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BookSprint Edizioni Blog

15 Giu
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Intervista all'autore - Alessio Rotini -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è una sorta di confessione della mia anima, è il mezzo attraverso il quale riesco ad ordinare le mie riflessioni...a dare più vigore alle mie convinzioni per poterle meglio trasferirle a chi è disposto a condividere le sue idee con me. Mi permette di dare il meglio di me stesso e di farmi stare bene mentre comunico con gli altri
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nelle prime pagine del libro io sto raccontando più me stesso che la vita del protagonista, perché voglio che si capisca come attraversare 50 anni di storia con a fianco persone che hanno già vissuto la loro vita in buona parte non sia stato solo scorrere del tempo e giochi di gioventù. Sono avvenuti fatti che hanno segnato la nostra vita, anche se a volte non ce ne rendiamo conto o non ci soffermiamo a pensarci abbastanza. Eppure anche noi siamo parte della Storia
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Mi riallaccio alla precedente domanda. Anche noi, intendo quelli della mia generazione, abbiamo visto e vissuto fatti straordinari, anche terribili, ma il fatto che non abbiamo mai dovuto impugnare un'arma per difenderci o proteggere i nostri cari, contrariamente a ciò che si poteva immaginare, non ci ha dato quella motivazione forte che avremmo dovuto avere per difendere anche senza armi ciò che i nostri padri e nonni avevano ottenuto per noi. Per questo dobbiamo tornare sui nostri passi e chiederci su come cambiare. Questo romanzo vuole dare uno spunto di riflessione proprio su questo tema: non ripetere gli stessi errori del passato, imparare e migliorare per andare avanti, ma senza mai perdere l'onestà, il sapore di una vita semplice ma intensa.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo si è palesata nella mia mente da subito, perché di Osvaldo volevo parlare, delle differenze e dei punti in comune che ci uniscono. Perché anche le differenze possono unire, e lui questo lo sapeva bene. Ho dovuto solo focalizzare meglio chi era stato lui per me ed all'improvviso mi sono reso conto del suo valore e le motivazioni che lo hanno portato ad essere e vivere come ha vissuto.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Domanda delle cento pistole. Io non ho mai avuto un autore preferito, ho letto un po' di tutto, sono un ingegnere e quindi ho prediletto le tematiche scientifiche, come ho provato ad esporre nel mio primo saggio dal titolo " Uomo chiama Terra". Ma forse potrei dire che mi piacerebbe portare con me Italo Calvino, uno degli autori che ho letto da ragazzino, ma che è sempre stato un riferimento con i suoi romanzi che hanno un gusto tra il fantastico ed il drammatico. E' uno di quegli autori che ha saputo trasmettere nelle sue opere la sensazione di vivere storie paradossali, a tal punto da farci pensare che in fondo sarebbe stato meglio fossero proprio vere. Ne " Il sentiero dei nidi di ragno" anche lui si è cimentato in un romanzo ambientato nella seconda guerra mondiale e lì ha saputo darci una visione di quella tragedia unica, attraverso gli occhi di un bambino, un orfano, che viene trascinato nel vortice di violenza e sangue della guerra, ma non perde mai la sua visione infantile del mondo. Ed è proprio questo punto di vista che dovremmo avere sempre in mente per non essere tentati troppo facilmente ad usare la forza per portare avanti le nostre ragioni, come invece adesso sta avvenendo in Ucraina ed in altre parti del mondo.
 
Ebook o cartaceo?
Io sono ahimè cresciuto facendo le ricerche scolastiche ed universitarie in biblioteca, per cui preferisco avere in mano il libro, perché comunque la sua fisicità mi conforta mentre lo sfoglio, ne sento l'odore, il peso e mi sprona a proseguire fino alla fine della lettura.

Però mi rendo conto che l'ebook è il futuro, per mille ragioni fra cui anche la sostenibilità ambientale e quindi mi adatto. Spero solo che le prossime generazioni trovino comunque il modo di preservare le opere giunte a noi dai secoli passati e che un blackout planetario non le cancelli tutte! Sennò ci tocca tornare a scrivere sulla pietra…sto scherzando, comunque fino ad un certo punto
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho iniziato a scrivere per necessità di dare a me stesso l'opportunità di mandare un messaggio, perché di fronte alle trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo ho ritenuto di dover fare qualcosa perché non si perdano di vista i valori che arrivano da un passato non troppo lontano da noi. La velocità di cambiamento che caratterizza il nostro tempo a volte distorce troppo i concetti fondamentali della vita sociale dell'uomo, semplificando ed omettendo troppo, nel tentativo di dare nozioni che però non portano ad approfondimenti o riflessioni personali, perché sono esse stesse impersonali.

Nel 2018 ho iniziato a scrivere " Uomo chiama Terra" e da lì ho iniziato a ritagliarmi un po' di tempo per proseguire e cimentarmi in questa arte. Spero di poter produrre altri libri che siano interessanti come questi primi due.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea del libro nasce dall'osservazione della fine della vita di tanti anziani durante il periodo della pandemia (2020-2021), deceduti in solitudine, senza il conforto dei propri cari. Tante storie spezzate degne di essere raccontate almeno ai loro discendenti. Ho pensato ai miei nonni materni, entrambi scomparsi prematuramente a causa di un tumore, che in fondo è divenuto ormai una sorta di pandemia più silenziosa che costantemente è in aumento per fattori ambientali che ci sono sempre più ostili ed ho deciso di raccontare la loro storia.

Nel costruire la storia ho dovuto cercare fonti e documenti che mi aiutassero ad arricchire il romanzo. E' stato emozionante vedere mia madre aprire un portafoglio di mia nonna nel quale erano conservate le foto di lei e di mio nonno quando erano ancora giovani, sono le foto che trovate nel libro. Essendo le foto autenticate per la carta d'identità, hanno ancora i segni delle firme e dei timbri dell'epoca. Un pezzo di storia in tutti i sensi, che appartiene alla nostra famiglia ed ora sarà in un libro.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
La sensazione che dà la trasformazione del proprio pensiero in qualcosa di tangibile come un libro non è facile da descrivere. Sono consapevole di essere solo all'inizio di un percorso che nasce come passione. Avere l'opportunità di condividere questo lavoro di ricerca e di composizione del proprio pensiero mi rende felice ed orgoglioso, perché comunque c'è dietro anche il lavoro di altre persone che mi hanno aiutato a rendere possibile la pubblicazione, quindi sarò contento anche per loro se il libro risulterà una lettura interessante per altri. Poi avvicinare la gente per condividere il suo contenuto è un altro aspetto che è importante per me, è il motivo per cui esiste questa opera. Riuscire a parlarne con il maggior numero di persone darà ancora più forza al lavoro svolto
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
I miei genitori sono i primi ad aver letto il libro. Ho deciso che mia madre, che è la figlia del protagonista, dovesse leggerlo e darmi il suo assenso per il contenuto, così come mio padre che ha vissuto strettamente a contatto con i miei nonni materni fino in fondo.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La potenzialità di questo nuovo strumento è enorme e potrebbe essere anche applicata nella scuola per l'insegnamento. Alcuni soggetti trarrebbero sicuramente beneficio dall'uso di questo nuovo sistema di esposizione, quindi ritengo che il suo sviluppo possa aiutare tante persone ad arricchire le proprie conoscenze nonché le proprie emozioni attraverso la narrazione di storie, romanzi e fatti di ogni genere.
Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è una sorta di confessione della mia anima, è il mezzo attraverso il quale riesco ad ordinare le mie riflessioni, a dare più vigore alle mie convinzioni per poterle meglio trasferirle a chi è disposto a condividere le sue idee con me. Mi permette di dare il meglio di me stesso e di farmi stare bene mentre comunico con gli altri
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nelle prime pagine del libro io sto raccontando più me stesso che la vita del protagonista, perché voglio che si capisca come attraversare 50 anni di storia con a fianco persone che hanno già vissuto la loro vita in buona parte non sia stato solo scorrere del tempo e giochi di gioventù. Sono avvenuti fatti che hanno segnato la nostra vita, anche se a volte non ce ne rendiamo conto o non ci soffermiamo a pensarci abbastanza. Eppure anche noi siamo parte della Storia
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Mi riallaccio alla precedente domanda. Anche noi, intendo quelli della mia generazione, abbiamo visto e vissuto fatti straordinari, anche terribili, ma il fatto che non abbiamo mai dovuto impugnare un'arma per difenderci o proteggere i nostri cari, contrariamente a ciò che si poteva immaginare, non ci ha dato quella motivazione forte che avremmo dovuto avere per difendere anche senza armi ciò che i nostri padri e nonni avevano ottenuto per noi. Per questo dobbiamo tornare sui nostri passi e chiederci su come cambiare. Questo romanzo vuole dare uno spunto di riflessione proprio su questo tema: non ripetere gli stessi errori del passato, imparare e migliorare per andare avanti, ma senza mai perdere l'onestà, il sapore di una vita semplice ma intensa.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo si è palesata nella mia mente da subito, perché di Osvaldo volevo parlare, delle differenze e dei punti in comune che ci uniscono. Perché anche le differenze possono unire, e lui questo lo sapeva bene. Ho dovuto solo focalizzare meglio chi era stato lui per me ed all'improvviso mi sono reso conto del suo valore e le motivazioni che lo hanno portato ad essere e vivere come ha vissuto.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Domanda delle cento pistole. Io non ho mai avuto un autore preferito, ho letto un po' di tutto, sono un ingegnere e quindi ho prediletto le tematiche scientifiche, come ho provato ad esporre nel mio primo saggio dal titolo " Uomo chiama Terra". Ma forse potrei dire che mi piacerebbe portare con me Italo Calvino, uno degli autori che ho letto da ragazzino, ma che è sempre stato un riferimento con i suoi romanzi che hanno un gusto tra il fantastico ed il drammatico. E' uno di quegli autori che ha saputo trasmettere nelle sue opere la sensazione di vivere storie paradossali, a tal punto da farci pensare che in fondo sarebbe stato meglio fossero proprio vere. Ne " Il sentiero dei nidi di ragno" anche lui si è cimentato in un romanzo ambientato nella seconda guerra mondiale e lì ha saputo darci una visione di quella tragedia unica, attraverso gli occhi di un bambino, un orfano, che viene trascinato nel vortice di violenza e sangue della guerra, ma non perde mai la sua visione infantile del mondo. Ed è proprio questo punto di vista che dovremmo avere sempre in mente per non essere tentati troppo facilmente ad usare la forza per portare avanti le nostre ragioni, come invece adesso sta avvenendo in Ucraina ed in altre parti del mondo.
 
Ebook o cartaceo?
Io sono ahimè cresciuto facendo le ricerche scolastiche ed universitarie in biblioteca, per cui preferisco avere in mano il libro, perché comunque la sua fisicità mi conforta mentre lo sfoglio, ne sento l'odore, il peso e mi sprona a proseguire fino alla fine della lettura. 
Però mi rendo conto che l'ebook è il futuro, per mille ragioni fra cui anche la sostenibilità ambientale e quindi mi adatto. Spero solo che le prossime generazioni trovino comunque il modo di preservare le opere giunte a noi dai secoli passati e che un blackout planetario non le cancelli tutte! Sennò ci tocca tornare a scrivere sulla pietra…sto scherzando, comunque fino ad un certo punto
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho iniziato a scrivere per necessità di dare a me stesso l'opportunità di mandare un messaggio, perché di fronte alle trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo ho ritenuto di dover fare qualcosa perché non si perdano di vista i valori che arrivano da un passato non troppo lontano da noi. La velocità di cambiamento che caratterizza il nostro tempo a volte distorce troppo i concetti fondamentali della vita sociale dell'uomo, semplificando ed omettendo troppo, nel tentativo di dare nozioni che però non portano ad approfondimenti o riflessioni personali, perché sono esse stesse impersonali. 
Nel 2018 ho iniziato a scrivere " Uomo chiama Terra" e da lì ho iniziato a ritagliarmi un po' di tempo per proseguire e cimentarmi in questa arte. Spero di poter produrre altri libri che siano interessanti come questi primi due.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea del libro nasce dall'osservazione della fine della vita di tanti anziani durante il periodo della pandemia (2020-2021), deceduti in solitudine, senza il conforto dei propri cari. Tante storie spezzate degne di essere raccontate almeno ai loro discendenti. Ho pensato ai miei nonni materni, entrambi scomparsi prematuramente a causa di un tumore, che in fondo è divenuto ormai una sorta di pandemia più silenziosa che costantemente è in aumento per fattori ambientali che ci sono sempre più ostili ed ho deciso di raccontare la loro storia. 
Nel costruire la storia ho dovuto cercare fonti e documenti che mi aiutassero ad arricchire il romanzo. E' stato emozionante vedere mia madre aprire un portafoglio di mia nonna nel quale erano conservate le foto di lei e di mio nonno quando erano ancora giovani, sono le foto che trovate nel libro. Essendo le foto autenticate per la carta d'identità, hanno ancora i segni delle firme e dei timbri dell'epoca. Un pezzo di storia in tutti i sensi, che appartiene alla nostra famiglia ed ora sarà in un libro.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
La sensazione che dà la trasformazione del proprio pensiero in qualcosa di tangibile come un libro non è facile da descrivere. Sono consapevole di essere solo all'inizio di un percorso che nasce come passione. Avere l'opportunità di condividere questo lavoro di ricerca e di composizione del proprio pensiero mi rende felice ed orgoglioso, perché comunque c'è dietro anche il lavoro di altre persone che mi hanno aiutato a rendere possibile la pubblicazione, quindi sarò contento anche per loro se il libro risulterà una lettura interessante per altri. Poi avvicinare la gente per condividere il suo contenuto è un altro aspetto che è importante per me, è il motivo per cui esiste questa opera. Riuscire a parlarne con il maggior numero di persone darà ancora più forza al lavoro svolto
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
I miei genitori sono i primi ad aver letto il libro. Ho deciso che mia madre, che è la figlia del protagonista, dovesse leggerlo e darmi il suo assenso per il contenuto, così come mio padre che ha vissuto strettamente a contatto con i miei nonni materni fino in fondo.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La potenzialità di questo nuovo strumento è enorme e potrebbe essere anche applicata nella scuola per l'insegnamento. Alcuni soggetti trarrebbero sicuramente beneficio dall'uso di questo nuovo sistema di esposizione, quindi ritengo che il suo sviluppo possa aiutare tante persone ad arricchire le proprie conoscenze nonché le proprie emozioni attraverso la narrazione di storie, romanzi e fatti di ogni genere.
 

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Mercoledì, 22 Giugno 2022 | di @BookSprint Edizioni

1 COMMENTO

  • Link al commento Alberto Mancini inviato da Alberto Mancini

    Un caro saluto ad Alessio. E complimenti per l'avventura da scrittore, che continua con ottimi risultati .
    Poi la guerra: tema sempre attuale e che genera sempre sensazioni e suscita riflessioni.
    Bravo!

    Venerdì, 17 Giugno 2022 20:53

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