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BookSprint Edizioni Blog

08 Ott
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Intervista all'autore - Giuliano Cuoghi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Comincerò dall'ultima domanda. Ho deciso di diventare scrittore quando mia figlia Alice ha cominciato ad andare a scuola, certo non pensavo di diventare scrittore, ma ho ripreso a scrivere e questo per me uno scrittore deve fare, scrivere. Tamite la scrittura cercavo di trasmettere a mia figlia i veri valori attraverso favole che poi le raccontavo la sera prima che si coricasse e questo è andato avanti finché alice ha creduto nelle favole. Rispetto le mie origini vengo da una terra l'Emilia, e da una città Modena piena di contraddizioni ma anche di opportunità alla quale sono molto legato e che amo. Nella vita mi sono interessato di tante cose ma la cosa che sento più mia è il mio mestiere di intermediario che ho svolto con devozione fin tanto che mi è stato possibile, fino a che non ho conosciuto Giulia la mia attuale compagna.

 



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Ormai con le nuove tecnologie scrivere è un impegno che mi è necessario per comunicare con i miei interlocutori ed è un impegno quotidiano. Alla scrittura, quella che io chiamo "creativa" ultimamente ho tempo solo la notte benché non consideri quel tempo il più propizio.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Io provengo da studi filosofici e scientifici che mi hanno profondamente plasmato. Le mie letture risentono di questa formazione, per cui non ho un autore preferito, i libri che scelgo di leggere sono libri che in quel particolare momento soddisfano la mia curiosità.



4. Perché è nata la sua opera?

Vi sembrerà assurdo ma volevo avere un metro di paragone, volevo sapere se ciò che scrivevo poteva avere una platea, e volevo anche confrontarmi con il mondo dell'editoria, e qui scusatemi ma devo davvero molto alla BookSprint che mi ha veramente regalato un bel sogno.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Voglio essere lapidario, moltissimo.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Per me scrivere è un lavoro, penso che le parole siano uno strumento davvero potente, se la tradizione orale richiede memoria, quella scritta e lì, rimane indelebile, è un messaggio che è rappresentazione, e che è senz'altro fuga ma anche un messaggio che descrive e secondo me lo deve fare, la realtà dell'autore.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

In questa pubblicazione ho sintetizzato molto. Ho descritto i miei momenti migliori e quelli più problematici, i sogni che avevo da bambino, un vissuto psichiatrico molto doloroso, ho fantasticato con le parole, mi sono dato un metodo, cercando sempre di non interrompere quel filo narrativo che in definitiva descrive una esperienza condivisa. Quindi sì c'è molto di me, e quello che penso essere importante è che non ci sia la fatica del mestiere ma una descrizione attenta di tante emozioni.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Probabilmente ogni personaggio che trovate nel libro è stato fondamentale per la mia esperienza di vita e quindi per l'opera.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A Giulia.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io non so cosa ci si possa aspettare dal futuro, viviamo una fase così incerta che non vi sono garanzie per nessuno, però penso che il piacere di entrare in una libreria scegliere e acquistare un libro fatto di carta sia un piacere che è diverso da un e-book



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Io penso che la tecnologia sarà il futuro, se ci fosse stata questo tipo di innovazione quando ero ragazzo io penso che ne avrei usufruito. Ora il mondo corre e scorre davvero sul web, mi piacerebbe che questo non rappresentasse un limite ma una possibilità di scelta.


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