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BookSprint Edizioni Blog

09 Nov
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Intervista all'autore - Francesco Cannizzaro -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Sant'Alessio in Aspromonte (RC) un piccolo paese situato nel mezzo della Vallata del Gallico che dalla montagna dirada verso il mare dello Stretto di Messina.
All'età di 14 anni, insieme alla famiglia, sono emigrato a Torino dove ho iniziato a lavorare e studiare e intraprendere una nuova vita da studente-lavoratore, con i sacrifici e le rinunce che quel doppio impegno richiedeva. A Torino ho conosciuto e frequentato assiduamente l'oratorio salesiano di San Giovanni Bosco e lo stile educativo da mettere in atto per l'educazione dei giovani. Nella scuola salesiana ho studiato e in seguito ho avuto la gioia di insegnare. Dopo 20 anni sono ritornato in Calabria dove ho insegnato religione cattolica fino all'anno del mio pensionamento. Per oltre 40 anni sono stato impegnato come educatore salesiano in oratorio, in parrocchia, e nell'associazione di volontariato: "Don Bosco" da me fondata.
 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Oltre a questo libro, preferibilmente da leggere insieme ai genitori o agli insegnati, consiglierei di leggere con attenzione testi di storia che trattano delle principali vicende del '900 che hanno interessato il mondo intero. Credo che la storia che i giovani studiano a scuola non sia sufficiente per far comprendere quanto nel mondo è avvenuto nei decenni passati, e soprattutto, fanno fatica a capire le cronache di oggi così fortemente contrassegnate da crisi di vario genere: geopolitica, il mondo diviso in zone di influenza, guerre, immigrazione, povertà, crisi energetica ed alimentare, povertà. I giovani vanno stimolati ad abbandonare il linguaggio del "me ne frego" o del "gli immigrati vadano a casa loro", con il motto di “donmilaniana” memoria: I care.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Penso che la perdita del libro cartaceo abbia rappresentato una involuzione per le giovani generazioni. Il libro cartaceo lo senti, lo sfogli, lo odori e progredendo nella lettura impari a padroneggiare concetti, parole, fatti che rimangono impressi nella mente e nella vita. La lettura attenta sprona il lettore a scrivere degli appunti o annotare nei margini: parole, sensazioni o frasi importanti. L'eBook fa risparmiare tempo, fatica di andare in libreria, spazi nella libreria, ma non permette di gustare pienamente le sensazioni sopra riportate per il libro cartaceo. Anche dal punto di vista estetico la differenza è notevole. Una cosa è far crescere una libreria personale che un individuo può mostrare o condividere con i familiari o gli amici, altro è relegare dei testi all'interno di fredde e invisibili memorie virtuali.
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
L'amore per la scrittura per me è nato in seguito al mio pensionamento. Si è trattato di un amore ponderato scaturito da ricche e positive esperienze di vita che mi hanno visto impegnato nel lavoro in fabbrica, nella scuola come docente nel servizio come educatore di ragazzi e giovani nell'oratorio salesiano. Sono certo che chiunque ha trascorso delle belle esperienze di vita ha i requisiti per mettere per iscritto vicende e sensazioni che hanno caratterizzato i loro percorsi. A tale proposito, non ho difficoltà a dichiarare che ogni persona è un libro vivente, solo che alcuni libri vengono scritti e pubblicati, altri restano solo nelle menti delle persone.
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Il libro è la naturale conseguenza di una esperienza educativa durata oltre 40 anni di servizio per e con i preadolescenti. Negli anni ho incontrato tanti genitori e con loro ho condiviso momenti formativi, tanto dialogo, ho ricevuto richieste di aiuto e consigli per i figli preadolescenti, ho sperimentato anche la fragilità e le eccessive paure che investono i genitori quando arriva il tempo del passaggio dalla scuola elementare alla scuola media. Negli ultimi anni, così come l'emergenza educativa del nostro tempo ci insegna, tutto è diventato più complicato e i nuovi mezzi di comunicazione e la vita online dei ragazzi stanno rendendo complicato il compito di educare. Il libro si propone di favorire qualche utile riflessione sui preadolescenti e dare una mano ai genitori e a tutti gli educatori che hanno a cuore la vita dei preadolescenti.
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Al lettore voglio trasferire un po' del mio ottimismo per quanti sono chiamati a svolgere l'importante compito di educare i ragazzi e le ragazze. Educare i preadolescenti non solo è possibile ma è anche bello! Nel libro ho cercato di rimarcare che educatori non si nasce e che per svolgere al meglio questa nobile arte bisogna essere consapevoli del proprio ruolo, avere piena conoscenza dei preadolescenti e degli importanti cambiamenti e trasformazioni che i ragazzi vivono in quel particolare segmento di vita. I genitori, gli insegnanti e gli altri educatori devono conoscere i rischi che affrontano i ragazzi di oggi che se non sono ben evidenziati e affrontati con una responsabile azione preventiva possono condurre a insuccessi scolastici, al disagio e alla devianza giovanile.
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura non è mai stata al centro dei miei interessi durante la vita. Più che pensare a scrivere mi sono dedicato a leggere tanto. Il desiderio della scrittura è sopraggiunto in seguito al mio pensionamento dalla scuola. Il libro rappresenta un atto di amore e di riconoscenza verso gli alunni, i genitori e tutte le persone che con me hanno condiviso le gioie e le fatiche di insegnare e educare.
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Come ho ricordato nel libro, raccontando delle difficoltà che i genitori devono affrontare con l'arrivo della pubertà dei propri figli, tante volte ho sentito ripetere frasi che manifestavano la fatica di comprendere le fasi di sviluppo affrontate con fatica dai propri figli. Davanti a quelle esternazioni, sintomi di difficoltà e smarrimento nel non riconoscere più i comportamenti dei figli preadolescenti (parla poco, risponde male, è sempre solitario, si arrabbia facilmente, cambia sempre umore, ecc.), mi è capitato di rispondere: "Buongiorno preadolescenza".
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, non l'ho mai pensato. La stesura ha comportato un duro e lungo lavoro ma la determinazione e la convinzione di trattare un argomento che potrà essere di aiuto per qualcuno, mi hanno sempre sostenuto a continuare.
 
Il suo autore del passato preferito?
Un autore che ho sempre seguito con interesse è stato Andreoli che molto ha contribuito ad aiutarmi ad indagare la vita degli adolescenti e il compito dei genitori non sempre efficace e favorevolmente avvertito dai figli.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Considero l'audiolibro un ulteriore elemento di frontiera tra i nuovi mezzi di comunicazione. Se da una parte può aiutare l'uditore a vincere momenti di noia, tempi morti della giornata, credo che difficilmente riuscirà a sostituire il libro con tutte le caratteristiche già evidenziate all'inizio. Può essere un efficace strumento per i non vedenti, persone in difficoltà che non possono acquistare un normale e tradizionale libro. Mi resta un dubbio. L'audiolibro non rischia di accrescere la pigrizia in quelle persone che fanno fatica persino a sfogliare le pagine cartacee?

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