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04 Apr
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Intervista all'autore - Guglielmo Fragale -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
sono nato a Napoli, ho frequentato la facoltà di Ingegneria e poi quella di Scienze ambientali, a causa del lavoro ho dovuto interrompere gli studi.
Dal 1990 ho aperto un centro subacqueo ed è questo il mio lavoro attuale. In un periodo che va dal 1995 al 2005 ho sviluppato una grande e prolifica vena ispirativa che mi ha portato a scrivere canzoni, poesie ed affrontare l'esperienza della scrittura di un libro. In precedenza la mia creatività era compensata dalla lettura, fantascienza, testi storici, finanche il De Bello Gallico e la Bibbia, per intenderci, poi "la scintilla" e giù il mio primo racconto in una sola settimana!
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La sera è il momento della sublimazione psichica, il passaggio alla concentrazione ed all'apertura della "gabbia" della fantasia
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
preferisco i classici, Asimov, Clarke oppure......Omero, Virgilio! per essere più attuale ho letto tutto di Dan Brown, geniale interprete di quanto nella storia ci sia di misterioso e criptico.
 
Perché è nata la sua opera?
Sono partito da una sensazione, appunto sentirmi, come il protagonista, semplicemente con la voglia, tornato a casa, di fare cose semplici, una doccia e via a rilassarmi, seppur sceso da un'astronave, che non è poi un lavoretto da niente!
Avevo voglia di vivere quelle emozioni che ti sa dare un film di Fantascienza, ma da protagonista e allora.......scrivi e vivilo!
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Figlio di quella generazione che ha sognato un mondo diverso, che ha mangiato pane e ideali, che ha visto sempre "qualcosa di strano che non ti dicono" mi ha sempre spinto a informarmi, leggere nelle pieghe dove nessuno legge, cercando di capire ciò che altri preferiscono ignorare. Leggere la trilogia di Asimov mentre gira sul piatto Dark side of the Moon non ha prezzo, per il resto ci sono carte di credito!
Il mio lavoro che mi porta a vivere il mare, l'archeologia subacquea e quella dannata voglia di guardare sempre lassù, verso le stelle mi ha sempre fatto costruire realtà distanti da questa Terra e , poi, il libro!
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
La realtà è una fantasia che accade! Ci meravigliamo come libri di Fantascienza di un tempo siano state il prologo di realtà attuali. Lo scrittore è un visionario di cose che accadranno o che, tenute segrete, sono accadute. D'altronde anche la storia, per come la conosciamo, a volte è stata riscritta ad "arte".
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Ci sono tutti i miei sentimenti, i desideri che, a volte, restano tali e nel racconto si realizzano, le emozioni, si c'è tutto me stesso.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Si, io! non è una considerazione egoistica, è stata una ricerca dentro me stesso di tutte quelle contraddizioni ed emozioni che ho riportato nel racconto stesso e che sto riportando negli altri scritti che ho in corso. Comunque le persone che si amano, compagna, figli, sono dentro tali dinamiche, è vero lo scrittore non è un "puparo" del lavoro, ne è parte in causa.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ad amici, nonostante qualcuno, con superbia, mi abbia detto "dammelo così te lo correggo" (!) Ma come fai a correggere i sentimenti di un altro, magari un congiuntivo, una virgola, si, ma la scintilla di un pensiero, la luce di una emozione, ma per favore!
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Il futuro è quello che il presente non ti dà in quel momento! Siamo passati dalla tavoletta di cera alla carta stampata e nessuno si è lamentato, bastava leggere, avere cultura, oggi c'è il web, un domani ci saranno i nostri cervelli collegati ad una sorgente che inserirà direttamente nelle nostre sinapsi le informazioni di un libro, chissà! Sempre cultura sarà, per il momento io preferisco leggere con passione e fremere, girata la pagina, per conoscere cosa mi riservano le parole che seguono quelle appena lette. Alla fine di un libro, lo chiudo e lo peso, chiudo gli occhi e cerco di immaginare che tale peso sia quello delle emozioni che mi ha dato.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Bello! magari, mentre lo ascolti, delle mani cosa te ne fai? Scherzo, di sicuro rappresenta l'eliminazione delle "barriere architettoniche" relative alle disabilità ottiche, ipovedenti, ciechi, possono godere della cultura nonostante la limitazione, ma anche chi non ha tali problemi, magari potrà godersi una lettura passiva durante momenti di relax. Io comunque preferisco sempre lo schiocco del giro di pagina!

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