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19 Set
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Intervista all'autore - Massimo Rocca

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nato in Alessandria Egitto dove i miei genitori si erano trasferiti da molti anni ma dall'età di tre anni risiedo in Toscana. Quando abbiamo fatto ritorno in Italia in quanto la situazione politica a seguito alla caudata di re Faruk e l'avvento di Nasser si era complicata per gli europei, ci siamo trasferiti a Pisa, città dalle molte sfaccettature. Non mi ritengo scrittore, non mi piacciono le etichette, anche se fin da piccolo ho sempre desiderato scrivere e ho sempre scritto, pensieri alla rinfusa, riflessioni sparse, appunti, bozze. Raccontare è una specie di esplorazione all'interno del mio io.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Solitamente la sera quando c'è silenzio ed è più facile concentrarsi oppure la mattina presto, quando non vado in ufficio ovviamente.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Sicuramente Mauro Corona un autore fatto sul campo, (sui monti), uno scrittore poliedrico, fuori dal coro, solo sulla terra di nessuno.



4. Perché è nata la sua opera?

Dal desiderio di far rivivere quelle esperienze destinate al buio della memoria, far riviver quei luoghi che non hanno più sguardi.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Certamente il contesto nel quale vivo è stato il terreno sul quale ho tratto ispirazione.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Si scrive sempre per raccontare la propria visione del reale anche se questa può essere percepita come evasione.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

C'è tutto me stesso.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Le persone che più mi sono vicine e che mi hanno incoraggiato nel progetto quando era solo un'idea.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A due persone a me molto care molto critiche e molto sincere, sicuro che se non fosse piaciuto me lo avrebbero detto.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io amo sfogliare le pagine, sottolineare, scriverci un'impressione, ma sono di un altro secolo, razionalmente credo che l'e-book sia una frontiera futura pur se non ancora prossima.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

La trovo più adatta per i componimenti poetici.



 

 

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