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29 Set
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Intervista all'autore - Alice Benassi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nata in provincia di Bologna, in una piccola cittadina di quelle in cui si conoscono tutti e le voci volano. Per quanto riguarda diventare scrittrice, non è stata una vera e propria decisione. Mi ricordo che alle elementari a volte la mia mente si perdeva e iniziavo a scrivere sul quaderno piccole filastrocche che poi sono diventate poesie. Crescendo le poesie sono diventati temi e racconti brevi, poi con il passare del tempo riuscivo ad aggiungere sempre più dettagli, perfezionandomi e correggendomi ma lasciandomi comunque guidare dalla fantasia. Ho scritto il mio primo romanzo breve due anni fa ma questo è il primo ad essere stato pubblicato.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Solitamente la sera, perché durante la settimana i miei impegni non mi lasciano molto tempo libero. Però quando l'ispirazione arriva, e può farlo in qualsiasi momento, mi ritrovo a scrivere letteralmente dovunque mi capiti e su qualunque cosa mi capiti ( quaderni, Block notes, telefono, lista della spesa etc...).



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Italiano direi Licia Troisi perché, da amante del fantasy come sono, le sue storie mi riescono a trasportare in quei mondi immaginari che crea. Per quanto riguarda quelli stranieri, sempre rimanendo sul fantasy J. K. Rowling e Kiera Cass.



4. Perché è nata la sua opera?

Perché era un periodo in cui succedevano tante cose brutte nel mondo e avevo bisogno di poterle metterle su carta , trasformandole in parola così da poter condividere il mio punto di vista con tutti.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Molto perché sono cresciuta in una famiglia in cui sia mia madre che mia nonna hanno la passione per la scrittura e mi hanno sempre spinto a fare lo stesso, fin da quando ero bambina.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Entrambi. L'autore mentre scrive in qualche modo si allontana dalla realtà creando mondi e personaggi lontani dalla sua realtà, dalla routine di tutti i giorni. Allo stesso tempo ciò che fa uno scrittore è attingere da quello che ha intorno, dalla vita quotidiana, dalle persone comuni e unendole alla creatività e alla fantasia: il risultato di quest'unione è la scrittura in sé.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

In questo libro ho messo tutta me stessa. Ogni personaggio ha un particolare, una caratteristica fisica o caratteriale in cui mi rivedo. In ciò che ho scritto ho messo la mia passione, i miei ideali, le mie verità, le mie esperienze di vita, ciò in cui credo e che penso.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Credo di non essere stata influenzata da nessuno nello scrivere questo libro, ma un grazie fondamentale lo devo a mia madre e ad un mio amico che mi hanno aiutato con la rilettura e correzione del testo, dandomi quel punto di vista esterno che si è rivelato essenziale.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A una mia amica, che condivide i miei ideali e è un'amante delle love story. Sapevo che le sarebbe piaciuto ed è stato così; pur non essendo una grande lettrice, l'ha finito in pochi giorni.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Della scrittura forse, ma solo come trampolino di lancio per un autore o un'opera. Credo che il libro cartaceo non passerà mai di moda e vedo che anche i ragazzi delle nuove generazioni la pensano come me. Toccare, annusare, sfogliare la carta, fare le orecchie sulle pagine e/o mettere un segnalibro è ciò che un lettore adora di più.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non credo di avere una vera è propria opinione al riguardo, in quanto come detto sopra è alquanto "nuova" come piattaforma. Ritengo però che diventati grandi, se le storie ci vengono lette da altri, siano meno nostre, e ci possiamo immedesimare meno e forse perdere anche il filo del discorso. Ma non posso ancora giudicare perché non ho fatto questa esperienza.

 

 

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Venerdì, 29 Settembre 2017 | di @BookSprint Edizioni

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