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BookSprint Edizioni Blog

31 Gen
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Intervista all'autore - Renato Brinis -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato a Venezia Lido. Non ci ho mai vissuto e questo per me è sempre stato un dolore. Nel 1983 mi sono sposato con Carla che avevo conosciuto nel 1975 a 19 anni e nel 1985 è nato nostro figlio Federico. La musica (rock, country, folk e via dicendo) assieme allo scrivere sono sempre state all'interno della mia persona. Da ragazzo scrivevo poesie dedicate un po’ a tutto ciò che nel mondo mi colpiva e, parecchie per Carla. Non mi considero uno scrittore ma semplicemente lo scrivere è un mettermi alla prova. Non cerco nello scrivere l'eventuale lato economico ma, io scrivo per pulsione e passione, per dare sfogo a quello che sento dentro. Non ho una formazione specifica, non ho fatto studi classici, umanistici, non ho mai svolto una professione attinente alla letteratura. Ma ho affinato e perfezionato l'umiltà di ascoltare le critiche, nulla insegna più di questo.

 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non ho un momento specifico che dedico alla scrittura. Quando mi assale la "voglia" ingrano la prima e parto.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Giorgio Faletti
 
Perché è nata la sua opera?
Per cercare nel mio piccolo, oltre che a raccontare la mia esperienza personale, di fornire una possibile guida comportamentale a tutte quelle persone che entrano nel mondo della disabilità adulta acquisita
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Come scritto precedentemente, non ho alcuna formazione letteraria
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Ho scoperto che scrivere è come aprire un'anonima porticina e scoprire un nuovo mondo in cui esplorare, incuriosirmi e riempirmi di parole, dimenticando il resto pur portandolo con me
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In ciò che ho scritto c'è, probabilmente, tutto di me e ancora di più
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Quello che ho scritto è imperniato su quanto è accaduto di vero a mio figlio Federico, quindi, lui è stato fondamentale per la stesura dell'opera.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Al momento lo ha letto solo mia moglie. Gli amici attendono ansiosi.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
L'era del libro cartaceo esiste da cinque secoli, sta per concludersi sotto i nostri occhi. Il libro elettronico è soltanto l'ultimo avatar del libro. Lungi da costituire un'avanzata verso il futuro, esso è l'ultimo segno del nostro attaccamento nostalgico a un oggetto ormai minacciato di estinzione
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Al giorno d'oggi gli audiolibri sono ancora malvisti. Si tratta di un formato poco conosciuto e utilizzato, spesso considerato di seconda categoria rispetto alla lettura tradizionale. Io, personalmente, questa diffidenza la comprendo, ma ho finito per rivalutarli quando mi è venuta una improvvisa voglia di leggere il famoso capolavoro della Allende - La casa degli spiriti. Per problemi relativi alla reperibilità cartacea del libro mi è venuta l'idea di vedere se fosse stato fatto un audiolibro dell’opera sopra indicata. Ammetto che i primi capitoli non sono stati semplici da ascoltare e per abituarsi alla voce del narratore ci vuole sempre un po', ma una volta preso il via mi sono appassionato ed è stata un'esperienza davvero interessante! L'audiolibro mi ha permesso di avvicinarmi a un romanzo che ho amato ma di cui altrimenti avrei continuato a rimandare la lettura, e tutto questo in totale comodità, sfruttando davvero ogni minuto a mia disposizione.

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