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16 Set
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Intervista all'autore - Giuseppe Cultrera

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Giuseppe è nato a Caltagirone (CT), cresciuto nello stesso luogo di nascita in una famiglia numerosa che lo ha riempito di cure, affetto e soprattutto d'amore per la vita, per le persone, per l'ambiente, per la natura e per l'amore stesso. Padre di quattro splendidi figli e nonno di quattro splendidi nipoti è stato sempre graziato dalla vita stessa che lo ha esaudito in ogni suo desiderio, compreso quello di riuscire a scrivere un libro. Non ha altro da chiedere alla vita se non possibilità di poter vedere il sorriso e la gioia stampata sul volto di ogni essere vivente.




2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Uno dei primi libri letti da me è stato "I ragazzi della via Paal" di Ferenc Molnar, libro che mi ha permesso di sognare insieme, ma anche Salgari e le sue tigri di Mompracem, compreso Pirandello, Dostojewsky, Dante, Shakespeare e Goethe. Ritengo che non ci debbano essere catalogazioni o classificazioni di sorta; infatti penso che i ragazzi, sapientemente e responsabilmente seguiti dai loro genitori, debbano e possono leggere qualsiasi libro senza preclusione alcuna, perché questi fin dalla nascita, posseggono la facoltà di capire ed imparare meglio degli adulti, qualsiasi nozione o informazione.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Per quanto gli e-book possano insediarsi ed integrarsi con le nuove tecnologie, il cartaceo non avrà mai fine, se non altro perché non ha bisogno di ricaricarsi o di alcuna energia per essere letto se non quella scaturita dalla volontà di voler leggere ed imparare, cosa che solo gli adulti possono inculcare alle nuove generazioni. Si pensi alla pioggia o al mare, se un cartaceo si bagna, si può sempre recuperare, se un e-book si bagna, addio per sempre al tablet, allo smartphone o al pc e con essi anche gli e-book.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Può essere l'uno e l'altra, dipende dalla personalità del lettore e dal primo approccio con la lettura, il quale deve essere sempre indotto e seguito da coloro i quali ne hanno la facoltà. Il piacere di scrivere scaturisce sempre dal piacere di leggere, oltre che dalle emozioni personali, pertanto più si legge, più viene voglia di scrivere; ma prima ancora ciò che più conta è la narrazione, tradizione antica ormai in disuso per l'innumerevole serie di distrazioni alle quali le nuove generazioni sono sottoposte.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Sono stato indotto a scrivere il libro da una mia poesia, scritta in occasione del novantesimo anniversario della catastrofe avvenuta a Messina nel 1908, poesia che spero di poter pubblicare assieme a tante altre scritte nel corso della mia vita ed anche oggi. Calliope, musa della poesia, è stato il primo suadente stimolo alla scrittura e continua ad essere una fonte inesauribile di ulteriori stimoli alla fervida fantasia di cui egli è dotato. A questo proposito, vorrei poter realizzare una nuova iniziativa editoriale dal titolo "Una poesia, un libro" ovvero di come, partendo da quella che può sembrare una semplice poesia, riuscire a trarne un romanzo od una storia.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

L'unico messaggio che voglio inviare ai lettori di ogni età è quello di leggere molto, sempre e il più possibile anche quando non se ne ha il tempo e la voglia, se non altro perché leggendo si acquisiscono tutta quella serie di informazioni e notizie utili ed indispensabili alla propria sopravvivenza e a quella di coloro che si pretende di amare, fino a volerli proteggere da malattie, infortuni, incidenti o traumi di qualsiasi genere. La saggezza e il sapere sono degli ottimi antidoti alle insidie della vita e queste si acquisiscono solo leggendo e imparando. Un’ ottima partenza è la lettura completa del Vocabolario.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

La scrittura è una sorta di droga che prende lo scrittore fino a trasformarlo in una specie di vampiro o succhia-parole; la voglia irrefrenabile di scrivere può iniziare a qualsiasi età; nel mio è iniziata da quando ha imparato a scrivere, cioè fin dalle elementari; il motivo che lo spinse fu un impossibile cotta per la maestra di seconda elementare che a lui sembrava bellissima ma che sognava la notte. Il primo biglietto suscitò una fervida commozione della stessa che ne fu attratta da subito ma che, comprendendone la sensibilità, lo invogliò regalandogli sorrisi e carezze affettuose, compresi degli ottimi voti nei temi.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Ho iniziato a pensare di voler scrivere, prima una favola, poi una storia, grazie alla chat con una sconosciuta in un social contemporaneo, la quale leggendone le prime pagine, mi ha spronato a continuare fino a finire di scrivere il libro. Ma anche e soprattutto dopo la valutazione ricevuta dalla redazione di Booksprint Edizioni che è stata superiore a qualsiasi aspettativa e che comunque ha contribuito tantissimo alla realizzazione dell'opera finita.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Sì, più volte ho pensato di non riuscire a completarlo, ma poco alla volta, mi sono reso conto che una volta iniziato il progetto, per dimostrare a me stesso che con la buona volontà si può ottenere tutto o quasi tutto, ho voluto finirlo. Lo slogan su internet "La realizzazione di un sogno" inventato dall'Editore, ha contribuito molto al compimento dell'opera.



10. Il suo autore del passato preferito?

Ovviamente, Pirandello, in assoluto ma senza alcun dubbio tutti. Proprio tutti gli autori che con i loro scritti permettono di sognare, di desiderare, di amare e di conoscere la vera natura dei sentimenti umani scaturenti dall'intimo e dall'essenza di tutto ciò che esiste e che circonda l'uomo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

L'audiolibro è uno splendido aiuto per gli anziani ed anche un vero e proprio antidoto all'insonnia della quale, spesso essi soffrono.



 

 

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