Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

BookSprint Edizioni Blog

18 Feb
Vota questo articolo
(0 Voti)

Intervista all'autore - Marcello Pezzino -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Ho puntato sempre molto sulla mia vita, nel senso che ho sempre pensato che potesse essere come l'ho desiderata e che mi caratterizzasse a fondo in ogni manifestazione. Vengo da una famiglia che, più che borghese, mi piace pensare "d'avanguardia", perché al suo interno ho potuto conoscere sempre momenti di innovazione ed aperti al futuro per quanto riguarda anche gli aspetti di tutti i giorni.
La novità pensante, sempre al passo con i tempi, è stato mio padre, dal quale ho ereditato l'amore per il bello, l'intraprendenza ed il misurarsi con situazioni nuove, degne di essere vissute a viso aperto, come curando una sorta di regia sugli eventi per trarne un soddisfatto beneficio di essere stato quello che ha sempre cercato di dirigere una storia, talvolta anche con un po’ di fantasia, e portarla a compimento come quando si segue un copione su un set cinematografico. Di fronte agli ostacoli, soprattutto quelli voluti dallo "sfascia felicità" di turno, ho ritenuto di dover lottare ed arrivare sempre dall'altra parte del tunnel pensando che niente mi è stato mai regalato ma sempre conquistato sul campo. Ed in questa sequenza di lotta per la vita mi è sempre venuto spontaneo di fissare le mie riflessioni, scrivere e rileggere successivamente per attingere alla mia verità e trovare sempre nuova energia e voglia di farcela. Sono stato uno scrittore per me, perché a me giungessero i segnali necessari e le vie da seguire per venire fuori dai momenti difficili che trovavo già pronti dentro me stesso al momento giusto.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Per me non esiste uno specifico momento destinato abitualmente alla scrittura nell'arco della mia giornata, ma posso dire che molto "materiale" si accumula nella mente nei momenti più impensati e chiede di essere trascritto per non rischiare di dimenticarlo. Spesso succede nei pensieri notturni, quando metto a punto, che so, una storia, un episodio che necessità una maggiore ricchezza di particolari ed espressioni di linguaggio, al punto che, appena alzato, credo bene di dover passare alla penna ed, in brevissimo tempo, sono in grado di delineare ed arricchire il contorno redazionale di quanto mi è balenato in mente.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Tutta la mia vita, soprattutto nei contesti di difficoltà e di fronte alla ricerca di una verità o di una spiegazione nel dispiegarsi delle umane sorti degli uomini ha avuto un solo punto di riferimento e guida, il "teatro ed il dramma" di Luigi Pirandello. Conosco a fondo le opere, le trame e fin le battute sagaci del Maestro mio conterraneo, nel quale mi confondo e mi arricchisco. Ho seguito un percorso particolare per scoprire che mi stavo accostando alla sua spiritualità e profondità: ho trovato dentro me concezioni e filosofie che soltanto in seguito ho riconosciuto far parte del pensiero di Pirandello e, da allora, per me si è trattato di un desiderio di conoscerlo meglio e sempre di più, quasi che tutto ciò si identificasse con la sua genialità e che dalla stessa potessi trarre pure una mutua ispirazione.
 
Perché è nata la sua opera?
Ho pensato, e pure scritto, che il libro che ho scritto io è quello che tutti avrebbero voluto scrivere nel momento in cui ci si ritrova senza gli affetti familiari dei genitori, quando la mente li coglie ancora vivi a tutti gli effetti, pronti a dividersi proprio quella "vita" che non se ne è andata, e tu non puoi far altro che sentirti almeno "pervaso" di quegli eventi che sono rimasti, appunto, "vita" e non sogno, realtà e non apparenza. Anche nel recitare l'Ave Maria di chi ci lascia, ho sentito di doverla ritoccare con quel "adesso e nell'ora della nostra vita" che vuol significare qui non si è formato il processo mentale di chi individua nell'addio del suo ultimo momento, perché ci accompagna ancora la vita, stavolta immortale.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
In tutto il libro "aleggia" lo spirito di quello che prima era un ragazzo che stava crescendo all'ombra ed al sole della vita della sua famiglia e che oggi, come dall'esterno, si trova a guardare e raccontare quei momenti ritenendoli indispensabili per chi viene preso dalla storia e la fa sua. Al contorno della storia umana, vive una famiglia, un nobile edificio, un quartiere storico della città, un paese della villeggiatura estiva e diventa tutto ambiente intriso di vita ed il contesto sociale in cui ritornano tutti a sguazzarsi di vita, a rinascere quasi cento anni dopo. Là ha trovato l'unica formazione indelebile quel ragazzo ormai fatto uomo, sentendosi infinitamente piccolo tra le sedi imperiali delle istituzioni o la ricca borghesia della città, tali da essere dimenticate tra i progressi effimeri e le acque "a linzolu". (La fontana dell'acqua a linzolu è il più caratteristico monumento della vicina Piazza Duomo).
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me scrivere non serve ad evadere dalla realtà, quanto, invece, non sia maggiormente il modo per addentrarsi ancora di più nella realtà. Perché c'è questo motivo ispiratore di fondo nell'opera che emana da ogni riga: mettere il lettore nelle condizioni di sentire e vivere il passato nel dispiegarsi della storia vera. E se nella lettera scritta dal protagonista che fa il soldato si sente l'eco dei bombardamenti nel cielo d'Albania, nella lettera della giovane che l'aspetta a casa, si sente la corsa frettolosa per raggiungere il rifugio antiaereo ed il sibilo delle granate oltre le mura. E' questo l'effetto ricercato che deve coinvolgere il lettore, come una sferzata inattesa che non ti lascia pensare e ti sprofonda nella realtà.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Se dicessi che si tratta di un'opera autobiografica penso che non mi sarebbe sufficiente ad evidenziare come, nel complesso, io debba ritenermi una sorta di "plasmatore" di personaggi e storie che si sono fatte come non avrebbero potuto diversamente: questa è la vita che batte in ogni cuore, a cui io ho voluto dare un'anima, un'essenza, il respiro per vedere una luce che finiva per spegnersi e, invece, così ha conosciuto l'eternità. Consiste proprio in questo modo di fare ciò che ci consente di ridare un volto ed un'anima a coloro che non ce l'hanno più mentre noi diamo vita alla parte più recondita della nostra esistenza.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
La storia scritta affonda le radici nel passato di tutti coloro che in qualche modo, affiancandosi con la loro vita a quella dei protagonisti, ne hanno intessuto la rete di avvenimenti e situazioni reali, contribuendo a farla diventare unica e speciale. Ciascuno di essi è divenuto come un incastro legato agli altri e, quindi, fondamentale all'esplicarsi delle storie di ciascuno al punto che non è possibile ritenere qualcuno o qualcosa più indispensabile degli altri.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ho preferito che l'opera sia definitivamente completa e stampata prima di consentirne la lettura, perchè vorrei che montasse, com'è inevitabile, il clima di aspettativa tra parenti ed amici. Ma a mia moglie è stato consentito di sbirciare qualche paragrafo.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Penso che soltanto una parte di lettori possa essere attratto in maniera intensa da l'ebook, fino a sostituire la carta stampata. Ci sarà sempre il lettore, magari di una certa età, che preferisce tenere in mano il libro, sentire l'odore della carta fresca di stampa, portarsi il libro in ogni poltrona o a letto. Ciò però non vuol dire che l'ebook non possa incontrare un largo favore, spinto anche dalla possibilità di prezzi di vendita più contenuti e dalla reperibilità nei canali informatici, magari scegliendolo senza conoscere l'autore, forse attratto dalla copertina e dalla veste editoriale.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro è un altro mondo, una presentazione audiovisiva che può sfruttare vari sistemi di comunicazione e, soprattutto, la bravura e la sintesi di esperti autori, che sanno interessare e colpire la sfera dei lettori interessati a conoscere le novità. È un settore in cui non vi sono limiti, se non quelli dei costi. Io sono propenso a che la mia pubblicazione possa utilizzare al meglio questa forma di divulgazione del libro.

Acquista il Libro sul nostro ecommerce

 

 


Lasciaun commento

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

I contenuti e i pareri espressi negli articoli sono da considerarsi opinioni personali degli autori che
non possono impegnare pertanto l’editore, mai e in alcun modo.

Le immagini a corredo degli articoli di questo blog sono riprese dall’archivio Fotolia.

 

BookSprint Edizioni © 2016 - Tel.: 0828 951799 - Fax: 0828 1896613 - P.Iva: 03533180653

La BookSprint Edizioni è associata alla AIE (Associazione Italiana Editori)