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BookSprint Edizioni Blog

07 Ott
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Intervista all'autore - Linda Martin -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Provengo da un piccolo paese di nome Brugine, in provincia di Padova.
Ho deciso di scrivere questo libro dopo un evento che mi ha segnato la vita: ho lasciato la scuola, dopo aver frequentato 2 anni e mezzo di Liceo Classico, per motivi personali ma soprattutto perché ho capito che l'ambiente scolastico non è il luogo adatto a me. Con questo mi riferisco ad un vero e proprio malessere scaturito dalle circostanze, che mi hanno impedito per un lungo tempo della mia vita di essere me stessa. Arrivata ad un punto critico ho deciso di prendere in mano la situazione, senza curarmi dei giudizi altrui e così ho abbandonato l'anno, lasciandolo a metà. Oggi studio da me, ciò che mi interessa veramente, senza costrizioni e senza ansie.
Avendo quindi tempo a disposizione da dedicare alla scrittura, da sempre il mio rifugio dal mondo esterno, mi sono detta che era forse giunto il momento di intraprendere una nuova avventura. Penso quindi che sia stato il coraggio di prendere una strada inusuale per un giovane della mia età (la strada non scolastica), il punto di partenza da dove è iniziato tutto.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non ho un momento preciso che dedico alla scrittura. Solitamente la mattina, perché ho le idee più chiare, ma tutto dipende dalla mia voglia di scrivere che in certi momenti è maggiore. Scrivo quando ne sento il bisogno, è come un gioioso passatempo che cura l'animo dal dolore.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio autore contemporaneo preferito è Geoffroy Delorme, fotografo e scrittore naturalista, amante della natura, in particolar modo dei boschi. Ha scritto per questo il libro "L'uomo Capriolo" dove parla della sua scelta di vita: vivere nel bosco insieme ai caprioli, senza gli esseri umani. In questo libro mi sono sentita capita e ho trovato molti punti in comune con l'autore.
 
Perché è nata la sua opera?
Quest'opera è nata da un bisogno irrefrenabile di far conoscere al mondo la vera identità di animali come maiali, polli, galline, vitelli, mucche, tori ecc.
Lo scopo è quello di portare nelle case dei lettori il tepore e la vitale gioia che caratterizza queste creature dimenticate, uccise ogni giorno all'insaputa di tutti.
Mi interessa far capire che gli animali sono creature senzienti, che respirano, intelligenti e che provano amore, ma tutti, non solo cani e gatti.
Le discriminazioni sugli animali sono ancora troppe e bisogna abolirle e
la parità dei diritti di queste creature è il tema principale dell'opera.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Il contesto sociale nel quale vivo penso non sia da ritenersi importante per quanto riguarda la formazione letteraria, dato che la scrittura non nasce solamente da uno studio approfondito, ma spesso e volentieri "appartiene" a chi ha voglia di sperimentare il piacere della parola. La scrittura è un dono, non un qualcosa che si impara. Di certo, e non lo nego, la scuola che ho frequentato mi è stata molto utile per migliorare l'ortografia, la sintassi e molti altri aspetti su cui bisogna sempre lavorare. Ma si impara con il tempo e con l'amore per ciò che si fa.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere per me è un modo per raccontare la realtà. Ci sono molte cose che non funzionano come dovrebbero e per questo motivo, in questo periodo della mia vita sento premere più di ogni altra cosa il bisogno di dare voce a chi non l'ha o comunque di raccontare la verità, piuttosto che "inventare".
Nel libro sono comunque presenti descrizioni inventate puramente da me, ma basate su un profondo legame con la natura che mi permette di percepire ciò che accade agli animali. Di sicuro unire la realtà e la fantasia può essere considerato un accostamento interessante e stimolante, sia per lo scrittore che per il lettore.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Io sono tutto ciò che ho scritto.
Infatti grazie agli animali, a cui è dedicato il libro, ho scoperto anche me stessa.
Ho trovato la mia vera identità sentendomi parte di una grande famiglia.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Quel "qualcuno", per me, si riferisce ai miei gatti, che dopo molte esperienze vissute assieme, mi hanno permesso di comprendere a fondo il mondo animale: 2 anni fa, mentre stavo aiutando una delle mie mice, salvate da critiche condizioni, a partorire (si trattava di un parto prematuro di qualche mese), vedendo la placenta che avvolgeva il micetto ho avuto una brutta sensazione. Ho pensato probabilmente che tutti gli animali partoriscono allo stesso modo, che tutti gli animali sono uguali e soprattutto che se io avessi un maiale lo amerei più della mia vita, proprio come amo loro. Grazie ai miei gatti ho capito che non esistono solo loro, ma che al contrario fanno tutti parte di una grande famiglia.
Da lì ho intrapreso un percorso interiore che mi ha portato a riflettere a lungo su tutto ciò, fino a diventare prima vegetariana e poi vegana: la vera svolta è stata la seconda perché il mio rapporto con loro è diventato ancora più forte e profondo.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Mia mamma e mia sorella sono state le persone che hanno passo dopo passo letto ogni testo, man mano che ne scrivevo uno, segnalandomi alcuni errori di distrazione e dandomi fiducia. Le ringrazio moltissimo, senza di loro non sarebbe stato lo stesso data la difficoltà a condividere un argomento così scomodo per molti, dati i temi trattati.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
No, sono convinta che la progressiva perdita del libro cartaceo descriva il decadimento della società. Un libro non potrà mai essere sostituito da un ebook: il piacere di sfogliare le pagine, il profumo della copertina e la soddisfazione di avere una libreria reale sono insostituibili.
Non escludo l'utilizzo dell'ebook, in quanto per molti costituisce un comodo metodo di lettura, ma non lo ritengo adatto a sostituire un libro vero.
Ogni pagina sapora delle mani di chi ha scritto e un libro cartaceo non conosce rivali.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ho avuto modo di ascoltare qualche audiolibro e devo dire che a mia sorpresa non ne sono stata poi così insoddisfatta. Sono dell'idea per cui ognuno abbia il proprio modo di interagire con la lettura.
Forse l'audiolibro è consigliabile maggiormente per dei testi scolastici pesanti, ad esempio "I Promessi Sposi": i capitoli lunghi e difficili da seguire, non sempre così scorrevoli da leggere, possono rappresentare un ostacolo per tutti. L'audiolibro costituisce un aiuto per i ragazzi, come per chiunque abbia voglia di leggere un libro in maniera guidata, specialmente se il testo è ricco di dialoghi.

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