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BookSprint Edizioni Blog

29 Mar
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Intervista all'autore - Giuseppe Stornello -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per uno scrittore significa ammettere i propri stati d'animo e i sentimenti più intimi. Accade che la noia stessa si trasforma in un un'emozione universale che ingloba tutto. Facendo così sparire la base individuale da cui nasce la scrittura.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Scrivere è quasi come barare. Non sai mai dove finisce la finzione e inizia la realtà.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Risale al mio ultimo viaggio in California. Credo che senza l'America non sarei stato in grado di esprimere certi concetti. Non potrò mai dimenticare quell'esperienza. Parlo della solitudine esistenziale che è una presa di coscienza straordinaria dell'individuo.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non premedito mai la scelta del titolo. Arriva quando meno te lo aspetti. In genere per me il titolo rappresenta la sintesi immediata del testo. Ma deve anche essere una sorta di tentazione diabolica per il lettore. Se non ha questo duplice aspetto, è un titolo di merda.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Ero molto legato a Nietzsche. Anche Cioran è caro per me. Ma Bukowski è fottutamente instancabile.
 
Ebook o cartaceo?
Entrambi.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Se decidi di diventare un medico, vai in Medicina. Prendi una laurea e poi fai il tirocinio per il posto. Il pezzo di carta ti dichiara ufficialmente medico. Funziona così per la maggior parte dei mestieri. Ma diventi scrittore non appena decidi di esserlo. Nessuno ti dà un attestato per dimostrarlo. Devi dimostrarlo, solo a te stesso.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo libro è nato casualmente. Mi piace vivere la mia vita al massimo e servirmi della scrittura come mezzo per raccontarla. Sono legato molto a questo approccio di biografia sperimentale. I viaggi e le esperienze sono fondamentali per questo genere di scrittura. Senza di esse non esisterebbero i miei libri.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Cosa si prova quando finisci di fare sesso?
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Naturalmente io.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Perché non ascoltare direttamente la radio o guardare un bel film?

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Martedì, 14 Giugno 2022 | di @BookSprint Edizioni

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