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27 Gen
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Intervista all'autore - Giuseppe Sbarsi -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Nato tre anni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, ho vissuto l'assenza del padre dal 1943 sino a fine conflitto, lavoratore coatto in Germania. Qui miseria. ho vissuto il dopo guerra difficile. Grande dispiacere per non aver avuto la possibilità di studiare. Ho dovuto lavorare per aiutare la famiglia costretto a fare lavori gravosi, ammalandomi seriamente. Ho cambiato lavoro meno faticoso e ho potuto studiare. Sono entrato nel campo assicurativo come impiegato in un’agenzia ed in seguito sono diventato titolare di Agenzia (non in quella ove ho lavorato). Ho iniziato il figlio allo stesso lavoro ed andato in pensione ho iniziato a scrivere per puro diletto. Fino ad ora pubblicati sei libri.

 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Di solito la mattina.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Nessuno in particolare, ho sempre letto e leggo tutt'ora di tutto, forse per sete di conoscenza per non aver potuto studiare come avrei voluto.
 
Perché è nata la sua opera?
Forse inconsciamente l'ho sempre desiderato.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
I libri scritti sono tutti formati da quattro racconti, alcuni tratti da fatti realmente accaduti, altri ispirati da fatti veri e poi leggermente modificati, altri di pura fantasia. Comunque in tutti i racconti ho sempre cercato di lanciare un segnale di ottimismo.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Mi sono sempre limitato a fatti reali, o raccontando fatti di vita "normale".
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Ogni tanto inserisco nei racconti il mio pensiero riguardo a molti argomenti, cercando di evidenziare, la morale, e la contrarietà a certi comportamenti delle persone.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno in particolare. ho raccontato fatti e situazioni relativi a persone con le quali ho avuto contatti per il mio lavoro. Ho sempre cercato di dare dei buoni consigli, quando mi venivano richiesti.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ai famigliari, parenti ed Amici.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sono convinto che i due modi di lettura potranno convivere ancora per parecchi anni.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Certamente utilissimo per ipovedenti o addirittura ciechi,

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