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27 Ott
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Intervista all'autore - Giovanni Tasca

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Io sono un tipo abbastanza riservato... Lavoro come Operatore Sociale presso la Cooperativa Sociale ACTL di Terni. Vivo a Collescipoli un piccolo paesino vicino Terni, dove tra le sue mura castellane ,i vicoli e l'amore che nutro per esso, sul mio taccuino appunto le mie emozioni, le cose che vedo e che sento, cercando poi di "trasformarle" in qualcosa che possano "vivere" anche gli altri.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non ho un momento particolare che dedico alla scrittura. Giro parecchio grazie anche al lavoro che faccio. Posso scrivere in macchina (quando sto fermo da qualche parte) seduto al bar mentre osservo le persone e ascolto i loro discorsi, oppure nella natura, che sia montagna, mare, lago...In questi luoghi aspetto l'ispirazione.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Nutro molto interesse in tutte le persone che scrivono, che aprono i loro cuori mostrando la loro "realtà". Stimo chi si mette in gioco, amo le persone che scrivono e che non riescono purtroppo a pubblicare qualcosa (o perchè costa troppo pubblicare un libro oppure perchè non lo faranno mai per vergogna). Adesso come adesso "seguo" uno scrittore emergente Francesco Franceschini anche lui ternano.



4. Perché è nata la sua opera?

Avevo voglia di giocare, sono molto burlone e autoironico (basta vedere il titolo che ho dato al mio libro "In...Tasca") Mi sono messo in gioco anche perchè è il mio primo libro da solista. Avevo voglia di fare e soprattutto capire, che anche da solo si può andare avanti e creare qualcosa di buono.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Grazie al lavoro che svolgo vedo molte realtà, anche difficili da capire e da accettare. Credo che la cultura sia importante e credo che il nostro cervello, come lo stomaco di ognuno, debba essere nutrito. Lo stomaco lo nutri di cose che ti piacciono, però provi anche a mandar giù cose nuove ,no?!E il cervello lo devi nutrire di tutto non solo di parole, ma anche di arte in generale, non invecchierà mai.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Io racconto la realtà, quello che vedo che sento, racconto le storie, potrei raccontare la mia camuffarla, magari qualcuno ci si può rispecchiare in alcuni versi che scrivo, l'importante è essere fantasiosi.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Qualcosa sicuramente c'è. Qualche momento di vita rimasto bloccato dentro di me è venuto fuori dalla penna e l'ho messo nella stesura di questo mio lavoro.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Per una volta ringrazio il mio cervello.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Solo i miei occhi l'hanno letto e visto nascere.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Io spero di no sinceramente. Vuoi mettere quando vai a comprare un libro in libreria, odori il libro, lo tocchi... C'è troppa tecnologia in giro adesso, comunque io i libri continuerò a leggerli stampati su carta riciclata.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È una cosa buona, ma ripeto, io non metto un libro nella mia libreria dopo averlo letto e avermi fatto immaginare un'altra storia da raccontare o da scrivere sotto forma di poesia.  

 

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Lunedì, 27 Ottobre 2014 | di @BookSprint Edizioni

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