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21 Set
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Intervista all'autore - Elisabetta Simonelli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è un modo per sfuggire alla realtà che qualche volta è un po' dura da affrontare. Quando scrivo mi sento più serena e libera di esprimere tutto ciò che sento, nonché di compenetrarmi nella vita dei miei personaggi.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Niente o quasi niente. E' tutto frutto della mia immaginazione. Sono comunque presenti nel libro i miei ideali di vita, quali l'amore vero e il senso dell'unità della famiglia.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere quest'opera mi ha reso fiera di me stessa, perché mi sono cimentata in qualcosa che non avevo mai fatto; sono riuscita a portare a termine la stesura completa di un romanzo articolato e complesso, ricco di sentimenti veri e di colpi di scena, con ampio sfogo della fantasia.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta è stata facile, perché ho semplicemente dato come titolo il nome della protagonista: un nome che a me piace molto. Inoltre il sottotitolo ha meglio definito lo spirito del romanzo.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Mi piacerebbe avere con me un libro di Agatha Christie; in particolare "Assassinio sull'Orient Express". Non sarebbe male se, a fami compagnia, fosse la stessa scrittrice, con cui condividere dialoghi e momenti creativi.
 
6. Ebook o cartaceo?
Io preferisco il carteceo, senza togliere nulla all'ebook; ma ritengo che il carteceo sia più intimo e personale.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
È da molto tempo che avvertivo la necessità di far esplodere questa passione, ma è da poco che ho deciso di intraprendere questa carriera, non solo per me stessa, ma anche perché penso di poter essere di aiuto agli altri, permettendo loro di distrarsi dai propri problemi esistenziali.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Essendo un'appassionata di cinematografia di ogni genere, l'idea è nata dai vari films che ho visto; in particolare, mi ha molto ispirato il film "Ghost" che mi ha fatto riflettere sul fatto che non tutto debba aver termine con la morte, ma che probabilmente i nostri cari continuino a vegliare su di noi, anche dall'aldilà.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Un senso di grande soddisfazione, innanzitutto per essere riuscita a portare a termine qualcosa iniziata quasi per sfida con me stessa e poi perché un libro pubblicato ti da un senso di appartenenza ad una categoria speciale, quale è quella degli scrittori.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
I primi a leggerlo sono stati i componenti della mia famiglia e, in particolare, mio padre. Sono stata, inoltre, felice per la recensione positiva che ho ricevuto da parte dei critici della casa editrice.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Per me è una cosa giusta e al passo con i tempi. L'audiolibro rappresenta altresì un valido aiuto per tutti, ma in particolare per coloro che si trovano in difficoltà ad estraniarsi dalla loro realtà poco piacevole che tutti i giorni li mette a dura prova. Mi riferisco, in modo specifico, ai non vedenti.
 
 
 
 

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Martedì, 21 Settembre 2021 | di @BookSprint Edizioni

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