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BookSprint Edizioni Blog

13 Set
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Intervista all'autore - Giovanni Matera

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
“Maestro, mi prendete il ragazzo a bottega?”
Questa era la frase che usavano i nostri genitori, quando, non ancora adolescenti, ci avviavano nel mondo del “lavoro”: “Siate severo e se ci vuole lo scappellotto, dateglielo pure, sarà per il suo bene”.
Anch’io ho iniziato così. Avevo otto anni, quando mio padre mi condusse nella bottega di falegnameria del grande e compianto “Maestro Simone”, cui va la mia immutabile gratitudine per tutti i suoi insegnamenti.
All’impegno di garzone di bottega, alternavo la mia vita di scolaro.
Terminata la scuola dell’obbligo, mio padre mi concesse (cosa per nulla scontata di quei tempi, date le ristrettezze economiche delle famiglie) di proseguire gli studi presso un Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato di Matera. Diventai quindi uno studente lavoratore;
Terminati gli studi e conseguito il diploma di “Tecnico delle Industrie Meccaniche”, dopo qualche anno metto su la mia “bottega” di falegnameria.
Potevo scegliere se proseguire per l'università o portare avanti il mio sogno: Una "bottega" tutta mia. Scelsi di portare avanti il mio sogno.
Dopo un primo decennio di attività molto faticosa e poco remunerativa, conclusasi in un terribile incidente d’auto grazie al quale (proprio così: grazie al quale), dopo un breve coma e una lunga convalescenza, ebbi modo di riflettere approfonditamente sulla mia vita.
Quella brutta esperienza mi aveva radicalmente cambiato: non ero più l’imprenditore e l’uomo fallito che pensavo di essere prima del disastro, ora mi sentivo più fiducioso e pronto per un risolutivo cambiamento; ma non sapevo ancora come e cosa fare.
Cominciai così a leggere libri e libri di psicologia e filosofia, per approdare poi a un’infinità di libri e studi specifici sul Marketing Relazionale ed Esperienziale e tutto ciò che riguarda l’aspetto umano nelle relazioni commerciali e sociali.
Sicché il contenuto di questo mio libro – come del primo, “La Cassetta degli Attrezzi” - è il risultato di anni di studio, ricerche, frequentazioni di corsi formativi ai vari livelli con grandi maestri italiani e internazionali. È a loro che devo tanto.
Spero possa che anche questo secondo libro "L'Umana Impresa" possa diventare un mezzo di scambio di esperienze ed anche un’arma di resistenza, contro la rassegnazione, il pessimismo e la resa, nelle mani di chi voglia vivere attivamente da protagonista la propria esistenza e non sopravvivere passivamente da comparsa nei sogni altrui.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Il momento migliore per me è in tarda serata. I bollori dell'intera giornata tacciono e si ha modo di riflettere.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio autore preferito, ma anche mio coach è stato è lo è ancora, Paolo Ruggeri.
Per qualche anno ho frequentato la sua Scuola di Consulenza aziendale la “OSM - Open Source Management” a Bologna nella quale ho potuto incontrare e scambiare punti di vista con tanti imprenditori provenienti da ogni parte dell’Italia.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Se cresce il territorio, cresco pure io e la mia azienda. È stata questa la prima motivazione, applicando la regola dello "scambio in abbondanza". "Fai agli altri quello che vuoi venga fatto a te".
Io sono, e resto, soltanto un imprenditore con il semplice desiderio di condividere con quanti (colleghi e non) avessero la curiosità e la pazienza di voler conoscere il risultato di esperienze vissute, ricerche e studi condotti da me medesimo, in diversi anni, con professionisti di livello internazionale nel campo del nuovo Marketing Relazionale ed Esperienziale, che hanno
consentito di migliorare la mia vita professionale e privata.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Il nostro sistema formativo non aiuta la nascita di nuovi imprenditori. Il "sistema" vuole solo dipendenti.
Il turismo e le piccole realtà artigianali si stanno spostando invece sempre più su una gestione imprenditoriale.
Il problema è da ricercare anche nella famiglia. Si parla tanto di cultura, ma non si parla mai di cultura imprenditoriale.
Il contesto sociale tende a sminuire la creatività.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me scrivere è un modo per raccontare la realtà e aiutare gli altri a coltivare i propri sogni. Chi non ha un sogno andrà a lavorare per i sogni altrui...potrebbero non piacere.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In quello che ho scritto c'è molto di me.
Oltre quaranta anni di esperienze sul campo che ho voluto raccogliere in questo libro come una sorta di cassetta degli attrezzi.
"L'umana impresa" il titolo del libro vuole significare che: si può costruire un'azienda basata su valori eticamente validi ed essere nello stesso tempo profittevole.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Uno dei concetti chiave che troviamo nel libro è: scegli i compagni di viaggio.
la persona che più di tutti ha permesso la pubblicazione sia del primo libro "La Cassetta degli Attrezzi" che il presente libro che andiamo a pubblicare "L'Umana Impresa" è il mio amico Nunzio Tria, scritto e poeta.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Il mio primo libro è stato donato e letto dai miei collaboratori.
Sono stati loro a stimolarmi e proprio su di loro ho sperimentato e applicato molti dei concetti sulla crescita professionale e umana e con ottimi risultati.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Penso che il libro cartaceo rimarrà come la migliore lettura.
Anche se L'ebook è uno strumento valido soprattutto per la nuova generazione.
Una generazione che viaggia e si muove più della nostra.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non voglio dire che non sia un ottimo strumento, ma la lettura aiuta a capire meglio i concetti, poter tornare su quei concetti e soprattutto è un allenamento per la nostra mente.
 
 
 
 

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