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20 Giu
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Intervista all'autore - Alia Perna -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nata e cresciuta a Somma Vesuviana, una cittadina in provincia di Napoli. Terra ricca di risorse, dove l'energia del vulcano si fonde alla saggezza di riti antichi e sempre nuovi.
Ho avuto la fortuna di vivere le passioni e gli interessi dei membri della mia famiglia, che hanno trovato terreno fertile in una comunità attiva e partecipativa. Ho un legame molto forte con la mia terra e radici ben salde con lo sguardo sempre al futuro e al prossimo. Credo che tutto ciò abbia contribuito alla mia formazione classica, inclusiva curiosa e attenta alla tutela delle autenticità.
 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Ad un'adolescente - e non solo - consiglierei la lettura dei miti classici ed "il codice dell'anima" di James Hilman. Può sembrare assurdo, eppure, uno dei primi libri che ho letto da bambina è stato un dizionario di mitologia classica. Ero affascinata da quelle storie. Ancora oggi le rileggo e ne traggo lezioni importanti: il mito ci narra l'origine delle cose, così come si sono manifestate per la prima volta ed è fondamentale per scoprire molto di sé.
"Il codice dell'anima", invece, letto in età adulta, è stato un libro rivelatore che, attraverso la narrazione di vite straordinarie ci invita ad accettare la nostra natura, a metterci in ascolto del nostro 'daimon', ad apprezzare la nostra autenticità.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Penso che paragonare un libro cartaceo ad un eBook sia come paragonare il profumo del pane appena sfornato a quello del pane in cassetta. Ciascuno ha le proprie preferenze ed entrambi i metodi sono validi se, incontrando le esigenze di tutti, favoriscono la diffusione della lettura e della cultura, in ogni sua forma.
Per me sfogliare un libro è un'esperienza insostituibile, tuttavia, non disdegno altri metodi, benché non li utilizzi.
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura è tutto per me, lo è sempre stato, è un amore ponderato verso cui ritrovo sempre la gioia e la vitalità del primo incontro.
A volte scrivo di getto, a volte scrivo dopo aver pensato a lungo. Scrivo da sempre, tutti i giorni. Ad essere sinceri, non riesco a vivere nulla senza al contempo pensare a come raccontarlo agli altri e alla me stessa di domani.
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Questo libro nasce dalla necessità di divulgare le conoscenze apprese su un tema vicino a tutti, più di quanto si possa immaginare, un tema complesso che ho cercato di trattare con delicatezza, grazie ad uno studio lungo ed articolato, pieno di incertezze. Nasce per dimostrare che l'approccio ai temi fondamentali per la vita dell'uomo, non può prescindere da una moltitudine di narrazioni, nasce dalla volontà di ribadire quanto sia fallace il proibizionismo, dal voler sottolineare l'importanza di una legge che tenga conto dei singoli casi, affinché possa definirsi una legge giusta.
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Un messaggio di speranza, di forza.
Il messaggio di non essere spettatori passivi e di non avere il timore di cambiare idea, poiché se la dignità si erge a faro del ragionamento, tutti possiamo contribuire a migliorare la società in cui viviamo, perché diventi maggiormente inclusiva, giusta ed equilibrata. Una società che dia a tutti le stesse opportunità.
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccola o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita. Non è un sogno, per me scrivere è come camminare, mangiare, é nutrimento. Amo dare una forma alle mie idee, serve a fare chiarezza, a liberarsi del superfluo.
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Si, ricordo con piacere e gratitudine il supporto di alcune persone a me vicine. In questo lavoro, stringato ma denso, ci sono i pomeriggi d'estate a tradurre articoli dall'inglese, insieme ad amici in spiaggia, le serate ed i week end a trascrivere, a cercare fonti e rivedere il layout con familiari. Il supporto di docenti, conosciuti direttamente e non, che mi hanno sostenuta ed incoraggiata. C' è un pò di tutti i miei affetti in questo lavoro. Ricordo con particolare piacere e riconoscenza il professor Luciano Sesta, docente di filosofia e bioetica che, senza conoscermi direttamente, è stato un'importante fonte di ispirazione.
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Si, ho pensato spesso di non riuscire a portare a termine il lavoro, un pò perché sopraffatta dalle incombenze della quotidianità, un pò perché mi sembrava di camminare un un campo minato. Talvolta avevo l'impressione di essere inconcludente, ho desistito poiché consapevole che il senso di incompiutezza doveva far parte dell'approccio alla mia trattazione di un tema ancora aperto e fortemente dibattuto.
 
Il suo autore del passato preferito?
Ovidio. Amo le Metamorfosi.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Amo gli audiolibri.
Sono uno strumento inclusivo, li utilizzo con piacere come alternativa all'ascolto di musica. Soddisfano un bisogno di sentirsi coccolati, riportandoci ad un tempo in cui si aveva il tempo di narrare storie e di ascoltarle, soprattutto.

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