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14 Ago
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Intervista all'autore - Massimo Mannocci -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
1) Un passatempo e un modo per esprimermi al meglio nella mia lingua madre; ovvero, parlare degli esseri umani, della loro vita difficile, sotto metafora.
2)Riflettere sulla mancanza di rispetto per le diversità, come anche quelle di esseri apparentemente insignificanti, inutili e incapaci di soffrire).
3) Mi permette di isolarmi in una sorta di torre di avorio dove i miei unici "amici" sono i personaggi che creo in ambienti reali.
4) Provo soddisfazione nella "nascita" di ciò che prima, magari, non c'era del tutto ed è poi sortito fuori come Atena dalla testa di Giove.
5) Dal momento che mi sento consapevole della mia grande ignoranza, ritengo che scrivere, comporre, mi permetta di informarmi, educarmi ad essere migliore.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Come ho avuto modo già di dire in precedenza (Favole nuove prima raccolta), c'è sempre tutto di noi in ciò che raccontiamo anche sotto metafora. In questa seconda pubblicazione in particolare si evidenzia il pensiero esistenzialista di Martin Heidegger (padre dell'esistenzialismo del '900) in cui ogni essere è tale in quanto "gettato" nel mondo e costretto ad avere cura (nel senso di relazione) delle cose e degli altri "esseri" (nel senso non meccanico ma positivo). Questo vale per ogni organismo biologico sicuramente.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Non pretendo di aver scritto "La Divina Commedia". Lascio ad altri illustri scrittori e pensatori il compito di lanciare messaggi o ritenersi degli "influencer" (si dice così?). Mi piacerebbe, se fossi in grado di farlo, aver insegnato ai miei alunni, che ora saranno uomini e donne adulti, l'importanza dell'umiltà francescana e della pace perpetua kantiana.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo nasce prima del racconto e già contiene in nuce tutto quello che devo dire.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Spero di non naufragare mai! Per me, che pur sono un nuotatore master nazionale-internazionale, sarebbe difficile portare un’intera biblioteca sul dorso.
Comunque, non voglio eludere la domanda; molti classici, segnatamente proprio le maggiori opere dell'umanità: la Divina Commedia, le Tragedie di W. S.
 
Ebook o cartaceo?
Essendo vecchio (mia moglie dice antico e che sarei dovuto nascere nell'800), resto tenacemente aggrappato alla carta. Ma pur bisogna cavalcare la modernità e i nuovi gusti del pubblico: vada per le nuove tecnologie!
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
"Carriera" per ciò che mi riguarda è una parola grossa; idem per "scrittore", meglio dire autore soltanto. Posso dirvi che però nasco "poeta" sulla spinta di mia madre pianista e poetessa dilettante. A questo proposito, aspettatevi in tempi non biblici un'altra mia richiesta di pubblicazione (se riterrete naturalmente che ne valga la pena). Ma non ho mai provato a pubblicare nulla. Magari potessi diventare un vero scrittore e mettere all'attenzione del pubblico, circa un'altra quarantina di miei scritti (molti sono dei "gialli" con riferimenti storici).
Solo recentemente ho tirato fuori dal cassetto ciò che non è andato disperso di scritti degli ultimi anni sulla spinta di mia moglie ed amici.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ogni idea da realizzare in un racconto nasce dall'osservazione; per esempio del comportamento di alcuni animali anche se apparentemente insignificanti. Ovvero dalla riflessione durante una lettura importante. Per esempio l'idea di "Blanc", racconto drammatico in cui è protagonista un Cervo albino, si articola nella mia mente all'indomani della brutta fine che fa investito all'alba durante (almeno così ho pensato) un tentativo di fuga da un Oasi del WWF, che si trova a circa un chilometro da casa mia.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Due grandi soddisfazioni. La prima perché finalmente ci sarà qualcuno, anche per professione, che ti leggerà e ti darà un giudizio.
La seconda, come accennavo sopra, veder realizzata una propria idea, un frutto della tua creatività, comunque vada.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Sicuramente mia moglie Rossella, grande lettrice; che non fa sconti nei suoi giudizi.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sicuramente è uno strumento utilissimo soprattutto per chi si stanca facilmente a leggere o deve viaggiare in macchina per molte ore; ovvero, non ha pazienza o la concentrazione, il tempo, il luogo adatto silenzioso per seguire le trame.

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