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BookSprint Edizioni Blog

08 Ott
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Intervista all'autore - Angela Amatore

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me la scrittura è liberatoria. Quando nella mia vita succede qualcosa che mi segna, sia in positivo che in negativo, avverto il bisogno di mettere per iscritto tutto quello che mi frulla per la testa. Prendo una penna e un foglio di carta e inizio a scrivere; nell'esatto momento in cui poso la penna, mi sento decisamente più leggera. Inoltre, a volte, mi permette di trasmettere quello che sento, quello che provo in un determinato momento e che non sempre si riesce a dire a parole.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Tanto. In questo libro c'è molto della persona che sono, di emozioni vissute e di quello che invece mi piacerebbe avere. Tante volte rileggendo alcune parti, mi sono resa conto di quanto fossero reali e di quanto molti personaggi fossero parte integrante della mia vita.
Non è facile esporsi in questo modo, ho aperto completamente il mio cuore, senza muri o giri di parole.
Però sono contenta di averlo fatto, perché infondo è quella che sono.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me questo libro è molto importante. Penso che la vita ci stupisca in continuazione, non avrei mai pensato di ritrovarmi in una situazione del genere. un sogno l'idea che le mie parole possano essere apprezzate anche solo da una singola persona. Inoltre, ho espresso molti dei miei pensieri e tante volte mi sono resa conto di essere un tutt'uno con la protagonista.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Scegliere un titolo è sempre difficile, non sai mai come puoi rappresentare al meglio la tua storia. Io ho lasciato il primo titolo che mi è venuto in mente, mi è piaciuto e non ho pensato ad altre alternative.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
"Io prima di te" di Jojo Moyes. Porterei questo libro perché potrei rileggerlo all'infinito senza stancarmi mai. Pensavo sarebbe finito in modo diverso e invece, mi ha stupido e, nonostante gli anni passati dalla prima volta in cui l'ho letto, continua a commuovermi.
Mi piace come mi fa sentire, a tratti malinconica e molto romantica. La protagonista mi è sempre piaciuta molto e amo la sua stravaganza.
 
6. Ebook o cartaceo?
Personalmente preferisco il cartaceo. Mi piace rigirare un libro tra le mani, guardare la copertina immaginando l'intera storia, sfogliare una pagina alla volta e lasciarmi avvolgere dall'odore che emana. Inoltre, mi piace l'idea di poter sottolineare e appuntare le parti che più mi emozionano e magari, lasciare qualche biglietto nella pagina che più mi colpisce.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
In realtà non mi sono mai sentita una scrittrice. Quando parlo commetto sempre tanti errori e spesso confondo anche le parole. Quello che so è che trasmettere le mie emozioni mi fa star bene. Pensare che qualcuno possa condividere quello che sento e apprezzare le mie parole è una sensazione che riempie il cuore di gioia.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
All'interno del libro c'è una lettera scritta dalla protagonista quando era più piccola, è partito tutto da lì. Quei sentimenti sono reali e da quella lettera ho iniziato a immaginare una storia. Giorno dopo giorno aggiungevo qualcosa, lasciavo che le mani andassero da sole e più andavo avanti più mi rendevo conto che stava prendendo sempre più forma. Ed ero entusiasta di questo.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È una delle emozioni più belle che abbia mai provato. Quando ho iniziato a scrivere non l'ho fatto con l'idea di creare un libro e adesso che sta diventando realtà, ancora fatico a crederci. È un sogno che si avvera e ringrazio chiunque abbia creduto in me.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona alla quale ho raccontato la storia che volevo scrivere è mia sorella minore. Mi ha incoraggiata fin dall'inizio leggendo il mio racconto ancor prima che fosse finito. Successivamente, un'amica a me cara, mi ha supportato e mi è stata molto d'aiuto.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Un audiolibro è conveniente in situazioni in cui non sei in grado di leggere per determinate motivazioni.
Però secondo il mio gusto personale, non c'è niente di meglio che un libro cartaceo. È come se entrassi maggiormente nella storia, spesso rileggo più volte determinate frasi e mi soffermo facendo riflessioni personali.
 
 
 
 

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