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16 Dic
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Intervista all'autore - Michelle Rubino -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
È un modo per evadere dalla realtà, il potere quasi magico di rifugiarsi in un mondo fantastico dove tutto è possibile dove la penna dello scrittore rende reale anche l’impossibile. La scrittura ha il potere di trasportare il lettore in altre dimensioni allontanandolo dalla vita quotidiana, talvolta noiosa e scontata. La fantasia e la creatività di cui sono dotata mi aiutano a raccontare con molta facilità tutto questo, con il proposito di emozionare non solo me stessa ma quanti più lettori possibili. La soddisfazione più importante per lo scrittore, è senza dubbio, condividere le sue emozioni con il lettore, appassionarlo, renderlo partecipe e coinvolgerlo il più possibile.

 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il mio racconto fantasy è impostato sull'eterna lotta del bene contro il male. La personalità della mia eroina, Ninphea mi assomiglia molto, non a caso l'immagine della copertina è una mia foto. Credo sia capitato a tutti di imbatterci in persone invidiose, disposte a tutto, pur di impedire un grande amore. Il male parte sempre da un sentimento di gelosia, di estrema cattiveria. Ho vissuto spesso sulla mia pelle persone malvagie che hanno cercato di ostacolare, anche con l'aiuto delle forze del male, la mia felicità a discapito dei miei sentimenti. Nel mio caso il male non ha mai vinto su di me, la mia luce ha un potere più forte del buio delle tenebre, lo stesso vale per la protagonista del mio racconto, sempre pronta a combattere per il lieto fine.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Sicuramente un sogno diventato realtà, la necessità e la consapevolezza di condividere con gli altri, sia pure sotto forma di racconto, esperienze di vita che appartengono più o meno a tutti noi, solo rappresentati in una dimensione fantastica, necessaria per evadere dalla realtà.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con sé stesso per deciderlo tra varie alternative?
Quando scrivo parto necessariamente dal titolo che sarà poi quello definitivo, mi serve come guida, al fine di non allontanarmi dal tema del racconto.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
I miei studi universitari ed accademici nel settore delle letterature straniere, mi sono stati di grande aiuto. Ho letto molti romanzi, ma tra i tanti scrittori, uno è il mio preferito, Charles Dickens - Il canto di Natale - vedere come il protagonista, ossessionato dal danaro, a discapito dei sentimenti a cui non sembra dare molto valore, possa proprio a Natale, ricredersi e cambiare atteggiamento verso certi valori che non hanno più motivo di esistere rappresenta veramente un messaggio di speranza. Tutti possiamo cambiare in meglio se lo vogliamo.
 
Ebook o cartaceo?
Personalmente preferisco il cartaceo, per le emozioni che mi procura, ma l'Ebook è una nuova alternativa di lettura che non mi dispiace affatto.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho sempre scritto racconti da bambina. Ad essere sincera non ho mai amato le eroine dei miei tempi da Biancaneve a Cenerentola, così deboli pronte a basare il loro destino e felicità grazie dell’arrivo del principe azzurro, pronto a cambiare la loro vita. Trovo queste favole molto diseducative, per questo ho deciso di scrivere racconti dove le protagoniste non hanno bisogno del principe azzurro, ma riescono a realizzarsi da sole, grazie al loro talento e forza di volontà, senza mai perdere quel tono di romanticismo che rende una donna molto più femminile.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ho voluto raccontare la storia di una ragazza, dotata di una forte personalità, che non teme affrontare le avversità della vita. Una principessa che vive del suo talento. Ma come in tutte le favole dovrà combattere contro le forze del male pronte ad ostacolare la sua felicità e quella delle persone a lei care. A proposito di un aneddoto, ho sognato spesso, i protagonisti del mio racconto, che vivevano la storia che io stavo scrivendo, da questi sogni ho potuto attingere materiale per continuare a scrivere.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Un sogno che diventa realtà. All'inizio solo l'idea, poi giorno dopo giorno le pagine aumentano, la fantasia ti aiuta e ti porta lontano, e dopo mesi di lavoro e talvolta di scoraggiamento, ti accorgi che stai arrivando al traguardo. È un po’ come partorire un figlio, mesi di gestazione prima di coronare il lieto evento.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Per scaramanzia solo io.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È sicuramente una nuova possibilità che il lettore ha per approcciarsi alla lettura di un libro, avrà sempre più successo, mi entusiasma molto questa nuova modalità.

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