle biografie. L'ultima biografia che mi ha emozionato riguarda un missionario, mio compagno di studi, morto in Kenia: un seme fecondo in un terreno fertile che produce frutti di pace.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

La cultura, le esperienze in campo sociale, gli studi letterari, filosofici, teologici, letture divario genere.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Il passato fecondo di Gesù in una regione sperduta e la risonanza che si espande nel tempo e in un'ecumene mondiale.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Altri titoli: Mattutino in Galilea - Trascendenze ecc.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Preferisco scrittori antichi: Dante - Divina commedia, A. Manzoni - Promessi sposi, Tolstoi - Guerra e pace, Pascal -Pensieri



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non è una carriera, è un bisogno di comunicare



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Il rapporto con i poveri del mondo. Guardare al passato per comprendere il presente.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Il lavoro nasce da un'idea, poi si sviluppa e prende forma man mano che si costruisce e disegna l'idea da cui è nato.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Un amico.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Il libro è un'opera scritta. Il libro si legge. La mente si attiva, la memoria assimila. L'udito è un senso passivo.



 

 

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