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20 Set
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Intervista all'autore - Maria Soccorsa Parisi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nata a Castellammare del Golfo 69 anni fa da una famiglia povera e numerosa, il mio destino sarebbe stato, sposata, casalinga con figli. Ma fin da piccola mi sono ribellata. Volevo un’altra vita! E per farla diventare diversa ho capito che dovevo studiare. Mi sono battuta per continuare a studiare dopo la terza media.
Volevo diventare maestra ed insegnare. Ma per mantenermi gli studi sono andata a lavorare, e così fino al diploma Magistrale. Poi sono venuta a Roma, ho seguito il corso di Laurea in Pedagogia, lavorando e studiando. Fin da piccola mi piaceva tanto leggere e scrivevo poesie e il mio perenne diario. Mi sono innamorata del giallo e di Camilleri. Un giorno, già Dirigente Scolastico, ho avuto l’idea di fondo di questo mio primo manoscritto e ho scritto al Maestro Camilleri, pensando che il personaggio principale potesse essere Montalbano. Ma lui mi rispose: perché non Lo scrivi tu? Sarà dura, ma sono sicuro che ce la farai! Eccomi qui.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Nell’arco di una vita intera ho sempre lavorato, pertanto ho abituato la mia mente a studiare la sera, la notte. Anche adesso che sono in pensione, di giorno faccio mille cose e solo nel tardo pomeriggio e la sera mi dedico alla lettura e a scrivere.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Dacia Maraini, per la sua personalità eclettica, perché la lettura delle sue opere coinvolgono il lettore, perché spazia da un genere all’altro con disinvoltura e competenza linguistica e storica. Ma soprattutto perché descrive sapientemente i mali di questa società contemporanea, facendo una critica personalistica e indicando soluzioni inesplorate.
Ho avuto l’onore di averla ospite nel liceo dove sono stata dirigente scolastico, gli ultimi 5 anni prima di andare in pensione. Ha fatto un incontro con gli alunni del IV e del V liceo scientifico G. Vailati di Genzano di Roma (Roma). I giovani la stavano ad ascoltare entusiasti. Dacia Maraini sostiene che per ottenere reali cambiamenti per il futuro della nazione, bisogna investire sulla scuola e sui giovani ed io sono pienamente d’accordo con lei.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Mi piace il genere giallo e il Maestro Camilleri mi ha soggiogata, tanto che ho provato anch’io a iniziare ad inventare un personaggio come Il Commissario Francesco Vitale. Ma la mia opera nasce con il desiderio di esprimere le mie fantasie in un ambiente reale, il mio Paese, Castellammare del Golfo. Ho intenzione di scrivere altri gialli, con gli stessi personaggi principali, con altri delitti, su quali il Commissario Francesco Vitale, detto amichevolmente Ciccio, deve indagare.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Moltissimo. La scuola, gli alunni, gli studi, le ricerche, anche le circolari Ministeriali, hanno influito moltissimo sulla mia formazione letteraria. Ho dovuto coinvolgere in modo accattivante, inventandomi le cose più disparate, i miei alunni: non è facile fare amare lo studio, la lettura, la storia, la geografia agli alunni se non li coinvolgi con invenzioni, fantasie e tanta passione.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
È senz’altro una evasione dalla realtà, ma poi inavvertitamente ti accorgi che stai descrivendo pensieri, azioni, emozioni, che sono parte della nostra realtà.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Moltissimo! Ma mi ritrovo in più personaggi. Per fare un esempio: Penso sempre al positivo, mi piace la ricerca dei particolari e amo la legalità, la lealtà e i sacrifici come il Commissario Vitale, mi piace cucinare e amo la famiglia, i figli come Mariuccia.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sì. Le prof.sse DANIELA Romani e MARA Frezza, che mi hanno dato dei suggerimenti e delle indicazioni sull’aspetto formale e linguistico. Ma soprattutto mi hanno sempre sostenuta moralmente e mi hanno dato fiducia.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mio marito.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Credo di sì, anche se a me personalmente dispiace. Penso che i ragazzi di oggi dovrebbero avere più passione per la lettura cartacea, c’è un legame affettivo che si instaura tra il lettore e il libro fisico, che nessun I-pad può dare.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia una cosa interessante, soprattutto per i non vedenti e per coloro che hanno una vita frenetica. L’importante è non dimenticare che spesso abbiamo bisogno di fermarci e rilassarci, leggendo un libro cartaceo, anche sulla sdraio al mare. In vacanza.
 
 
 
 
 

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