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07 Ott
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Intervista all'autore - Antonio Salomone

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nato il 06 Gennaio 1931 a Nicosia (En) antico e operoso centro della Sicilia crocevia di tutte le civiltà che si sono succedute nell'isola. Dall'età di circa tre anni ho seguito la mia famiglia a Trapani e poi a Milano. Per volere dei miei genitori ho trascorso il periodo della guerra presso i nonni materni a Gangi. Dai miei antenati ho ereditato la passione per le scienze e la letteratura che ho coltivato nel corso degli studi. Nel lungo percorso della mia vita ho subito disagi e opportunità che il trascorso secolo ci ha apportato. Conseguita la laurea in farmacia ho esercitato per alcuni anni la professione, assunto poi da una casa farmaceutica come farmacologo ho avuto modo di girare il mondo. Messomi in quiescenza ho dedicato il mio tempo libero alla narrativa.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Mi dedico alla scrittura preferibilmente nella tranquillità delle prime ore mattutine e serali.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Leggo molta letteratura moderna e tra gli autori che preferisco trovo interessante E. Edward, I. Allende, Fuksal, Rugarli, tuttavia mi appassionano molto anche i gialli e i polizieschi.



4. Perché è nata la sua opera?

Perché ho voluto mettere in evidenza alcuni aspetti che presenta oggi la nostra società e in particolare quella meridionale, visti con l'ottica delle mie esperienze e delle mie convinzioni.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Moltissimo come già ho accennato prima.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

No. Ritengo sia il piacere e il modo di raccontare il proprio pensiero e le proprie esperienze sezza tediare il lettore.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Molte aspirazioni sfuggite e alcuni spunti autobiografici.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sì. Fin dalla mia infanzia "mia madre".



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia moglie "oculata e feroce critica". 



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

No, perché gli italiani leggono poco e perché sfogliare e leggere le pagine di un libro è sempre un piacere che non può paragonarsi a nessuna scrittura digitale.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non posso pronunziarmi perché in merito non sono al corrente.


 

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