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BookSprint Edizioni Blog

02 Dic
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Intervista all'autore - Rosa Montone -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata a Castrovillari, una cittadina della penisola nella penisola, la Calabria. Lì ho vissuto fino ai miei 18 anni. Poi gli studi universitari mi hanno portato a Roma. Ma dalla mia terra natia, dalla quale ormai vivo lontana da molti più anni di quelli in cui vi ho vissuto, non ho mai strappato le radici.

 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Non ho un libro specifico da consigliare. Il mio consiglio è quello di leggere in generale, di assaggiare generi e tipologie, un po' come si fa di fronte ad una tavola riccamente imbandita. Saranno poi gli assaggi a far capire i "piatti" da scegliere e gustare.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Non ho nulla contro gli eBook e leggo anche su kindle, ma ritengo il libro cartaceo ineliminabile. Nulla può sostituirlo completamente, regala una lettura più piena, più avvolgente; consente una fruizione che diventa anche manuale e manipolatoria. Io personalmente ne godo maggiormente, il contatto con il libro cartaceo è come la stretta di una mano amica che non mi restituisce invece l'eBook.
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Nella mia personalissima esperienza è entrambe le cose: è stato colpo di fulmine quando la prima volta ho messo su carta pensieri, emozioni che nutrivo e mi nutrivano dentro ed è diventato nel tempo un amore coltivato. Un amore di quelli che durano tutta una vita. Scrivere è per me linfa vitale, ossigeno; è lo spazio in cui mi rifugio, in cui mi ritrovo; è il tempo tutto mio.
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
"Diario di un'estate" nasce tanto tempo fa. Trova le sue radici in me bambina che un po' si rivede in alcuni modi di essere dei miei due figli anch'essi allora bambini.
E poi, come ho anche scritto nella dedica, si è alimentato dell'osservazione, dello scambio e dell'incontro con i diversi "Nicolò" che ho approcciato durante l'esercizio della mia professione di insegnante.
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Sinceramente non ho un messaggio da inviare al lettore. Anche perché, quando ho deciso di pubblicare questo racconto, non ne avevo ben chiaro in testa il lettore ideale. Solo dopo averlo fatto leggere a qualche amico dai loro riscontri ho dedotto che può leggerlo tanto un ragazzino quanto un adulto ed entrambi i lettori possono appassionarsi al testo.
Allora se proprio devo dirgli qualcosa lo invito a leggere senza attese predefinite, ma a mente aperta così da lasciarsi parlare dal testo stesso e prenderne ciò che ognuno potrà cogliervi.
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura non è ma stata un sogno, ma una realtà potrei dire quotidiana nella mia vita. L'idea invece di riuscire a farne prima o poi una professione quella sì è un sogno che ho fin da quando, ancora alle elementari, mi immedesimavo in Jo March di "Piccole donne".
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Sì, più che un episodio però è un periodo: i viaggi di ritorno dalle mie "trasferte scolastiche", quando insegnavo in giro per la provincia di Padova. Ecco, in quelle occasioni mi capitava spesso di annotare episodi accaduti a scuola, sogni realmente vissuti durante la notte, brevi racconti, che poi ho ripreso in mano e sono diventati la storia di Nicolò e del maestro Pietro.
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
C'è stato un momento in cui lo avevo messo da parte perché avevo come la sensazione che gli mancasse un finale e poi un giorno rileggendolo è emerso quello che ora nel testo è l'epilogo e a quel punto l'ho considerato concluso.
 
Il suo autore del passato preferito?
In assoluto Leopardi e Pirandello, ma ne ho tanti in realtà che amo comunque: Pascoli, Ungaretti, Hesse, Hikmet, Calvino, Silone, Verne, Dickens
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che la differenza la faccia la voce.
Fermo restando quanto ho già detto in merito al libro cartaceo, l'audiolibro può essere un buono strumento per invogliare alla lettura chi non ama farlo. Un po' come quando ai piccini si narrano le fiabe.

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