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04 Ott
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Intervista all'autore - Francesca Nicastro

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nata in via Niccolò Garzilli, quartiere a ridosso della via Libertà, da piccola andavo a giocare al giardino inglese. I miei primi anni di vita sono stati molto belli, poi la portineria dove lavorava mia madre ha deciso di chiudere e noi siamo stati costretti a cambiare quartiere.
Devo dire che ciò che ha salvato me e la mia famiglia, sono stati i frequenti viaggi che facevamo per salire nei paesi di origine dei miei genitori, quel spostarci dalla città, è stato sempre un "staccare la spina", andavano a rigenerarci ed a prendere bloccate di ossigeno puro, per non lasciarci soffocare dalla realtà cruda della città. Ci siamo sempre sentiti pesci fuor d'acqua, ma con pazienza abbiamo attraversato i nostri anni di vita. Oggi forse posso ringraziare questa realtà, perché mi ha permesso di scrivere fin da piccola, infatti non si decide di diventare scrittrice, ci si nasce e se ne prende coscienza crescendo. Malgrado abbia fatto tanti lavori nella mia vita, ho sempre scritto quando ne ho avuto tempo e spero di farlo per tanto tempo ancora.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Durante la giornata non ho un momento preciso, porto con me un’agenda e una penna e mi è capitato di scrivere anche seduta al tavolo mentre degustavo un buon gelato. Ho realizzato che essere sempre pronti aiuta a non far sfuggire le parole che vengono in mente, perché a volte sono le migliori.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio autore preferito è Andrea Camilleri, mi piace come scrive, mi piace che non lascia niente in sospeso nelle sue opere, è attento ai particolari e sa che il lettore vuole sempre sapere come va a finire una storia. In questo lui è un maestro eccezionale.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata, perché leggendo un racconto, c'era in secondo piano la storia di due innamorati e mi è sembrato brutto. Così ho pensato a quanti innamorati ci sono stati come i miei protagonisti e mi hanno fatto nascere la voglia di metterli in primo piano. L'audacia, penso sia la storia di tanti ragazzi rimasti nell'ombra, io l'ho ambientata in quell'epoca, ma penso sia una storia attuale, perché anche oggi, si sente parlare di matrimoni già decisi dalle famiglie. Quindi, se i protagonisti sono di pura fantasia, l'amore che vivono si può ritenere vero e attuale.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Beh, ha influito tantissimo, perché ancora oggi che sono adulta, mi rifiuto di credere alla cattiveria che incontro giornalmente, mi sembra una perdita di tempo prezioso, che toglie il bello del vivere, dunque per me è sempre più semplice di come lo vedono gli altri e questa semplicità diventa racconto o poesia per dire, a qualsiasi costo, sì, alla vita.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Dalla realtà non si evade, però è bello avere la possibilità di staccare un attimo per scrivere, ciò che in un preciso momento, diventa la mia realtà, quando un personaggio prende vita e diventa vita per chi lo legge.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Di me, in ciò che ho scritto, c'è la voglia di non arrendersi mai, di inseguire i propri ideali, c'è uno scrigno della mia verità, nel dire, rispettati sempre e comunque perché nessuno lo farà per te nella vita.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Qualcuno di fisico no, è stato fondamentale il dono che il Cielo mi ha fatto, nell'andare a prendere la mia fantasia e farla diventare una storia. Nei miei racconti c'è sempre una lotta tra il bene e il male, come nella vita reale, così cerco di fare un qualcosa che in qualche modo abbia un lieto fine.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
La prima e unica persona che lo ha letto è stata mia sorella. Lei è sempre stata la mia critica, mi aiuta a capire dove sbaglio o dove posso fare meglio.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Spero di no, o almeno non solo a portata di click, anche se comodo per i giovani di oggi. Il libro cartaceo ha il suo fascino, è un qualcosa riposto sul comodino che puoi prendere quando vuoi.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È una buona idea averlo anche, perché è comodo, anche se non può sostituire il libro vero e proprio. Molte persone si concentrano di più leggendo personalmente, altre il contrario. Diciamo che avendo allargato gli orizzonti con tante opportunità è una buona cosa.
 

 

 

 

 

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