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14 Set
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Intervista all'autore - Carmela Pascarella

 1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Ho cominciato sin da piccola. Ero in collegio, lontana da mia madre che con cinque figli da mantenere era dura per lei. Ha preferito darci un futuro anche se con questa decisione lei sarebbe stata lontana. Io per riempire il suo vuoto ho cominciato a fantasticare, cosa che le suore del collegio non ammettevano, ma invece una maestra delle elementari ha capito che io avessi una dote tale. Mi fece promettere che non avrei mai smesso di scrivere perché nei miei voli di fantasia avrei affrontato la durezza della vita. Io amo scrivere mi sento protagonista in ogni mio romanzo. In qualsiasi di loro c'è un po' di me.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Vorrei passare ore a scrivere ma purtroppo le mie esigenze sembrano sciocchezze, per chi ha famiglia e deve lavorare. Vorrei con tutta me stessa che scrivere fosse il mio lavoro, ma purtroppo non è così.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
James Patterson. Amore Alex Cross o Patricia Cornwell. Amo gli intrighi, il giallo, il mistero.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Come ho detto prima ogni racconto ha un po’ di me. Una cosa ho capito diventando adulta... se hai paura di qualcosa, affrontala e trasformala. Quello che vuoi. Sarai sempre una vincitrice.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Bella domanda.... purtroppo ho sempre dovuto lottare con le unghie e i denti per ciò che io volevo. Sono caduta tantissime volte ma ogni volta mi rialzato, più forte e più dura. Finché il cadere era diventato un piacere perché sarei diventata sempre più forte. Ora nulla mi fa paura, solo mi fa... paura io stessa.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Tutte e due le cose. Io racconto di me romanzando le cose che altre persone possono solo vedere nei film. È un esorcismo contro le disavventure.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
La maggior parte, parla di me, ma mi piace giocare a nascondino. Chi può dire dove inizio io, o inizia la mia fantasia.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
I miei figli, unico vero motivo di vita e che mai potrei rinnegare. Loro hanno sempre sostenuto il mio grande sogno.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia figlia Rosaria. Lei è come dire... la mia manager. Lei corregge, lei mi annoia coni suoi dialoghi noiosi, e le grammaticali incomprensibili lei è me. Per essere perfetta è una grandissima rompi.... biiiiiiiiip.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
A dire il vero, spero tanto di no!!!! Io amo l'odore dei libri, nuovi o vecchi che siano. Metti che ci sia un attentato nucleare e tutto ciò che è elettrico sparisca, cosa rimane??? Il libro è un contatto troppo personale. Puoi rileggere le pagine ogni volta che vuoi, che ti darà la stessa sensazione, brivido, emozione. Lo puoi riprendere quando vuoi e lo fai personale. Ebook mi sa di freddo, distaccato. Non mi piace. Ma forse parlo così perché sono di vecchio stampo.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Siamo nell'era delle tecnologia, bisogna aggiornarsi, non mi piace ma lo accetto, almeno per i ciechi o per chi non sa leggere.
 
 
 
 
 

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